San Marino, telecomunicazioni. Nell’arretratezza, per interessi privati.

Inconfessabili  interessi privati. Non c’è altra spiegazione all’arretratezza nel sistema di telecomunicazioni della Repubblica di San Marino, che avrebbe avuto la possibilità di essere il primo Paese al mondo completamente cablato, avendo da anni ed anni  un territorio già in gran parte coperto da una apposita rete fisica di condotti. Eppure la fibra  è stata abbandonata per consentire la spartizione del settore fra   i soliti oligopoli. Ovvero monopoli assegnati a costo zero, con una mentalità e procedure amministrative  da regime feudale.

Questo Governo si era presentato agli elettori assicurando che avrebbe fatto ordine nominando da subito un’authority. Di fatto nulla di nulla. Le telecomunicazioni di San Marino sono in mano ai soliti ignoti delle fiduciarie  (nostrane e di paesi offshore) che continuano a mantenere in vita  il sottobosco politico affaristico dal quale provengono le decisioni più importanti che non sono certo quelle del bene comune. In più, il settore, è stata utilizzato dall’esterno per scandali a danno di altri Stati, in quanto San Marino è considerato un luogo che ti assicura l’immunità dalla giustizia per certi reati fiscali e societari dopo le depenalizzazioni  di metà anni Novanta

Lo spunto per  queste considerazioni è  derivato dalla pubblicazione su IlSole24Ore della graduatoria degli Stati  – l’Italia è nona – che più utilizzano la fibra, cioè per numero di connessioni.

Germania

Francia

Belgio

Spagna

Svizzera

Regno Unito

 

 

 

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