San Marino. Gestione rifiuti, Rete: ‘Mularoni appiattita nel suo ruolo neutro e passivo’

L’obiettivo era raggiungere il 60% di differenziata entro il 2015: impegno totalmente disatteso da parte del governo, tant’è vero, che da tempo la percentuale è ferma solo al 30% e non si evidenziano cambiamenti organizzativi tali da garantire in futuro una reale miglioramento del sistema. Dov’è finito il piano di gestione dei rifiuti sammarinese?  Quello dell’inizio del porta a porta ad Acquaviva– scrive Rete- è l’ennesimo specchietto per le allodole.

In aula i Segretari hanno negato l’esistenza di un Accordo specifico per portare i rifiuti indifferenziati a Raibano. Non hanno detto però che San Marino è già stato ricompreso nel piano regionale dell’Emilia Romagna, rinunciando di fatto alla propria autonomia sui rifiuti. (…) Da una parte il nostro governo non mantiene la promessa fatta ai sammarinesi di ridurre la quantità dei rifiuti, di differenziare, e smettere di regalare soldi all’Italia per smaltire i nostri rifiuti potendo riconvertire in occupazione sammarinese gli oltre due milioni di smaltimento che spendiamo ogni anno, mentre dall’altra si piega al business degli inceneritori di Hera quando l’Italia glielo impone.

“Ce lo chiede l’ Italia” è infatti la risposta data in aula dal Segretario Mularoni, evidentemente appiattita nel suo ruolo “neutro e passivo” che ripropone su molti fronti. Ormai la risposta consueta che si sente ad ogni occasione è che siccome l’Italia lo chiede San Marino deve eseguire.

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