San Marino Oggi, indagine Black hawks, Milano. Il Titano la vittima

SAN MARINO OGGI

L’operazione “black hawks” coinvolge il Titano, ma questa volta è la vittima

La Guardia di Finanza di Milano ha messo fine alle imprese criminali di diverse persone collegate all’ ‘Ndrangheta tramite l’operazione “black hawks” e vi figura anche San Marino. Ma questa volta il Titano a parte i soldi depositati in qualche banca da parte di alcuni degli arrestati, vi figura perché tra le vittime c’è un sammarinese. Secondo infatti la ricostruzione degli inquirenti, ma ancora da appurare concretamente, due dei nove arrestati hanno truffato sia Giulio Lolli (già noto per essere finito al centro dell’inchiesta della Finanza di Rimini per la truffa degli yacht) e un cittadino sammarinese, noto dirigente di banca. Nella ricostruzione dei fatti emersa dalle indagini, Lolli consegno a Gianluca Giovannini e Orlando Purita (che si era spacciato per un finanziere) 100mila euro (come risulterà poi anche da una agenda di Lolli finita sotto sequestro) che si sarebbe fatto consegnare dal professionista sammarinese. Soldi che sarebbero dovuti servire per evitare controlli da parte della Guardia di Finanza di Roma sulle attività in Italia di Lolli. I fatti risalgono al maggio e giugno 2008, ben prima quindi, dello scoppio della truffa degli Yacht perpetrata da Lolli e che ha mietuto numerose vittime anche sul Titano. In pratica Giovannini e Purita si erano prima fatti consegnare da Lolli 160mila euro per proteggerlo da indagini della Gdf e poi altri 70mila euro per facilitare la vendita delle quote della “Rimini yacht” da parte del socio di Lolli allo stesso Lolli. Quando i due intascano i 70mila euro, lo fanno a Bologna, e uno dei due ha una Maserati targata San Marino. Nel mezzo c’è la truffa da 100mila euro che secondo le ricostruzioni e le intercettazioni avrebbero messo a segno ai danni del sammarinese. Ma a consegnare i soldi ai due malavitosi, non è il sammarinese, ma sempre Lolli che dice di aver ottenuto da San Marino. Va ricordato che poi nel 2010 sembra che Lolli si accorse di essere stato truffato in quanto riuscì poi lui stesso a mettersi in contatto con ufficiali delle forze di polizia, in particolare della GdF e, dopo aver perpetrato al sua truffa milionaria, a sparire nel maggio del 2010. Curioso poi che a denunciare le verifiche pilotate della Guardia di Finanza all’attività di Lolli (verifiche messe in piedi dallo stesso Lolli per acquisire credito per la sua società) sia stato poi proprio Giovannini, che due anni prima aveva millantato con Lolli la possibilità di evitagli i controlli e in cambio si era fatto pagare lautamente. Sarà ora la Procura di Milano, che ha emesso l’ordine di arresto per le nove persone coinvolte nell’indagine “black hawks” a far luce sulle vicende.  

 

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