San Marino. La Serenissima: “Come vengono scelti i ‘privilegiati’ che vanno a ricoprire incarichi fissi e temporanei sotto lo Stato”

La Pubblica Amministrazione ha ripreso a crescere numericamente aggravando la già difficile situazione del deficit di bilancio. Scommettiamo un soldino bucato sull’esito finale?

GMF. La Pubblica Amministrazione si sta rinnovando. Si moltiplicano le notizie di una serie significativa di Dirigenti e alti funzionari che trovano posto fra le file della macchina statale e dei settori ad essa collegati, oppure di consulenze e incarichi che vengono assegnati.
Le giustificazioni sono sempre le stesse: queste figure vengono scelte grazie a concorso oppure per le capacità dimostrate sul campo.
Guarda caso però che i nomi che circolano sono tutti riconducibili ai partiti di governo.

I casi sono due: o Rete e la Dc e i loro micro-alleati sono i catalizzatori del consenso dei più bravi e affidabili professionisti e pertanto non può che essere naturale che le nuove figure impiegate nella Pubblica Amministrazione facciano riferimento politico a queste forze, oppure i criteri di scelta e selezione sono drogati dalla necessità di favorire l’appartenenza politica, piuttosto che la professionalità.

Nel primo caso non ci sarebbe nulla da ridire poiché ognuno è libero di parteggiare per chi ritiene più idoneo e se, per miracolo, tutti i migliori cervelli del Paese hanno deciso di aderire a Rete o alla Dc, occorre prenderne solamente atto.

Nel secondo caso il problema sarebbe più serio e potrebbe riguardare veri e propri reati penali o per lo meno comportamenti politici inqualificabili e immediatamente censurabili.

Dato che il fenomeno si sta verificando con sempre più insistenza in determinati settori, (la sfera del territorio e ambiente è una delle più gettonate, ma non solo), sarebbe quanto mai opportuno che qualche anticorpo (partiti di opposizione?) si risvegliasse per mettere a nudo come sia possibile ad esempio che i titoli per partecipare ai concorsi siano preventivamente calibrati sulle figure da assumere e escludere quelle che si vogliono tenere lontane. Oppure quali siano i meccanismi che consentono di effettuare nuove assunzioni e quali consentono rapidi avanzamenti di carriera. Fino a capire come sia possibile che chi ha interessi già consolidati con branche del governo o della maggioranza riesca, nonostante evidenti incompatibilità, ad ottenere incarichi o consulenze. Fino al punto di porsi la domanda più necessaria: ma da dove arrivano tutte le risorse economiche per consentire un rapido ampliamento del settore pubblico e della sua spesa?

Non sarà che il tutto viene finanziato con il debito pubblico? Chi ci scommette sopra un soldino bucato?

 

Articolo tratto da La Serenissima, pubblicato integralmente dopo le 23

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