San Marino. Segreteria Industria: risposta alla Csu

UFFICIO STAMPA DEL CONGRESSO DI STATO
REPUBBLICA DI SAN MARINO

Per quanto ancora dovremo sentire il completo disfattismo sindacale di  fronte a dati che dovrebbero solo rendere felici tutti quanti? Per quanto tempo ancora le questioni politiche e personali prevarranno sulla semplice e oggettiva lettura dei dati?
Questo è quello che ci viene da pensare leggendo l’incredibile  comunicato della Csu di oggi.
Un sindacato che non è stato in grado di dire pubblicamente una parola che sia una di fronte alle politiche che sono state messe in campo per consentire alle aziende di crescere, di fronte a 3 aziende che si  espandono e si ampliano producendo nuova occupazione (non sia mai che si possa dare qualche merito al Governo), oggi di fronte ai dati  stremamente positivi del mese di Marzo 2018 anziché rallegrarsi per il  fatto che il sistema sta ripartendo preferisce prodursi nell’ennesimo attacco al Governo, alla Segreteria all’Industria e al Lavoro in completo spregio del buon senso. Riscoprendosi improvvisamente attento all’occupazione dei sammarinesi, quando durante tutta la discussione sulla legge sviluppo lo slogan era “guai a creare qualunque discriminazione tra residenti e frontalieri”.
Comunque, sintetizziamo velocemente i dati di Marzo 2018 per riportare  un minimo di verità:
1) 485 occupati in più rispetto a Marzo 2017 nel settore privato, una  crescita del 3,2% degli occupati in un solo anno. Una crescita che non vedevamo dal 2010. Fuori da qua ci metterebbero tutti la firma, di fronte a questi dati, ed un sindacato normale si rallegrerebbe ed esulterebbe, qua invece critica e fa i distinguo.
2) I licenziamenti sono calati del 22% nei primi 3 mesi del 2018 rispetto ai primi 3 mesi del 2017, e stanno calando ancora di più ad Aprile. Questo è certamente anche frutto della legge sviluppo che, avendo eliminato gli enormi incentivi prima esistenti per le imprese che assumono, ha ridotto l’incentivo al turnover e quindi ai licenziamenti: una correzione importante ad una legge sbagliata, che fa sì che oggi le assunzioni dei residenti siano reali, strutturali, non “drogate” dagli incentivi. Ma figuriamoci se il sindacato può pensare di dare qualche merito alla legge.
3) La disoccupazione si è ridotta rispetto a Marzo 2017. Si è ridotta  soprattutto la disoccupazione in senso stretto, il dato che fotografa i  disoccupati immediatamente disponibili al lavoro: il dato di Marzo 2018, 950 persone, non si vedeva dal Dicembre 2012. Sono certamente livelli troppo alti, ma sono segni di evidente miglioramento. E se cala la disoccupazione, significa che i sammarinesi e residenti il lavoro lo trovano, eccome. Anche questi sarebbero dati su cui un sindacato normale esulterebbe, qua invece stranamente critica.
4) In ultimo le imprese, che sono 73 in più di fine 2017. 73 imprese in più in 3 mesi sono un risultato importante, dopo anni di soli segni meno. Segnale chiaro che le politiche messe in campo per rendere più facile la vita all’impresa sta dando risultati, anche perché solo se aumentano le imprese aumenta l’occupazione (per tutti, sammarinesi e frontalieri): incredibile vedere invece che per il sindacato la risposta sta nella sostituzione” fra lavoratori residenti e frontalieri, come se ci dovessimo “litigare” un numero fisso di posti, questi sono i concetti che hanno portato il nostro sistema a non crescere. Il dato sulle imprese è un altro di quelli che dovrebbero generare soddisfazione in un sindacato normale, invece qua arrivano critiche.
Le criticità su cui lavorare ci sono, a partire dalla disoccupazione femminile e degli over-50, su cui interverremo con un Decreto ad hoc per favorirne le assunzioni, sicuri che il sindacato avrà qualcosa da dire anche su questo.
Ma ci sono anche tanti importanti elementi positivi che fotografano un trend che va cavalcato ed ampliato, con soddisfazione e impegno da parte di tutti e senza queste inutili uscite che hanno solo l’evidente finalità di preparare un conflitto che non ha alcun senso.
Siamo sempre pronti a rimettere in discussione le nostre decisioni, ma lo facciamo basandoci sui dati: e vista la situazione di Marzo non c’è alcun motivo per andare a toccare qualcosa che sta dando risultati tangibili. Naturalmente continueremo a monitorare i dati nei prossimi  mesi.
Un buon primo Maggio a tutti, quindi, nella speranza che il nostro sistema economico e la nostra occupazione possano continuare a crescere. Nonostante queste uscite che servono solo a cercare di creare conflitto
laddove non serve.

 

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