Messaggio di fine anno dei Capitani Reggenti: “L’anno che verrà per San Marino sarà complesso e impegnativo”

Riceviamo e pubblichiamo il Messaggio di fine anno degli Ecc. Capitani Reggenti, Maria Luisa Berti e Manuel Ciavatta.

Carissime concittadine e carissimi concittadini, al termine di questo anno, ed a metà del nostro mandato Reggenziale, desideriamo rivolgere questo messaggio augurale a Voi tutti Sammarinesi, in Patria e all’estero, che, come noi, avete nel cuore la nostra Repubblica. Certamente gli anni che stiamo trascorrendo hanno messo alla prova tutti, prima con la pandemia, poi con la guerra che, purtroppo, con la sua ferocia ha toccato anche l’Europa, spezzando la vita a uomini e donne, colpendo l’economia mondiale.

L’esperienza della pandemia ha fatto comprendere, anche alla Repubblica di San Marino, come le soluzioni più determinanti per affrontare i problemi più gravi, siano quelle messe in campo con il coinvolgimento e la partecipazione di tutti – Istituzioni pubbliche, private, associazioni, gruppi sociali, volontariato – con un apporto corale ed una concreta unità d’intenti.

A marzo di quest’anno, quando già si pensava che l’emergenza Covid fosse superata o comunque superabile, la Russia ha invaso l’Ucraina e la guerra è diventata, purtroppo, l’evento tragico di questo 2022.

Un conflitto ancora lontano da una risoluzione pacifica, che ha visto sin dal suo esordio il sacrificio di tante vite umane inermi e innocenti, che è continuato senza tregua anche durante le festività natalizie. Una guerra che, come tutte le guerre, ha sollevato interrogativi che toccano da vicino l’assetto della comunità internazionale e che – al pari di tutti gli altri conflitti in atto nel mondo – rappresenta una sconfitta per l’umanità intera e non solo per gli attori che ne sono direttamente coinvolti.

Papa Francesco ha esortato a far sì che lo sguardo di tutti noi si riempia dei volti dei fratelli e delle sorelle ucraine, che hanno vissuto questo Natale al buio, al freddo o lontano dalle proprie case. Vogliamo, dunque, anche in questa particolare occasione, unirci all’appello del Santo Padre per una risoluzione pacifica del conflitto, associandoci a tutti gli “operatori di pace” che continuano a profondere il massimo impegno nella promozione di iniziative di concordia e di giustizia.

Innanzi a queste tragedie, il patto sottoscritto, più di settant’anni fa, dalle Nazioni Unite, che proclamava solennemente la volontà di “riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana”, non può rimanere una mera enunciazione teorica. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo afferma, infatti, che “tutti gli uomini nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.

Questa affermazione, di incomparabile contenuto, chiarisce che la strada da percorrere per conseguire e mantenere la pace passa attraverso la tutela della vita e dell’integrità fisica della persona, e si consolida nel pieno rispetto della libertà e della dignità di ogni singolo essere umano. La pace è necessaria ed è possibile. Deve essere perseguita con gli strumenti del dialogo e della mediazione attraverso lo scambio di esperienze e di conoscenze.

Deve essere conquistata con la tolleranza, in un confronto aperto fra culture, concezioni – ideologiche e religiose – anche molto diverse tra loro. Non a caso, il 2023 è stato riconosciuto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite “anno internazionale del dialogo come garanzia di pace”. Lo scopo, è quello di mobilitare gli sforzi della comunità internazionale per promuovere la pace e la fiducia tra le nazioni sulla base del dialogo politico, dei negoziati, della comprensione reciproca e della cooperazione, nell’intento comune di costruire una pace sostenibile e di favorire la solidarietà e l’armonia.

La Repubblica di San Marino, pur nella consapevolezza delle sue piccole dimensioni e delle sue peculiarità, ma forte della sua grande storia di neutralità e di democrazia, continuerà a dare il suo apporto nelle sedi internazionali di cui è membro, consapevole che il dialogo ed il confronto tra i popoli e le nazioni sono strumento imprescindibile per dissipare le incomprensioni, superare le diffidenze e riuscire a percorrere ragionevoli vie di riconciliazione.

Non si deve lasciare nulla di intentato: anche un piccolo Stato come il nostro, che siede a pieno titolo in importantissimi consessi sovranazionali, può far sentire in modo autorevole la propria voce.

Ed è una voce – lo diciamo con l’orgoglio di essere sammarinesi – che ha testimoniato nel tempo la tolleranza, la solidarietà e, soprattutto, ha mantenuto vivi i valori della democrazia e della libertà.

Volgendo lo sguardo, in particolare ai nostri concittadini, il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno primariamente a coloro che, a vario titolo, stanno soffrendo e proprio ad essi ci rivolgiamo per affermare che non devono perdere la speranza in un domani migliore, sapendo di non essere soli. La nostra Dichiarazione dei Diritti affida ai Capitani Reggenti il compito di rappresentare lo Stato nella sua unità. Durante il trascorrere di questa prima parte del nostro mandato Reggenziale, in specie in questo ultimo mese di visite nelle scuole e nei vari centri di assistenza ai nostri concittadini anziani o con disabilità, abbiamo potuto apprezzare, attraverso i sorrisi e gli sguardi dei bambini e degli adulti, la bellezza del nostro essere comunità, il notevole impegno e la grande umanità che anima sia coloro che hanno la responsabilità educativa dei nostri giovani, sia coloro che hanno la responsabilità assistenziale dei soggetti più vulnerabili. Abbiamo avuto modo di poter conoscere più a fondo il nostro Stato e, soprattutto, di comprendere meglio il legame che esiste tra le nostre istituzioni e la società.

Un legame che va continuamente rafforzato dall’azione responsabile e dalla lealtà di chi si trova a ricoprire incarichi pubblici e istituzionali, a qualsiasi livello, ma che per mantenersi ha necessità anche, e soprattutto, del sostegno dei cittadini.

Proprio in questi tre mesi abbiamo avuto la conferma dei sentimenti di attaccamento, di appartenenza e di profonda umanità della nostra  cittadinanza. Sentimenti unici e preziosi, testimonianza dei valori e dei principi fondanti della nostra Repubblica.

Rimarrà sempre vivo in noi il caro ricordo dell’affettuosa accoglienza e del particolare riguardo riservati alla Reggenza nell’ambito della visita nei plessi scolastici di ogni ordine e grado. Una visita che ci ha consentito di apprezzare i numerosi e significativi pregi della nostra realtà scolastica, l’impegno e la dedizione dei docenti e, soprattutto, l’acume e la curiosità dei bambini e dei ragazzi incontrati. Ascoltare i bambini e la naturalezza con la quale ci hanno rappresentato che “tutti gli esseri umani sono uguali” perché hanno tutti gli stessi bisogni di sicurezza, di amore, di salute, di apprendimento e di formazione, e che ognuno è “unico ed irripetibile” non tanto e non solo perché diverso nei tratti somatici, ma per l’unicità della propria personalità, è stata la dimostrazione concreta di quanto la loro capacità di guardare la realtà, possa essere di insegnamento per tutti, a partire proprio da coloro che governano le Nazioni.

I bambini sono il tesoro più prezioso della nostra Repubblica, sono la ricchezza dell’oggi e la speranza per la società del domani.

Abbiamo incontrato anche tanti giovani, e a ciascuno di loro, insieme a tutti i giovani del nostro Paese, desideriamo rivolgerci direttamente: Perseguite sempre i vostri obiettivi ed i vostri ideali con slancio e determinazione. Abbiate come punto di riferimento, l’onestà, la lealtà, la rettitudine. Partecipate attivamente alla vita della nostra comunità nelle sue varie forme – dalla famiglia, alla scuola, al lavoro, alla politica – e cogliete ogni opportunità che la società vi offre per maturare in umanità ed arricchire la vostra cultura. Date nuova linfa alla nostra società trasmettendo la vostra voglia di vivere, la capacità di dialogo e di confronto con gli altri; non temete di impegnarvi per essa. Una società che, a volte, non dà il giusto riscontro alle vostre molte aspettative, pienamente legittime e che spesso voi esplicitate sia alle istituzioni, sia alla politica.

Una società che, però, ha bisogno anche delle vostre capacità, ed insieme ai diritti che vi concede richiede da voi anche di assumere responsabilità e compiere i doveri necessari a migliorarla, perché sia sempre più rispondente alle vostre esigenze e a quelle di tutti i concittadini. É compito della politica e delle istituzioni sapervi ascoltare ed essere vicini a voi in questa “esperienza di cittadinanza” che se vivrete davvero, mettendovi davanti alle problematiche e studiandone le soluzioni, vi farà divenire protagonisti del suo cambiamento.

Abbiate, dunque, fiducia in voi stessi. Custodite la vostra originalità e la vostra libertà, ricordandovi sempre che, quest’ultima, è l’eredità che ci hanno lasciato i nostri Padri e che è il pilastro della democrazia e dell’indipendenza della nostra stessa Repubblica, che continua ad avere potenzialità enormi di crescita e di sviluppo in tutti i settori. Ricordiamo anche, con particolare emozione, l’incontro con le persone con disabilità e, ancora una volta, la lezione di vita che ci è stata donata. “Persone ordinarie che vivono in maniera straordinaria”, che diventano testimonianze dirompenti del fatto che non è la disabilità che definisce la persona, ma il modo con il quale la persona affronta le sfide quotidiane che la vita presenta, compresa la disabilità. Sono loro che ci insegnano che la vita è sempre preziosa, merita di essere vissuta e vale la pena lottare per essa.

Una sollecitazione a che il nostro sguardo non si fermi all’apparenza, ma vada in profondità, per cogliere l’essenza stessa ed il valore della persona, di ogni persona. Siamo stati, altresì, accolti da anziani e malati nelle strutture di assistenza e di lunga degenza. Essi, con l’ossequio più affettuoso, ci hanno manifestato profonda gratitudine per l’attenzione loro riservata. Per loro, poterci stringere la mano e conversare con noi è stato un segno di profonda vicinanza e rispetto. Ma lo è stato ancor di più per noi.

Avremmo voluto saper esprimere meglio i nostri sentimenti e la nostra gratitudine a loro, per quello che hanno rappresentato e rappresentano tuttora per la nostra comunità. Gli anziani sono le nostre radici, la nostra storia, i custodi dei nostri valori e dei nostri talenti. Teniamoli sempre presenti, nei nostri pensieri e nel nostro quotidiano. L’essere ed il divenire comunità, soprattutto per un piccolo Stato sovrano qual è il nostro, non possono prescindere, nei vari ambiti sociali ed istituzionali, dalla cultura del servizio alla cittadinanza.

Un servizio che diventa tanto più efficace quanto maggiore è la consapevolezza di ciascuno, che il proprio contributo va a vantaggio di tutti. Nella nostra Repubblica sono tanti i volontari e le associazioni che si prodigano ammirevolmente in un’opera di assistenza e sostegno a favore di malati e delle loro famiglie e in genere di chi ha bisogno di aiuto. Essi costituiscono il più valido modello educativo ai valori dello spirito di servizio, della solidarietà, della fratellanza e, dunque, anche della pace. Siamo orgogliosi che questo entusiasmo e questo impegno trovino una sempre crescente risposta nella sensibilità dei Sammarinesi e riteniamo doveroso che lo Stato e le Istituzioni continuino a riconoscere il grande valore dell’associazionismo ed a supportarne l’operato e l’iniziativa.

In tutti i Paesi, oggi, emerge la consapevolezza e l’esigenza di accrescere il capitale umano, di incentivare la ricerca, l’innovazione, la qualificazione civile e culturale dei processi di crescita e di sviluppo, ed auspichiamo che a San Marino ci sia da parte delle Istituzioni un’azione determinata e convinta per dare alla cultura mezzi e risposte appropriate per il suo esercizio. É dall’educazione, dalla conoscenza, dalla cultura, infatti, che può scaturire quella creatività innovativa nella tutela, nella gestione e nella progettazione del nostro futuro. Una creatività che si innesti profondamente nelle radici e nella storia dell’ordinamento sammarinese, che è peculiarità del nostro Stato, ammirata in tutto il mondo.

A tal riguardo, ci teniamo ad annunciare che nel mese di giugno del prossimo anno si celebrerà in Repubblica il centenario dell’istituzione dell’Ordine di Sant’Agata mediante un Convegno Internazionale volto a far conoscere la prestigiosa storia dell’Ordine, nonché le relative opere.

Abbiamo tutti una grande responsabilità ed un grande onore: garantire un futuro alla nostra Repubblica ed ai suoi cittadini.  Siamo certi, infatti, che se tutti, nei nostri diversi ruoli istituzionali, politici o sociali, ci impegneremo nel nostro operato, ispirati da senso dello Stato, principi solidaristici, di tolleranza e di collaborazione, sapremo affrontare al meglio ogni eventuale futura difficoltà e valorizzare la nostra Repubblica, le sue peculiarità, la sua unicità.

Questa progressiva evoluzione del nostro Paese richiede, inoltre, molteplici investimenti, in termini di risorse umane ed economiche a tutela ed a supporto di tutte le realtà che lo compongono. Non sono mai abbastanza gli interventi legislativi e finanziari che uno Stato può predisporre per promuovere e sostenere la propria economia ed il proprio sistema sociale e, in ogni caso, ogni scelta di prospettiva può essere concretizzata solo con la giusta gradualità e tempi utili per essere assimilata dalla cittadinanza e da tutti gli operatori dei vari settori.

Le riforme strutturali importanti, tuttavia, comportano sempre un efficace e positivo cambiamento del sistema. Scelte che possono essere percepite come sfavorevoli dalla cittadinanza ma che, nel breve e medio periodo, riportano equilibrio e sono capaci di assicurare stabilità al sistema economico del nostro Paese, con conseguenti ricadute positive sugli anni a venire e per le generazioni che verranno dopo di noi.

A questo proposito, nella prima metà del nostro semestre sono entrate in vigore due riforme particolarmente rilevanti: quella pensionistica e quella del mercato del lavoro. Due riforme indispensabili per la sostenibilità del sistema economico-sociale del Paese, utili a continuare a garantire a tutti, ma soprattutto gratuitamente ai più bisognosi, politiche di assistenza, di  solidarietà, di efficienza nei servizi di ogni settore, sanitario, scolastico e pubblico allargato. Auspichiamo che, accanto ad ulteriori riforme, siano introdotte anche soluzioni normative ed amministrative che rendano più efficaci i servizi pubblici, più facile il loro accesso da parte dell’utenza e maggiormente celeri i relativi procedimenti. Priorità dovrà essere data al compimento di atti in grado di tutelare il nostro territorio e di garantire allo Stato una maggiore autonomia energetica ed idrica.

Il prossimo anno vedrà, inoltre, l’ultimazione del negoziato dell’Accordo con l’Unione Europea. Siamo consapevoli che, grazie ad una piena e reciproca integrazione nel mercato unico europeo, tenendo in debito conto la salvaguardia degli elementi imprescindibili della nostra realtà statuale e le nostre peculiarità istituzionali, il popolo Sammarinese, le imprese, i lavoratori ed i giovani del nostro Stato potranno agire ed operare in maniera più produttiva e proficua, contribuendo al maggior benessere possibile della cittadinanza e del sistema economico-sociale.

San Marino è un Paese fiero ed orgoglioso delle proprie peculiarità e specificità: consci e forti delle nostre tradizioni e dei nostri valori, dovremo addivenire alla definizione di un testo che recepisca l’acquis comunitario, garantendo i giusti tempi e le opportune modalità per la sua piena attuazione negli anni a venire, ma anche salvaguardando il più possibile le specificità della nostra Repubblica.

L’anno che verrà, dunque, sarà un anno complesso e impegnativo. Per essere all’altezza del compito – e ci rivolgiamo in questo caso soprattutto agli organi che esercitano il potere Legislativo ed Esecutivo – occorre andare incontro ai problemi con parole di verità e con concretezza.

Non ci sono “rimedi miracolosi”, necessitano semmai scelte puntuali, chiare e responsabili. Occorre che ogni istituzione lavori con rispetto, tenacia, coerenza e lungimiranza. Solo con competenza, impegno nel servizio alla collettività si possono approfondire ed affrontare i problemi e le situazioni e produrre risultati concreti, anche in prospettiva.

Alle donne ed agli uomini che hanno responsabilità politiche chiediamo un’azione corale che anteponga la tutela degli interessi del Paese e della sua cittadinanza agli interessi di parte o di partito, per essere pronti, insieme, ad affrontare, con l’apporto di tutti, il superamento di ogni difficoltà. Ognuno in questo Paese ha un ruolo; sia che esso sia semplice cittadino, sia che sia un rappresentante delle sue istituzioni: difendere e rispettare il territorio e l’ambiente, rispettare le regole civiche nei diritti e nei doveri e in ultimo, ma non per importanza, il nostro essere Sammarinese, in un Paese di democrazia e senza padroni.

Cari concittadine e cari concittadini, vogliamo dedicare il passaggio conclusivo di questo nostro messaggio alla famiglia, nella ferma convinzione che essa sia il primo e più importante ambito nel quale ciascuno apprende e trasmette i valori dell’amore, della solidarietà, della tolleranza, della responsabilità e del rispetto dei principi fondamentali universalmente riconosciuti.

In tal senso, essa è il vero e proprio pilastro per la vita, la pace, lo sviluppo ed il futuro dei popoli sulla terra. Purtroppo, da un lato la precarietà, dall’altro una cultura edonistica ed individualistica sta scoraggiando i giovani nel costruire famiglia e futuro.

La forte diminuzione delle nascite rappresenta oggi uno degli aspetti più preoccupanti della nostra società. La famiglia riflette le debolezze e le energie della società ed è allo stesso tempo motore e destinataria della crescita di una comunità. Ha, quindi, diritto di essere tutelata dalle istituzioni nazionali ed internazionali e di essere posta al centro delle politiche e dei piani di sviluppo.

Auspichiamo, dunque, che nei mesi e negli anni a venire si confermi ulteriormente l’attenzione e la sensibilità della politica e delle Istituzioni all’introduzione di ogni misura a sostegno delle famiglie. Care concittadine e cari concittadini, le sfide che ci attendono nel nuovo anno sono tante, ma guardiamo avanti con fiducia e, soprattutto, con la consapevolezza che il loro esito dipenderà anche da ciascuno di noi, da ciò che ognuno di noi sarà disposto a fare, nei diversi ruoli di competenza. 

A tutti i nostri concittadini, ed a tutti coloro che a vario titolo si trovano in territorio sammarinese, auguriamo un Anno Nuovo di pace e di prosperità.

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