San Marino. I soldi della evasione sulla carne a Rimini

Il
Resto del Carlino Rimini: Tribunale.
Ieri
mattina udienza preliminare con venticinque imputati  
/ Milioni evasi,
commercialista alla sbarra
/ Un colossale giro di fatture false nel
settore della carne

Venticinque 
imputati per associazione a delinquere finalizzata a un giro di fatture
per operazioni inesistenti per 50 milioni di euro. Tra loro anche Pasquale
Coppola, 44 anni, commercialista pesarese, ma residente a Cattolica. Per tutti,
il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio, e ieri mattina era stata
fissata la prima maxi udienza. Subito rinviata però al 3 novembre, per un
difetto di notifica a uno degli imputati. Due di questi, che hanno posizioni minori,
hanno però già chiesto di poter patteggiare. L’inchiesta della Guardia di
finanza, si era chiusa nel gennaio del 2007, con tre persone arrestate e una
marea di indagati. «Un panorama inquietante», l’avevano definito gli
investigatori, dove, secondo la loro ricostruzione, un’organizzazione guidata
da pregiudicati era riuscita a realizzare una ‘catena’ di società che operavano
nel settore della disossazione della carne, vincere appalti, stampare fatture
false e trasferire quindi i guadagni in banche sammarinesi. Al vertice della
piramide, a detta degli inquirenti, Angelo Basile, 62 anni, di Taranto, ma
residente a Riccione. In carcere con lui erano finiti il figlio Carmine e Gianluca
Mognato, 39 anni, di Alessandria. Intorno a loro, ruotavano tutta una serie di
segretarie, collaboratori e prestanome. Oltre a Coppola che per le Fiamme
Gialle era una delle figure principali dell’organizzazione, e risultava come consulente
aziendale di Basile, oltre che il creatore delle cosiddette società cartiere,
scatole vuote messe in piedi per la realizzazione di un mare di fatture
fasulle
. 

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