San Marino. Doppia cittadinanza, la riflessione di Marco Podeschi: “Tema non scontato: si rischiano effetti pesanti sulla sovranità”

San Marino. Doppia cittadinanza, la riflessione di Marco Podeschi: “Tema non scontato: si rischiano effetti pesanti sulla sovranità”

Il tema della doppia torna nuovamente sotto i riflettori e al centro del dibattito pubblico a San Marino.

E’ attesa entro il mese di aprile la discussione, nell’aula del Consiglio Grande e Generale, dell’Istanza d’Arengo che mira ad eleminare la rinuncia alla cittadinanza di origine come condizione per essere naturalizzati sammarinesi. Si tratta di un’iniziativa portata avanti con convinzione dal Comites di San Marino

A prendere posizione è ora l’ex Segretario di Stato, Marco Podeschi, con un lungo intervento sulla sua pagina Facebook.

“Dell’argomento – scrive Podeschi –  si parla da tempo e è tornato di stretta attualità con la presentazione di una istanza d’arengo che chiede il superamento dell’attuale normativa nazionale, permettendo di fatto il doppio o plurimo passaporto.
Il tema era prevedibile sarebbe diventato prima o poi oggetto di una discussione politica. La mutazione negli anni della legge sulla cittadinanza, con l’introduzione della naturalizzazione automatica, hanno aumentato il numero dei cittadini sammarinesi potenzialmente interessati a questo provvedimento.
Il tema è uscito da una sorta di tabù storico. Superate le naturalizzazioni straordinarie, aperto il voto ai residenti alle elezioni per le Giunte di Castello ci si avvicina a uno degli ultimi steccati del DNA della sovranità sammarinese, la doppia o plurima cittadinanza.
Ragionevole la richiesta dei promotori dell’istanza d’Arengo sostenuti dal Comites San Marino che persegue le istanze dei propri connazionali italiani residenti a San Marino.
In sostanza se l’istanza d’Arengo sarà accettata e la norma cambiata ci sarà un aumento esponenziale nei cittadini italiani – comunitari residenti a San Marino.
Semplicisticamente mentre il Consiglio Grande e Generale e il paese discutono come e se fare un accordo di associazione con l’Unione Europea e le ricadute sulla Repubblica e sulla sua sovranità, lo stesso Consiglio Grande e Generale sarà chiamato a pronunciarsi su una istanza d’arengo che potrebbe avere pesanti impatti sulla sovranità dello Stato”.

Per Podeschi, “in caso di approvazione si potrebbe avere lo strabismo di uno stato che da un lato si arrabatta con l’accordo di associazione con l’Unione Europea e dall’altro ha un numero elevato – sempre in aumento di cittadini comunitari residenti in Repubblica che votano alle elezioni europee.
Cittadini UE che discutono con altri cittadini UE (il doppio passaporto interessa e interesserà anche la classe politica sammarinese) sulle sorti di un paese terzo associato, San Marino. In che termini? Quali saranno gli interessi a prevalere?
La cittadinanza oltre a che diritti e semplificazione nella vita e nei movimenti, comporta anche degli obblighi rispetto agli stati d’origine. Qualcuno ricorderà la tragica sigla FACTA, terrore per mesi di chi aveva passaporto degli Stati Uniti d’America.
Doveri rispetto allo stato di cui si detiene il passaporto ma anche rispetto all’Unione europea se il paese di cui si detiene cittadinanza è membro.
Io non penso che il tema si possa semplicisticamente affrontare con un’istanza d’arengo, oppure cedere alle sollecitazioni di una associazione di cittadini esteri a San Marino.
A San Marino di fatto ormai a livello lavorativo e sociale non esistono più differenze fra cittadini residenti e residenti, differenze che invece sono presenti in Italia per alcune tipologie professionali”.

Aggiunge Podeschi: “San Marino è un micro stato, enclave in Italia e ogni considerazione sulla cittadinanza è un elemento che può avere un impatto rilevante sulla sovranità, molto più impattante dell’accordo di associazione con la UE o con una eventuale domanda di adesione.
Ricordo che la pratica del doppio passaporto non è automatico ne scontato in tanti stati. Ci sono paesi membri della UE che non la permettono e che stanno rivedendo la normativa solo per mere questioni economiche legate alla mancanza di manodopera.
A San Marino esiste ancora una differenza fra cittadini originari e naturalizzati, che nel caso di cittadini originari con doppio o triplo passaporto, ci sono già casi di questo tipo, potrebbe ulteriormente aumentare nel caso di chi per scelta unilaterale decide di avere, nonostante la naturalizzazione, solo la cittadinanza sammarinese.
In uno stato in cui l’inverno demografico è già realtà con i nati annui scesi sotto le duecento unità, un provvedimento del genere che all’apparenza appare innocuo e scontato può indurre effetti pesanti sulla sovranità dello Stato nei prossimi decenni.
Con più passaporti in tasca quali sono i doveri prevalenti rispetto agli stati di cui si detiene la cittadinanza? In caso di relazioni bilaterali molto strette fra San Marino, Italia, Unione Europea qual è la cittadinanza prevalente nel curare gli interessi?
La cittadinanza o un passaporto, a mio giudizio, non sono come la tessera sconto del supermercato. Apriamo il portafoglio e utilizziamo la tessera in base al supermercato. Non ci sono solo diritti ma anche doveri di natura molto ampia.
In questo auspico che ci sia una riflessione attenta su questo tema e non si cada nella fase di saldi pre elettorale in cui fare contenti più o meno tutti alla ricerca di consenso.
La cittadinanza è unica non è una tessera sconto che si presenta alla cassa per la singola convenienza”.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy