San Marino. Perquisizione Capuano scaricabarile in Banca Centrale

L’Informazione di San Marino

Perquisizione Capuano scaricabarile in Banca Centrale 

Mentre il Direttivo di Bcsm respinge le dimissioni si cercano le responsabilità su come sia stato possibile consentire l’accesso all’appartamento del direttore in sua assenza

Antonio Fabbri – 

Mentre ci si interroga sulla perquisizione dell’appartamento del Direttore dimissionario di Banca Centrale, Raffaele Capuano, che per questo ha parlato di “incertezza giuridica” definendo l’atto “particolarmente grave”, in Via del Voltone sembra cominciare lo scaricabarile sulla questione della perquisizione domiciliare nell’alloggio assegnato al Direttore. Direttore che, essendo fuori San Marino, non può avere aperto la porta per accedere all’abitazione nella quale si era insediato da pochi giorni. Scaricabarile su chi abbia ricevuto la richiesta della polizia giudiziaria in Bcsm, su chi abbia indicato di andare nell’appartamento, su chi sapesse o meno che da poco vi si era insediato il nuovo Direttore e se questo “dettaglio” sia stato trasmesso alla Pg.

A quanto si sa dalla Banca Centrale sarebbe stato incaricato, non è chiaro da parte di chi, un fattorino di Bcsm per accompagnare la Polizia Giudiziaria all’appartamento. I contorni su questa azione sono tutti da chiarire considerato che, per ora, ne parlano poco tutti e che il Governo ha richiesto un riferimento al Direttivo di Via del Voltone.

Di certo c’è che il Direttore nella sua lettera parla di “perquisizione domiciliare dell’appartamento messo a mia disposizione dalla Banca avvenuta in mia assenza e senza la mia autorizzazione” con la quale “si è verificata una gravissima violazione dei miei diritti individuali”. Il fatto che sia stato avvertito – come c’è chi dice sia avvenuto ma anche questo non è accertato – non toglie la percezione di gravità da parte del Direttore che infatti afferma di non avere dato “atuorizzazione” ad entrare nell’appartamento e, nonostante questo, l’ingresso è avvenuto in sua assenza mentre si trovava a Roma. Tanto più che l’indagine riguarda il suo predecessore, Savorelli, e la cassaforte in uso a quest’ultimo, stando a quanto riporta IlSole24Ore, era stata già sigillata. Tutti motivi per i quali il Direttore dimissionario parla di “incertezze giuridiche” e di “particolare gravità” dell’atto che si sarebbe potuto compiere alla sua presenza evitando quella che ritiene “una gravissima violazione”. Infatti nella lettera indirizzata all’Esecutivo Capuano evidenzia esplicitamente che “Tale violazione è di una portata tale da impedirmi di continuare la mia permanenza in modo stabile nel territorio della Repubblica di San Marino”.

L’intenzione del Governo appare quella di chiarire come sia stata possibile la perquisizione domiciliare per una indagine sul precedente Direttore Savorelli, nell’appartamento assegnato al nuovo Direttore generale. Atto che ha causato le dimissioni di Capuano, ma soprattutto le conseguenze in termini di danno al sistema che si sono evidenziate subito nella inevitabile risonanza oltre confine che ha avuto l’accaduto. Intanto il Direttivo di Banca Centrale ha respinto le dimissioni di Capuano che, tuttavia, difficilmente tornerà sui suoi passi. 

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