San Marino. Riparte il processo Cis, tirato in ballo anche Marino Grandoni

Cis, titoli di correntisti a garanzia di prestiti. Riparte il processo e tira dentro anche Grandoni

ANTONIO FABBRI – BancaCis, secondo l’accusa titoli di correntisti erano stati posti a garanzia di prestiti. Riparte il processo che, nella nuova formulazione del capo di imputazione, tira in ballo anche Marino Grandoni. Il procedimento penale è lo stesso che aveva visto la prima udienza ad aprile 2021 e vedeva imputati ex Amministratore di BancaCis e ex Vicedirettore, Daniele Guidi e Marco Mularoni (avvocati rispettivamente Chiara Taddei con Massimo Dinoia e Fabio Federico e Gian Paolo Pasquali con Roberto Brancaleoni).

Nelle eccezioni preliminari della prima udienza del 15 aprile 2021, il procuratore del fisco Roberto Cesarini aveva chiesto la remissione degli atti in istruttoria per specificare meglio l’imputazione, se si trattasse cioè di truffa o di frode nell’esecuzione dei contratti, e per valutare una attestazione agli atti, a firma di Marino Grandoni, in qualità di socio proprietario della banca, relativo ai titoli dati a garanzia. Il giudice Roberto Battaglino aveva disposto la remissione degli atti in istruttoria.

C’era poi un altro problema nel processo: la posizione di Sido Bonfatti, amministratore di Bns, ente liquidatore di BancaCis, che figurava come denunciante e allo stesso tempo imputato. Gli avvocati Moreno Maresi e Alessandro Cardelli avevano sollevato eccezione di costituzionalità, che è stata accolta di fatto estromettendo l’Ente, che ha proceduto alla risoluzione bancaria, dalla responsabilità.

Gli atti tornati in istruttoria hanno quindi visto un supplemento di indagine da parte del Commissario delle legge Elisa Beccari. Il nuovo rinvio a giudizio arriva dunque dopo questa ulteriore istruttoria e contesta, a vario titolo, ai tre imputati, la violazione della legge bancaria, con imputazioni specifiche previste dalla Lisf sulla “separazione patrimonale” e la “confusione di patrimoni”; l’appropriazione indebita; la frode nell’esercizio dei contratti o in alternativa la truffa. Nodo quest’ultimo che non è stato dunque sciolto, come invece aveva chiesto la Procura fiscale, e che quindi dovrà essere probabilmente chiarito nel dibattimento. Ai precedenti imputati, Guidi e Mularoni, si aggiunge ora anche Grandoni al quale viene contestato il concorso in quelle condotte.

In sostanza secondo le prospettazioni dell’accusa, la banca aveva chiesto dei finanziamenti a istituti esteri e, a garanzia di questi, aveva messo dei titoli propri, ma anche titoli di proprietà della clientela che secondo l’accusa erano stati utilizzati dalla banca e dai suoi amministratori come propri e messi a garanzia, appunto, per ottenere finanziamenti. I titoli della clientela usati a garanzia ammontano secondo i calcoli del capo di imputazione complessivamente a quasi 9 milioni di euro (8.949.127,22).

Il processo ora riparte da capo e dovrebbe tornare al Commissario Battaglino

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23

 

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