San Marino. Riciclaggio milionario, ma per la difesa è frutto di eredità

L’Informazione di San Marino

Riciclaggio milionario, la difesa: frutto di eredita’ 

Processo a carico di imprenditore 54enne per 6,9milioni movimentati

Antonio Fabbri

Prosegue il processo a carico di Vincenzo Olivieri, 54enne di Martina Franca. Ieri sono stati ascoltati due testimoni a difesa. Secondo l’accusa sono stati riciclati complessivamente 6.905.381 euro frutto di banca- rotta. Per questo l’imprenditore pugliese deve rispondere di riciclaggio, dato che secondo l’accusa i denari movimentati, trasferiti e occultati, sono il frutto di reati contro il patrimonio, fallimentari e societari, ai danni delle imprese di cui lo stesso imputato era amministratore o socio .

Secondo la ricostruzione degli inquirenti quando Olivieri arri ò a San Marino nel 1994 aprì un libretto al portatore versandoci sopra un importo complessivo pari – all’epoca c’era ancora la Lira – a non meno di 4,5 milioni di euro. Il libretto venne estinto nel 2010, quando entrò in vigore la normativa che mise fuori legge i libretti al portatore. Nel frattempo i denari erano stati utilizzati per investimenti in titoli.

Nell’udienza di ieri l’avvocato della difesa, Maurizio Simoncini, ha indotto due testimoni a discarico. Il primo, una esperta tributarista consulente della difesa che, ricostruendo le vicissitudini delle società italiane delle quali Olivieri era titolare, ha escluso che in quei casi si potesse parlare di distrazione di somme da procedura concorsuale, escludendo, quindi, che il reato presupposto sia riconducibile alla bancarotta. La consulente ha poi affermato che Olivieri, si trovò ad avere, in seguito alla successione pro quota nella eredità del padre, una ingente liquidità. Sentito come testimone a discarico anche un funzionario della banca del Salento che ha dichiarato come le qualità imprenditoriali dell’imputato fossero notevoli ed era uno dei migliori clienti della banca, tanto da trattare, quando c’era ancora la lira, cifre a dieci zeri, per decine di miliardi di vecchie lire, dunque. Anche il funzionario di banca ha affermato che all’epoca Olivieri ricevette l’eredità del padre. Posizione della difesa, dunque, è che i denari che l’accusa ritiene riciclati perché provento della distrazione da fallimenti, siano invece frutto di una successione ereditaria.

Il giudice Battaglino ha aggiornato l’udienza ad altra data per procedere alle conclusioni.

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