San Marino. L’USL chiede di salvaguardare i posti di lavoro sospendendo la possibilità di licenziare

“Unione Sammarinese dei Lavoratori anche e soprattutto in questo difficile e delicato momento che ha coinvolto e coinvolge la nostra intera comunità, in ogni sua parte e comparto senza distinzione alcuna, si è approcciata alla discussione ed al confronto sulle tematiche inerenti i decreti di recente approvazione con assoluta disponibilità e buon senso in merito alle scelte da adottare per una corretta condivisione delle stesse.

E’ doveroso però sottolineare – si legge in un comunicato – come le scelte adottate, relative agli ultimi decreti, non abbiano accolto nulla o quasi delle nostre osservazioni espresse. In particolare, riteniamo che se da una lato si chiedono sacrifici ai tanti lavoratori coinvolti in termini di riduzione delle percentuali e relativo trattamento di strumenti quali Cassa Integrazione Guadagni ed Indennità Economica Speciale, dall’altro fosse naturale prevederne una tutela relativamente alla conservazione dei posti di lavoro soprattutto in uno scenario così incerto come quello che stiamo attraversando e vivendo.

A tal riguardo è difficilmente comprensibile la scelta di non accogliere ancora una volta, dopo una parziale apertura mostrata in tal senso, la nostra richiesta di provvedere ad un blocco delle procedure di riduzione di personale per una tempistica che consentisse, in attesa di riscontri in merito alle iniziative di attivazione di linee di credito e riapertura delle attività, di salvaguardare i tanti posti di lavoro a rischio in questo particolare momento. Scelta del tutto in controtendenza rispetto alle decisioni prese in tanti paesi che hanno deciso di sospendere i licenziamenti fino alla fine dell’emergenza.

Costituirà, infatti, un elemento determinante per poter ripartire, da un lato l’aver salvaguardato al meglio la stabilità di quante più realtà produttive o economiche di questo paese, attraverso aiuti concreti, dall’altro la salvaguardia della forza lavoro ivi occupata, in un’ottica generale di sistema.

Inoltre, il rinunciare ad adottare tali soluzioni potrà dare luogo ad evidenti e naturali criticità, in quanto poi i costi di tali scelte si riverserebbero comunque inevitabilmente a carico del bilancio dello Stato già in evidente sofferenza, quali costi per ammortizzatori sociali e altri strumenti a tutela di chi vive in situazioni di scarso o assenza di reddito.

USL chiede pertanto di riflettere nuovamente su questi aspetti, al fine di “traghettare” questo periodo al meglio con tutte la tutele consone ed attivabili a favore della dignità del lavoratore e del lavoro in generale”.

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