San Marino. Doveva avere un milione da Bcsm… Ma era tutto falso. Antonio Fabbri

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Doveva avere un milione da Bcsm… Ma era tutto falso: Condannato 

Un anno e dieci mesi a Sandro Agostini La difesa ha contestato le accuse come infondate, ma il giudice ha accolto le richieste del Pf ritenendo sussistenti i capi di accusa

Antonio Fabbri 

Banca Centrale gli doveva quasi un milione di euro… ma era tutto falso. Aveva realizzato carte contraffatte per fare figurare come vantasse un ingente credito nei confronti di Via del Voltone e ottenere così un prestito da 3000 euro, assicurando che avrebbe avuto la possibilità di restituirlo.

Per questi fatti è comparso ieri davanti al giudice Roberto Battaglino, Sandro Agostini, 55enne sammarinese, che dovrà rispondere di falsità in scrittura privata, falsità in atti pubblici e truffa. La vicenda riguardava, oltre alla falsificazione di documenti di Banca Centrale, anche la contraffazione di altra documentazione utilizzata per ottenere un numero di ore settimanali di affidamento ai sevizi sociali – che doveva scontare in funzione di una precedente condanna – inferiore rispetto a quello stabilito dal Giudice dell’esecuzione. Oltre a Banca Centrale, quindi, con i documenti contraffatti – presentati tra il 2013 e il 2016 – sono stati tratti in inganno anche l’Ufficio del Lavoro e il Tribunale. Il Procuratore del Fisco, nella sua requisitoria, ha esordito definendo Agostini “un nostro ‘cliente’ abituale”, considerati i precedenti. Dopo aver ricostruito i fatti e ritenendoli rispondenti alle fattispecie di reato contestato, il Pf ha quindi chiesto la condanna dell’uomo.

La falsità in scrittura privata La prima contestazione a carico di Agostini riguardava l’aver falsificato una dichiarazione di una impresa di pulizie per la quale aveva dichiarato di lavorare. Una dichiarazione della quale, però, la titolare dell’impresa di pulizie non sapeva nulla e che Agostini aveva utilizzato per farsi diminuire la durata dell’affidamento ai servizi sociali. Un falso realizzato attraverso la fotocopiatura di una firma originale della titolare. Lo scopo era, appunto, quello di presentare le dichiarazioni false, relative alla millantata occupazione, al Giudice delle Esecuzioni per riuscire ad ottenere la diminuzione delle ore  di servizi sociali.

L’inganno all’Ufficio del lavoro Dichiarazioni false erano state poi presentate all’Ufficio del lavoro che, indotto in errore, aveva rilasciato certificazione di un incremento delle ore di lavoro di Agostini presso l’impresa di pulizie in questione. L’Ufficio del lavoro aveva quindi attestato che le ore di lavoro di Agostini erano 40 settimanali. Per ottenere questa certificazione, l’imputato aveva presentato una comunicazione di rinnovo del contratto di lavoro a tempo pieno, con la firma della titolare dell’impresa di pulizie, che però, era stata contraffatta.

Quel milione da Bcsm Era contestata anche la falsità materiale in atto pubblico. Secondo la ricostruzione dell’accusa, infatti, Agostini, nel luglio del 2016, aveva contraffatto tre atti, apparentemente formati da funzionari di Banca Centrale, dai quali risultava che lo stesso doveva ricevere da Bcsm la liquidazione di una somma pari a 978.465 euro. Inoltre aveva falsificato un ordine di bonifico pari a 61.535 euro a suo favore e un documento di pagamento. Questi atti falsificati erano stati mostrati anche ad una conoscente inducendola a concedergli un prestito di 3.000 euro che, essendo in procinto di avere il cospicuo versamento da Bcsm, Agostini avrebbe potuto restituire. Peccato che il credito verso Via del Voltone fosse falso. E’ così scattato il rinvio a giudizio anche per truffa.

La difesa L’avvocato Alessandra Greco, difensore di Agostini, ha contestato, ritenendole infondate, tutte le accuse mosse. Ha inoltre sottolineato che il fatto dia vere precedenti penali, non può comportare una condanna automatica per i fatti contestati, dei quali va vagliata la fondatezza. Fondatezza che, per la difesa non ci sarebbe. Non dello stesso avviso evidentemente il Giudice, Roberto Battaglino, che accogliendo sostanzialmente le richieste del procuratore del fisco, Roberto Cesarini, ha condannato Sandro Agostini a un anno e dieci mesi di prigionia, due anni di interdizione dai pubblici uffici e diritti politici e 400 euro di multa. Visti i precedenti, non è stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena.  Possibile l’appello.

 

 

 

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