San Marino. Momento grave, inadeguatezza del Governo. Conferenza stampa Rf

RF, “E’ evidente la totale inadeguatezza del Governo a gestire un momento così grave”

Nicola Renzi: “Ci chiediamo se Ciavatta si renda conto di essere il Sds alla Sanità, e che non può scegliere se prendersi responsabilità o no”

La gestione dell’emergenza sanitaria continua a preoccupare Repubblica Futura. “In questi giorni abbiamo ascoltato le più diverse dichiarazioni – spiega Nicola Renzi – Il Direttore Iss ha detto ‘La situazione in questo momento è drammatica’, il Segretario Ciavatta ‘Il nostro livello di contagio è peggiore di quello di Rimini. Basta guardare i numeri’ e ha aggiunto che gli effetti dell’ultimo Decreto sono miseramente falliti e che con questo andamento a Pasqua rischiamo di stare chiusi ‘perché non vogliamo farlo oggi’. Ha poi detto che se occorrerà chiudere i servizi dell’ospedale lui non se ne prenderà la responsabilità”.

Al di là delle dichiarazioni contraddittorie di alcuni Segretari di Stato – prosegue Renzi – è evidente che c’è una totale inadeguatezza a gestire questo momento così grave. Ci chiediamo se Ciavatta si renda conto o no di essere il Segretario di Stato alla Sanità, e che la responsabilità non può scegliere se prendersela o no. Il ruolo che ha gli dà diritti e doveri: la possibilità di prendere decisioni e anche la responsabilità delle decisioni prese o non prese”.

Il consigliere di Rf affronta poi il tema delle scuole: “Le scuole aperte, le scuole chiuse, le scuole un po’ aperte e un po’ chiuse, e oggi addirittura si decide che se un ragazzo risulta positivo tutta la classe viene messa in quarantena, senza neanche fare il tampone. Ci si chiede a questo punto con chi staranno a casa i ragazzi”.

Non manca un riferimento alla conferenza stampa del Congresso di Stato: “Abbiamo sentito lo stesso refrain: grandi appelli ai cittadini… Noi crediamo che i cittadini dopo un anno non ne possano più. E purtroppo la pandemia continua a protrarsi in Repubblica per le scelte che il governo ha fatto e sta facendo”. Una parola anche sulla delicata norma dell’ultimo decreto che prevede i controlli nelle abitazioni, su cui Rf annuncia che proporrà un emendamento per abrogare l’articolo in questione.

Renzi affronta poi il tema dei vaccini: “Che lo Sputnik potesse essere acquistato da San Marino già 2 mesi fa è una cosa assodata. Il governo non l’ha voluto fare, continuando a ripetere che l’Italia era la nostra sola fonte di approvvigionamento. Ci sembra che tutto questo sia paradossale, e che il governo altro non sappia fare che appellarsi alla popolazione raccomandando di ‘fare i bravi’. Ma un governo deve fare molto altro e molto di più. Per quanto riguarda il caos attuale delle prenotazioni, ci chiediamo: non si poteva predisporre un piano vaccinale già 2 mesi fa chiedendo alle persone di aderirvi? Questo avrebbe fatto perdere meno tempo ai cittadini e agli operatori. Peraltro l’accordo fatto con l’Italia prevede misure analoghe per il contrasto alla pandemia: ebbene oggi l’Italia si appresta a emanare un decreto decisivo, che probabilmente andrà verso ulteriori restrizioni, e il nostro governo cosa fa? Ci aspettavamo un annuncio durante la conferenza stampa di oggi, che non c’è assolutamente stato.

Abbiamo sentito il Segretario Ciavatta rispondere a un giornalista che ‘per riservatezza’ non può dire quante dosi di vaccino arriveranno e da chi ci stiamo approvvigionando. Facciamola finita con la riservatezza, che in questo caso non c’entra niente. Come cittadini abbiamo il diritto di sapere su quante dosi possiamo contare da oggi in avanti”. Rf avanza poi alcune proposte: “La prima è di predisporre un Piano di salute pubblica, prevedendo vaccinazioni mattino, pomeriggio, sera e notte, ma per far questo abbiamo bisogno di sapere su quante dosi possiamo contare. La seconda proposta, che speriamo di poter discutere nel prossimo Consiglio: un odg che impegni il governo a legiferare anche in abito di post-covid, perché sappiamo che la malattia ha degli strascichi nel tempo”.

“Come si sa non esiste alcuna condivisione e manca qualunque tipo di dialogo istituzionale – sottolinea Andrea Zafferani – ma dobbiamo comunque fare la nostra parte, anche se non siamo minimamente ascoltati e l’opposizione è addirittura sbeffeggiata, e non può dire la sua. Aggiungo una proposta a quelle fatte da Nicola Renzi: se in poche settimane fossimo in grado di fare una campagna vaccinale massiccia, è assolutamente necessario definire un decreto ristori come si deve, cioè che intervenga nell’immediato, non un anno dopo, e in modo tale da riuscire a compensare il gap che si crea tra il fatturato e i costi”. Occorre intervenire investendo dei soldi, spiega Zafferani, se si vuole garantire la sopravvivenza di tante imprese. “Il presente decreto ristori non copre le perdite occorse nel 2020, ma ha solo agevolazioni e sgravi per il futuro, tranne che per pochi casi, come gli alberghi. La maggior parte delle attività non ha avuto quello che un vero decreto ristori dovrebbe fare”.

Anche Zafferani accenna alla campagna vaccinale: “Le vaccinazioni stanno andando bene, lo ammettiamo senza problemi, anche grazie all’efficacia dell’Iss, ma è assolutamente necessario che ci sia assoluta chiarezza sulle priorità. L’Iss parla di categorie legate all’età e alle patologie, e poi si viene a sapere di professori, neanche residenti a San Marino, che vengono vaccinati prima di altri, si sente parlare di addetti alle palestre che vengono vaccinati prima di chi ne ha diritto … questo non va bene, perché il messaggio che rischia di arrivare è che ti puoi vaccinare se conosci qualcuno ‘in alto’. Inoltre non è ammissibile che al giorno d’oggi qualcuno debba stare tutto il giorno al telefono per riuscire a prenotarsi. In 2 mesi non era impossibile preparare delle liste di priorità da chiamare direttamente. Lo hanno fatto in paesi ben più grandi di noi. Sulle scuole, proporremo che uno dei due genitori dei bambini obbligati a stare in quarantena abbia diritto alla malattia pagata. Non è possibile che i genitori debbano giocarsi le ferie, o addirittura rischiare il posto di lavoro, per stare a casa coi propri figli, obbligati alla quarantena da una scelta piuttosto discutibile che non deve ricadere sui genitori.

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