San Marino. In visita la nuora del donatore del busto di Lincoln. Sara Forcellini

A darne notizia una ‘emozionata’ guida turistica, Sara Forcellini, di cui, grati,  pubblichiamo l’articolo che ci ha inviato unitamente alle foto.

Nella giornata di sabato 5 novembre u.s. ho avuto l’onore e il piacere di accompagnare in visita guidata una signora davvero speciale. Catherine è la nuora di Kenneth Scott, professore della Western Reserve University di Cleveland, Ohio, che nel 1937 commissionò il busto del Presidente americano Lincoln per donarlo ai sammarinesi e che oggi si trova in cima allo scalone di Palazzo Pubblico. Nonostante la non più giovanissima età e qualche difficoltà a camminare, questa gentilissima ed entusiasta signora si è inerpicata lungo le stradine del nostro Centro Storico fino a Palazzo Pubblico per poter ammirare e scattare una foto con il prezioso cimelio che suo suocero fece realizzare a Raymond Barger, uno studente all’Accademia Americana di Belle Arti di Roma.

Quando il giorno prima l’accompagnatrice mi ha comunicato la presenza di questa ospite, ho subito informato gli Istituti Culturali. Infatti, come guida turistica, non c’è visitatore che non mi chieda cos’abbia avuto a che fare Lincoln con San Marino e la domanda spesso nasce quando a Palazzo Pubblico vedono il busto del Presidente americano. Ho chiesto a Catherine come mai il professor Scott decise di regalare una scultura ai sammarinesi e lei mi ha spiegato che sapeva dell’esistenza della lettera scritta da Lincoln ma che questa veniva conservata all’Archivio di Stato. Lui voleva che questo importante avvenimento storico fosse sotto gli occhi di tutti attraverso qualcosa di visibile.

È stato un momento piuttosto commovente, anche perché si tratta di una memoria storica dalla cui viva voce possiamo ancora farci raccontare un pezzo del nostro passato. Probabilmente alla veneranda età di 88 anni difficilmente potrà tornare a San Marino ma mi ha colpito il fatto che mi abbia detto di aver fortemente voluto fare questo viaggio proprio perché sapeva che un pezzo della sua famiglia era qui. Mi ha salutato ringraziandomi e dicendomi che per lei è stato un onore ma penso di essermi fatta portavoce di diversi sammarinesi quando le ho risposto che l’onore e il piacere erano stati tutti nostri.

Sara Forcellini – Guida Turistica di San Marino

 

Riferimento storico tratto dal libro di Marino Cecchetti, intitolato “San Marino, incidente della storia o miracolo” di recentissima pubblicazione

Lincoln a Palazzo Pubblico

Nonostante tanta enfasi di parole sul rapporto Roma-Titano, il governo sammarinese non rinuncia a tenere aperto il dialogo con governi di Stati non proprio in sintonia con l’Italia. E alla luce del sole. Negli stessi mesi in cui Gozi si occupava della colonna romana nella prospettiva di una nuova visita di Mussolini sul Titano, lo stesso Gozi sviluppò una intesa con gli Stati Uniti d’America per collocare a Palazzo Pubblico, in posizione di massimo onore, un busto di Abramo Lincoln. L’opera era già pronta per il 4 luglio, Festa della Indipendenza negli Usa. Però – per attutire un po’ il clamore dell’evento troppo vicino alla inaugurazione della colonna romana? – fu deciso di inserirne lo scoprimento nel programma della festa, tutta sammarinese, del successivo 3 settembre.

Presenti quella mattina a Palazzo Pubblico anche il Console Generale americano in Italia John R. Putnam, il Console d’Italia a San Marino Vincenzo Guglielmi, il Console di San Marino a New York Ercole Locatelli. Verrà emessa anche una serie di francobolli a ricordo dell’avvenimento. Francobolli stampati in Inghilterra quasi a sottolineare ancora una volta che il Titano era libero di intessere rapporti anche con Stati non proprio in buonissimi rapporti con Roma, come appunto Inghilterra e Stati Uniti d’America. A Londra il 20 febbraio di quello stesso 1927 era stato insignito del Gran Collare dell’Ordine Equestre di S. Marino re Giorgio VI.

L’operazione Lincoln sarebbe stata una iniziativa di Kenneth Scott (cittadino statunitense, professore della Western Reserve University di Cleveland), latinista di rango, che, affascinato dalla storia della Repubblica di San Marino, trovandosi in Italia avrebbe proposto al governo sammarinese di ricordare il conferimento della cittadinanza sammarinese al presidente americano appunto con un busto di bronzo che egli stesso avrebbe donato. La realizzazione dell’opera fu affidata all’artista statunitense (poi famoso), Raymond Barger, che in quel periodo era studente a Roma.

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