San Marino. L’informazione: “Le domande scomode sulla giustizia liquidate con superficialità”

“Le domande scomode sulla giustizia liquidate con superficialità”

Diverse le risposte, o non risposte, da parte degli esponenti di governo che hanno lasciato perplessi durante la conferenza stampa di fine anno. Da un lato perché hanno dato chiavi di lettura distorte, dall’altro perché hanno sviato il merito della domanda.

Già ieri il professor Marino Cecchetti ha dato conto della sua domanda: “Il consigliere Boschi nel luglio scorso ha detto che questo governo l’ha fatto un giudice del nostro Tribunale, la dr.ssa Pierfelici. Affermazione gravissima: una violazione del principio della separazione dei poteri. Eppure la politica non ha indagato. Perché? Lo si chiede al Segretario di Stato agli Interni. E neanche sul versante del Tribunale si è indagato. Perché? Lo si chiede al Segretario di Stato alla Giustizia”.

Domanda liquidata con superficialità dagli esponenti di governo, Interni e Giustizia, che hanno di fatto sostenuto che non vi sia “alcuna necessità di eseguire indagini né in ambito politico né in ambito giudiziario”.

Superficialità nelle risposte riscontrata anche ad altri interrogativi sollevati.

Il governo ha dedicato parecchio impegno nell’anno trascorso anche a denunciare i giornalisti, non tanto per presunte diffamazioni, quanto per pubblicazione di documentazione che il governo riteneva non dovesse pubblicata. E’ questa la trasparenza che intende l’esecutivo?

Ha risposto il Segretario di Stato alla giustizia, Massimo Andrea Ugolini: “Noi chiaramente nel momento in cui dei documenti riservati che sono i verbali del Congresso di stato in cui una legge specifica indica come devono essere trattati questi documenti per capire come certi documenti siano finiti pubblicati sulla stampa. Abbiamo ritenuto opportuno capire come questi documenti siano finiti pubblicati sulla stampa, perché se la legge demanda e ritiene che certi atti debbano essere riservati tali debbano rimanere e non si comprende come mai in quel frangente si siano ritrovati pubblicati sulla stampa. Quindi è stato un esposto che noi abbiamo voluto per fare chiarezza”.

Dovrebbe spiegare allora il Segretario di Stato come mai quegli stessi verbali siano stati pubblicati sul sito del Consiglio Grande e Generale, allegati alla relazione della Commissione di inchiesta, ma il governo in quel caso non abbia fatto alcun esposto. Quindi si potevano pubblicare. Peraltro sia il Segretario di Stato alla giustizia – che parla di legge riferendosi ad un regolamento – sia quello all’Informazione dovrebbero sapere che c’è una legge, quella sì, che prevede il dovere – “la deontologia senza infingimenti”, la chiama Lonfernini – del giornalista di pubblicare notizie di interesse pubblico, al di là di qualsiasi segreto vero o presunto o inventato o voluto, e superando qualsiasi ostacolo posto dall’amministrazione. Ma questa parte della legge il Congresso di Stato non la considera mai, come non considera la Carta dei Diritti che garantisce la pubblicità e trasparenza degli atti del Congresso di Stato. Omette poi di dire il Segretario di Stato, o forse non sa, che non c’era da capire nulla circa le informazioni pubblicate, poiché richieste ufficialmente tramite l’applicativo della pubblica amministrazione “bookPa”. Pertanto è evidente che l’esposto è stato fatto non per chiarire ciò che era già chiaro, ma per colpire chi fa sapere ciò che è di preminente interesse pubblico ma che questo governo non vuole che si sappia. Come peraltro testimoniano comunicati stampa intimidatori e sparate sui profili facebook.

Seconda domanda: “Spostamenti di fascicoli in tribunale dal giudice naturale precostituito per legge ad altro magistrato, ce ne sono stati almeno quattro in meno di un anno. A ciò si unisce il fatto che ci sono avvocati che rinunciano a difendere dei clienti perché hanno poi paura di ritorsioni. E’ questo l’idillio che intendete per la giustizia?”

Risponde anche qui il segretario di stato alla Giustizia Massimo Andrea Ugolini.

“I fascicoli, come lei ben sa, vengono di fatto disposti e assegnati da un Dirigente. C’è un Dirigente che in base a risorse che ha in tribunale, i carichi di lavoro e quant’altro, decide come assegnare i fascicoli, e non lo fa sul singolo fascicolo, ma va immagino in base alla tipologia e ai carichi e alla assegnazione tabellare che viene definita. Quindi per questa circostanza non è sicuramente una tematica che riguarda l’aspetto politico, ma è una questione di amministrazione della giustizia che è di competenza del dirigente del tribunale. Quindi non è una competenza che può essere vessata su questioni di carattere politico, perché così non è. Quindi la giustizia continua ad andare secondo le proprie regole, secondo una dirigenza che in questo momento è affidata al Dirigente Giovanni Canzio presidente emerito della corte di cassazione in Italia, non l’ultima figura di specie, e i risultati parlano per quello che sta avvenendo, di essere nelle mani di forse una delle figure presenti sul palcoscenico italiano e non solo”.

Come lei ben sa…”, dice il Segretario. Ma è proprio per questo che la sua risposta non è soddisfacente e, anzi, svia il merito della domanda. Qui si parla non di assegnazione tabellare che avviene “ex ante”, ma di spostamento di fascicoli già assegnati, spostamento disposto “ex post”. Ora, continuare a sostenere “ipse dixit et ipse facit”, cioè siccome lo ha fatto lui, il Dirigente Giovanni Canzio, che è presidente emerito della Cassazione, allora va tutto bene… non è un risposta seria.

Si manifestasse anche lo spirito di Calamandrei o di Beccaria a dire che fascicoli già aperti e istruiti si possono spostare senza problemi, non sarebbe comunque accettabile. E questo c’entra eccome con la politica. Soprattutto con la politica di questa maggioranza, che sulla giustizia non si è fatta alcuno scrupolo di intervenire a piedi pari piegandola al volere di pochi.

Affermare poi che “i risultati parlano per quello che sta avvenendo”, denota un legame con la realtà dei fatti molto filtrato. Certo che va tutto bene… ma con chi parla il Segretario alla Giustizia? E’ evidente che gli avvocati del suo entourage di maggioranza o lo stesso Dirigente magnifichino l’attuale andamento del tribunale. Se tendesse un po’ più l’orecchio, sentirebbe il mugugno di tutti gli altri. Hanno il terrore, gli avvocati, di contestare. Hanno avuto persino paura di dire che non erano d’accordo col comunicato della Presidente dell’Ordine, che ha parlato per tutti senza che molti sapessero nulla. I cittadini che devono, ad esempio, sostenere un referendum, o che sono invisi alla parte del tribunale ora egemone, si sentono rifiutare l’assistenza, perché gli avvocati hanno paura di ritorsioni nel palazzo di giustizia; hanno paura di perdere le cause anche se hanno ragione. Lo capisce o no il Segretario di Stato che questa non è giustizia? Lo capisce o no il Segretario di Stato, e con lui il governo, che questa non è democrazia? Lo capisce o no la maggioranza? Magari alla prossima conferenza stampa troverà il modo di dare risposte evasive anche su questo.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino, pubblicato integralmente dopo le 18

 

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