San Marino in vendita? Marino Cecchetti

Prezzo di realizzo

Marino Cecchetti

 

Giovedì scorso Iro Belluzzi, intervenendo in Consiglio Grande e Generale nel dibattito sull’ultimo report del Fondo Monetario Internazionale (FMI), ha chiuso dicendo: c’è “il rischio che qualcuno ci possa comprare”.Debito pubblico oltre il miliardo ed unica chance,presa in considerazione, la ricerca di finanziatori esterni.

Siamo in vendita?

Martedì, due giorni prima di Belluzzi, Igor Pellicciari, docente di relazioni internazionali e Ambasciatore di San Marino in Giordania, ha diffuso questo annuncio: “Un fondo privato” ha la possibilità di “aggiudicarsi” uno “Stato sovrano nel cuore dell’Italia”.

Siamo in vendita.

Pellicciari ci informa che potremmo finire in mano a “un soggetto terzo, non necessariamente pubblico” – quindi anche un gruppo “speculativo”! – cui basterebbe tirar fuori “un importo relativamente basso”. Importo che Belluzzi ha quantificato: “un piatto di lenticchie”.

Siamo in svendita.

Potrebbero drizzare le orecchie Jeff Bezos, il magnate di Amazon (Stati Uniti), o Joseph Tsai, il magnate di Alibaba (Cina), ma anche Pinco Pallino di Vattelapesca con ben altra storia.

Bisogna cambiare strada.  

Dimezziamo anzitutto il debito pubblico recuperando quanto da anni e anni la politica ha il dovere di recuperare dai furbetti della monofase e dai filibustieri del credito di imposta alle banche. Nell’ordine del giorno teso a mettere in sicurezza lo Stato, approvato giovedì dal CGG all’unanimità, non si accenna a detti recuperi. Ci vuole una aggiunta.

Impossibile che tutti i 60 consiglieri e tutti i 10 segretari di Stato siano tutti d’accordo per un colpo di spugna da 4-500 milioni di euro a favore dei furbetti e dei filibustieri di cui sopra, davanti a tante persone in difficoltà in un Paese a rischio come ci dicono Belluzzi e Pellicciari.

 

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy