San Marino. CDLS: “Dalla pandemia si esce con l’occupazione di qualità”

Si volta pagina con il lavoro di qualità, non con i lavoretti. Puntare sul lavoro occasionale, incentivando il precariato, è un pessimo segnale”.

Il segretario generale della CDLS, Gianluca Montanari, torna a criticare con forza  la filosofia di fondo del Decreto sul lavoro occasionale e sulle nuove modalità di assunzione. “Introdurre nuova precarietà nel mondo del lavoro sammarinese non è certo sinonimo di innovazione e modernità e non può essere la risposta alla crisi socio-economica provocata dall’emergenza sanitaria. Forse è più una risposta ai desiderata delle associazioni imprenditoriali che prediligono il precariato, che una soluzione ai reali problemi del mondo del lavoro. ”.

Anche le modifiche illustrate dal Segretario al Lavoro nell’ultimo incontro con le forze sociali  non sono considerate adeguate ed è sul fronte del lavoro occasionale  che la CDLS sottolinea le maggiori criticità. Due su tutte: l’alto numero di ore previste e l’allargamento ai settori  produttivi.  

Se per il comparto produttivo industriale e artigianale si possono utilizzare lavoratori occasionali per 300 ore annuali, in tutti gli altri settori  il numero di ore si alza a 500 per lavoratore e 1500 per ogni operatore economico. “E’ un plafond di ore esagerato – afferma Montanari –  perché il lavoro occasionale deve avere un limite di utilizzo molto più contingentato. Davvero troppe per far rientrare il loro uso come lavoro occasionale e per rispondere a improvvisi picchi di attività. Siamo in realtà di fronte all’introduzione di una flessibilità lunga: una sorta di flessibilità strutturale che non ha nulla a che fare con l’utilizzo del lavoro occasionale e che precarizza oltre misura il mondo del lavoro”.

L’altro punto critico è l’allargamento del lavoro occasionale ai settori produttivi. Spiega Montanari: “Le attività industriali e artigianali già possono utilizzare strumenti previsti dai contratti come la flessibilità e forme  di assunzioni legate alla stagionalità e anche al part-time verticale, aggiungere anche la tipologia del lavoro occasionale appare solo come il tentativo  di introdurre  una diffusa e  indiscriminata precarizzazione”.

Al Segretario di Stato al Lavoro Lonfernini  il segretario della  Confederazione Democratica  ha dunque chiesto  di “ridurre sensibilmente le 1500 ore e di  togliere l’utilizzo dei lavoratori occasionali nel comparto produttivo”.

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