San Marino. Rete: “Banca CIS: ancora mistificazioni da parte di RF”

“Repubblica Futura alza l’asticella del cattivo gusto e raggiunge la nuova frontiera della mistificazione. Allo zenit di una serie di comunicati che l’angustia per l’aver perso il potere rende sempre più farneticanti, RF sostiene che meglio di tutti avrebbe potuto gestire la crisi del CIS e le successive azioni”.

Il Movimento Rete si inserisce nella polemica aperta nei giorni scorsi da RF. “Non andremo a rivangare lo strettissimo rapporto tra i vertici di CIS, di RF ed un Commissario della Legge pluri-rinviato a giudizio e nemmeno gli enormi danni creati dalla chiusura di Asset Banca, ma ci limiteremo a ribadire le risultanze della Commissione d’Inchiesta, peraltro firmate anche da membri della stessa RF i quali, forse, dovrebbero periodicamente rileggerle: La scrivente Commissione rileva come la proposta di Stratos – nonché la società stessa – presenti profili inquietanti, non solo per l’inconsistenza economica e professionale, ma anche per la palese intensità criminosa delle sue condotte (Relazione Banca CIS, pag. 202).

Giunti alla resa dei conti delle loro malefatte, i vertici del CIS inventarono dal nulla la sopracitata società “intenzionata all’acquisto” del CIS; tale ipotesi fu fortemente caldeggiata o, per meglio dire, “spalleggiata” da RF, nonostante ogni visura ed ogni controllo bollassero come truffaldina l’iniziativa.

Se, una volta ancora, la fazione dei vacanzieri nel Sinai l’avesse spuntata, il buco della finanza sammarinese si sarebbe tramutato in una voragine senza fine, senza responsabili né possibili rivalse. Fortunatamente, qualcuno dentro ad Adesso.sm si mise una mano sulla coscienza, facendo cadere il peggior governo del dopoguerra sammarinese.
Confidiamo nel fatto che la cittadinanza sammarinese mantenga vivo il ricordo delle nefandezze compiute in tanti anni di governo da parte di RF (ex AP). Senza l’insegnamento della storia, il passato ripropone il peggio di sé col vestito a festa: RF costituisce una di queste minacce”.

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