San Marino, la storia delle telecomunicazioni su La Tribuna Sammarinese

L’indagine su Fastweb (denominata Phunchard-Broker) sta tirando in ballo pesantemente la Repubblica, come dimostra, fra l’altro, articolo di Emiliano Fittipaldi (L’Espresso, Paradiso San Marino).

San Marino vi entra per conti bancari e per il coinvolgimento di una società del settore (la Telecom Italia Sparkle che controlla la Telecom Italia San Marino).

Di qui l’interesse per la storia delle telecomunicazioni sammarinesi quasi sempre punteggiata di scandali consumati da gente del settore senza scrupoli che sfrutta la sovranità sammarinese in accordo col sottobosco politico affaristico che, soprattutto dagli anni Novanta, regola la conduzione del Paese.

Altrove ‘le Tlc diventano il
traino della new economy
e i cittadini vedono
abbassarsi i prezzi e
migliorare le prestazioni.
Il governo sammarinese
decide invece di tenere
fermo il Paese e
sottoscrivendo le convenzioni
in regime di
monopolio impedisce
l’innovazione, rimanendo
con la vecchia rete in
rame degli anni ’60, e
addirittura rifiutando di
utilizzare la rete in fibra
ottica del progetto Socrate
il cui appalto gestito
da Cotes SA ha interessato
le strade della
Repubblica per lungo
tempo.
San Marino vive
una anomalia storica
dagli anni ’50, senza
concorrenza, senza innovazione,
senza servizi,
in totale monopolio.

L’anonimato societario ed i mandati fiduciari proteggono il sottobosco politico affaristico, anche in questo settore, e continuano tutt’ora a proteggerlo, per favorire interessi privati a danno di quello collettivo.

Basta tenere presente come il governo attuale sta ritardando la nomina dell’Authority in materia.

Leggi la storia delle telecomunicazioni a San Marino

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