San Marino. Legge sulle risoluzioni bancarie bocciata dal fondo monetario

Fmi ritiene inadeguata la vigilanza di Banca Centrale

Ai buchi nelle banche non deve provvedere lo Stato

L’incontro con il Fondo Monetario, al di là che si sia svolto alla presenza di tutti i partecipanti al ‘tavolone‘, è stato una Caporetto. Soprattutto per quegli interventi nel sistema  che sono invece sbandierati come le migliori leggi possibili. Viene colto, con tanto di auguri per il futuro, quello che appare un segnale di condivisione, ma in pratica vengono bocciati il credito di imposta, lo spalmadebiti, ma soprattutto la procedura di risoluzione di Banca Cis  e la legge sulle risoluzioni bancarie. Fmi ritiene inoltre inadeguata la Vigilanza di Banca Centrale.

Questo in estrema sintesi quanto messo in fila dal Fondo. La situazione è surreale, perché mentre fuori dall’incontro si consumavano tutte le perplessità sul tavolo istituzionale e sulla pacificazione tra le forze politiche, nell’incontro con il Fondo monetario internazionale si parlava di comunione di intenti. La differenza tra l’apparire di fronte agli interlocutori internazionali e l’essere tra le mura del Palazzo, non toglie il giudizio impietoso sulla situazione. Così se emerge la divergenza tra quanto dichiarato al Fmi e quanto effettivamente praticato in Consiglio, in troppi sembrano fare finta di niente sul fatto che la legge sulle risoluzioni bancarie viene vista dagli esperti come la soluzione peggiore per le ricadute che ha sul bilancio pubblico. Nonostante questo alla riunione c’è chi rivendica quel provvedimento come uno dei migliori del mondo. Lettura che cozza con quella degli economisti del Fmi che invece sottolineano come la crisi del Cis sia stata gestita male. 

Gli esperti del Fondo Monetario Internazionale sottolineano come San Marino non debba mettere a carico dello Stato i buchi delle banche e come sia necessrio che la ricapitalizzazione degli istituti di credito venga fatta da investitori privati, mentre anche la legge sulle risoluzioni bancarie, preparata da Bcsm e della quale parte della politica si è assunta la paternità, pone un disequilibrio spaventoso a carico delle casse publiche e, secondo gli esperti del Fondo risulterebbe anche tecnicamente discutibile, laddove la Banca Nazionale Sammarinese è di proprietà di Bcsm: vigilante che possiede un vigilato.

Non sarà dunque d’accordo il Fmi con la ricaduta che sulle casse pubbliche avranno anche i circa 6,2 milioni degli investitori Smi, così come deciso proprio ieri dal Consiglio. Non solo. Il Fondo ha parlato anche di inadeguatezza della vigilanza di Bcsm e a chi ha fatto notare l’organico elefantiaco di Via del Voltone, il Fmi ha specificato che il problema non è esclusivamente di tipo numerico, ma soprattutto di competenze specifiche e di specifiche capacità che andrebbero ricercate anche in professionisti esterni.

Valutazioni che hanno fatto riflettere parecchi a quell’incontro dove c’erano tutti gli esponenti delle forze politiche, le forze sociali e datoriali.  

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