San Marino. Commissione Carisp-Sopaf, Pedini Amati: ‘Non serve a niente’

SAN MARINO. Se ci fosse stato, si sarebbe astenuto. Proprio come Luca Lazzari. Così chiosa Federico Pedini Amati, Consigliere della Repubblica di San Marino, al termine di un comunicato nel quale – senza mezzi termini – dichiara l’inutilità delle commissioni d’inchiesta, e quindi anche di quella che ha appena relazionato sul caso Carisp-Delta-Sopaf nel recente Consiglio Grande e Generale. In particolare, in questa inchiesta, non è stata stabilita la cosa principale: “cioè se c’era o non c’era la famosa tangente di cui si parla tanto”. 

(…) Si è capito molto bene che l’investimento di Cassa di Risparmio su Delta, se pure pareva essere un buon investimento in quel momento riferito al credito al consumo, fu un investimento sproporzionato e improprio, infatti investire tutta la liquidità di Cassa di Risparmio, qualcosa come 2,7 miliardi di Euro in un unico investimento è un’operazione ad alto rischio e francamente non c’è bisogno di essere dei luminari per capire che investendo in un unico strumento il rischio è troppo alto e non si deve fare. (…) Ma quello che da subito balza agli occhi, e che forse era l’unica cosa che volevano sapere i cittadini, è che la Commissione, proprio perché c’è un’indagine parallela del Tribunale della Repubblica di San Marino sul caso Carisp – Sopaf, non è riuscita a stabilire la cosa principale, e cioè se c’era o non c’era la famosa tangente di cui si parla tanto, che Cassa di Risparmio avrebbe pagato nella trattativa con Sopaf, ed eventualmente a chi l’avrebbe pagata. Quindi definirei la Commissione d’Inchiesta Carisp – Sopaf l’ennesima perdita di tempo. (…)

[Comunicato Stampa]

 

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