San Marino. CSdL, Lampa: “Il debito interno va finanziato con risorse interne”

Il debito, la spada di Damocle che pende sulla testa di San Marino e dei suoi cittadini, è stato uno dei temi affrontati dal Segretario CSdL Enzo Merlini nella 37a puntata di “CSdL Informa”.

Ne  dà notizia la CSdL, che precisa: “Rispetto all’assestamento di bilancio 2022 è importante sapere dove sta la verità – ha esordito Merlini – tra quanto dice il Segretario per le Finanze Marco Gatti, che rivendica un avanzo di gestione di 5 milioni, e quanto afferma Rete, che invece lamenta un disavanzo di 76 milioni.

È paradossale che in un paese si debba assistere ad un dibattito consiliare senza che vi sia univocità di interpretazione sul reale stato dei conti pubblici, con delle differenze così clamorose. Non è ininfluente, perché le scelte da compiere sarebbero totalmente diverse l’una dall’altra. Se è vero che va tutto bene, nella legge di bilancio ci si possono aspettare provvedimenti espansivi. Se invece avesse ragione Rete, la riduzione del disavanzo dovrebbe avere la prevalenza.”

“Sul debito estero – ha puntualizzato Merlini – la Confederazione del Lavoro è stata tra i pochi che hanno lanciato l’allarme, sentendosi anche bollare come disfattista; di per sé il debito non è un dramma assoluto, se è necessario, ma per approcciarsi sui mercati occorre avere i conti in ordine e sapere cosa lo Stato deve fare con quei soldi. Al momento di rifinanziarli manca poco più di un anno, ed è una cosa che va predisposta per tempo; non è detto che i mercati rispondano allo stesso modo. In questo momento contingente non possiamo fare a meno di quei 340 milioni che abbiamo incamerato comprando titoli finanziari sul mercato internazionale, perché se non rifinanziassimo quel debito vorrebbe dire far fallire il paese.”

Recentemente è andata in onda una trasmissione di Rtv dedicata al debito estero nella quale è stato interpellato il Prof. Lampa, economista dell’università di Macerata, sul cui intervento si è soffermato il Segretario CSdL. “Questo esperto ha fatto la sua accurata analisi tecnica, sostenendo che le spese interne di uno Stato vanno finanziate il più possibile con risorse interne. Al contempo, ha ricordato che i paesi che hanno contratto debito estero per finanziare le spese interne sono finiti male! Una frase allarmante, quest’ultima, ma non c’è dubbio che si tratta di un parere importante rispetto a questa scelta che il nostro paese ha fatto, nelle stanze chiuse del Governo e di nascosto dalla popolazione, e che avrà conseguenze enormi soprattutto per le future generazioni.

Il debito estero non si può trattare a cuore leggero; San Marino è comunque un paese che dispone di una ampia ricchezza, con 5 miliardi e mezzo di risorse economiche dei cittadini e delle imprese, più un patrimonio immobiliare non quantificato ma comunque considerevole. Poiché le ricchezze ci sono, queste ci avrebbero permesso di far fronte alle spese da sostenere. Il debito contratto per salvare le banche, ovvero quasi tutto, necessitava della emissione di titoli di Stato interni (che non fossero solo gli irredimibili della Cassa di Risparmio), rivolti ai cittadini e alle aziende sammarinesi.

Ma ancora oggi i cittadini non hanno tutte le garanzie per comprare i titoli di debito nel nostro Paese; è un terreno che va coltivato, una fiducia che va conquistata. Il Segretario Gatti ha affermato che uno dei prossimi passaggi è creare il mercato secondario interno per i titoli di Stato, per dare la possibilità a chi li compra di poterli rivendere quando vuole.

È questo il passaggio che si doveva fare all’inizio della legislatura, e non venirsene fuori adesso sostenendo questa necessità, perché potrebbe essere troppo tardi. Naturalmente spero di sbagliare. Auspichiamo che i mercati siano impazienti di acquistare i nostri titoli di Stato, e che riusciremo a spuntare un tasso di interesse contenuto.

Ma la tendenza, all’opposto, vede un rialzo dei tassi; per di più i nostri titoli di debito estero – a differenza di quelli di altri paesi, che hanno scadenze differenziate – scadono tutti in una volta, e quindi vanno rifinanziati nello stesso momento. Il rischio che ci venga a costare una montagna di interessi è concreto. Dobbiamo sollecitare il Governo affinché scelte come queste non si prendano sulla testa dei cittadini, ma attraverso un ampio confronto e valutando fino in fondo tutte le possibili alternative.”

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