San Marino. La figura dell’Assistente personale, la riflessione di Attiva-Mente sull’Istanza d’Arengo presentata

In attesa che il Consiglio Grande e Generale discuta l’Istanza d’Arengo sull’istituzione della figura dell’Assistente personale, che l’associazione Attiva-Mente ha presentato, continuano a dare un contributo sull’argomento offrendo ulteriori considerazioni.

“Torniamo al punto: se si ha una grave disabilità tale per cui ci si trovi in una condizione di non autosufficienza, è evidente come non sia possibile poter vivere a casa, dignitosamente e in libertà, senza l’aiuto di qualcuno. Dovendo pagare una o più persone, in assenza di contributi economici, è altrettanto ovvio che questo “privilegio” è riservato a chi dispone di risorse proprie. E gli altri?
Lo abbiamo già scritto e riscritto, gli altri devono sperare nei loro famigliari se fortunati ad averne, oppure l’alternativa è una struttura residenziale di accoglienza, poniamo nel nostro caso il “Colore del Grano” (va detto per completezza che a San Marino esiste anche il Servizio Territoriale Domiciliare che offre, pagando nella maggior parte dei casi, una serie di servizi). Per accedere a questo tipo di strutture, le cosiddette RSA in Italia, è richiesta una compartecipazione perché fatalmente queste hanno un costo per l’erario pubblico.
Supponiamo, a stare molto bassi, di € 100 al giorno.

A San Marino, anche questo l’abbiamo ribadito più volte, non esistono finanziamenti per l’assunzione diretta, autogestita e rendicontata di un Assistente Personale, così come non esistono fondi aggiuntivi per la non autosufficienza.

Eppure, nel caso di ingresso al Colore del Grano, che significa dal nostro punto di vista essere costretti ad essere segregati in un istituto aspettando morte certa, se non andiamo errati viene trattenuto l’intero ammontare dato dall’assegno d’accompagnamento e dalla pensione. E qui un’altra importante riflessione crediamo possa essere anche quella che, in termini contraddittori, esige da un lato la compartecipazione di un cittadino alle spese, sebbene a quel cittadino lo Stato non tuteli i Diritti di uguaglianza e libertà previsti dalla nostra “Carta Costituzionale” del ’74 e da Trattati Internazionali in materia di Diritti umani che la Repubblica ha ratificato.

I programmi autogestiti di Vita Indipendente hanno la finalità di contrastare ogni situazione segregante, riducono il peso in termini di disagio psichico e fisico, disagio relazionale, disagio lavorativo ed economico, dell’assistenza nei confronti della famiglia di origine e costituiscono un vantaggio di natura economica nei confronti delle istituzioni e della società in quanto i loro costi sono inferiori ai costi dell’assistenza domiciliare diretta e a quelli relativi all’istituzionalizzazione, inoltre essi favoriscono l’emersione del lavoro nero creando occupazione.

A tal proposito, considerando che il diritto a una vita indipendente è proprio di qualsiasi essere umano, con o senza disabilità a prescindere dalla condizione fisica, economica e sociale e tenendo conto che la vita indipendente è possibile anche per le persone con disabilità intellettiva o con disturbi del neurosviluppo che, con i giusti supporti e sostegni, possono essere messi in condizione di esprimere le loro scelte e la loro autodeterminazione, ci auguriamo che tutti i Consiglieri si renderanno disponibili a sostenere la nostra Istanza d’Arengo che chiede di istituire la figura dell’Assistente Personale nell’ambito di Progetti di Vita Indipendente, favorendo un’inversione di tendenza al fine di liberare davvero le persone con disabilità da un contesto ingiusto che riteniamo vada assolutamente rivisto, essendo loro gli unici soggetti protagonisti della loro vita”.

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