San Marino. “Terza istanza: un regalo agli ex imputati del processo Conto Mazzini?”

“Il dibattito in Consiglio sulla revisione della legge sulle attività economiche, il ricorso in terza istanza da parte degli ex imputati del processo c.d. Conto Mazzini e l’archiviazione del procedimento penale aperto a carico dei cittadini che avevano pubblicato le proprie opinioni su un giornale, sono stati gli altri argomenti trattati nell’ultima puntata di CSdL Informa”.

A renderlo noto un comunicato stampa di CSdL. “In merito alla legge sulle attività economiche, mai avremmo immaginato che nell’ultima sessione consiliare sarebbe successo il pandemonio che si è verificato. La necessità di attirare nuove imprese senza tanti lacci e lacciuoli era condivisa dall’intera maggioranza. L’auspicio è che non vi fosse da parte di nessuno l’intenzione di volersi spingere fino a reintrodurre nel nostro paese le società anonime “mascherate”.

Lo spettacolo del battibecco tra le forze di maggioranza è stato avvilente, lo hanno riconosciuto loro stessi; è emersa la sensazione che in realtà a San Marino c’è ancora chi ritiene che si possa tornare, se non proprio al passato, a qualcosa che in qualche modo gli assomiglia. Ma San Marino deve tagliare definitivamente i ponti con l’economia opaca, ben presente fino a 8-10 anni fa. Il nostro futuro può essere solo basato sulla massima trasparenza e sull’economia reale. Proprio a causa del nostro passato, è necessario che non solo i fatti, ma anche le apparenze siano inequivocabili.

Questo episodio costituisce una nuova preoccupazione. Nel concreto, e lo vediamo soprattutto attraverso il lavoro che svolgono le Federazioni, tra le imprese nuove che arrivano, quelle che fanno investimenti significativi, e che manifestano una reale volontà di radicarsi nel territorio, sono minoritarie.

Al contempo, il fenomeno delle aziende che non pagano imposte e contributi non si sta riducendo, nonostante la ripresa economica; anzi, si sta consolidando. Da un lato si vogliono agevolare, anche con un capitale sociale ridotto, le imprese che devono nascere, dall’altro, invece, non si sta facendo nulla di concreto per evitare che ci sia ancora chi non paga quanto dovuto. Aziende che non hanno beni su cui rivalersi; arrivano, fanno i loro affari e poi chiudono!

Se questo provvedimento fosse stato accompagnato, quanto meno, da altre misure che tendessero a limitare questo fenomeno, almeno sarebbe emerso un messaggio lineare; invece, la legge sulle attività economiche è stata modificata, ma il resto è ancora tutto da realizzare, e forse non vedrà mai la luce.

Sul processo c.d. Conto Mazzini, si è verificato quello che avevamo paventato – non solo noi a dire il vero – in un “CSdL Informa” di qualche settimana fa. Anche in questo caso, tra le righe, ma neanche tanto, qualcuno ci ricorda che la CSdL prende posizione su questioni non prettamente di carattere sindacale. Noi non rinunciamo a dire la nostra anche su queste vicende, perché riguardano i diritti delle persone; a fronte di chi non paga per le malefatte, il conto lo devono saldare altri, e ci riferiamo ai contribuenti onesti.

Si è saputo che quasi tutti gli ex imputati prosciolti di quel procedimento hanno fatto ricorso in terza istanza per chiedere la restituzione dei soldi che sono stati loro confiscati: si badi bene, non a fronte di un’assoluzione, bensì del proscioglimento per prescrizione dei reati, mentre è stata confermata la provenienza illecita di quelle somme.

Tale ricorso è stato reso possibile grazie al pacchetto di norme introdotte recentemente con la riforma della giustizia, Questa normativa è stata descritta come necessaria per adempiere alle raccomandazioni del GRECO. Se la memoria non c’inganna, sono circa una quindicina le raccomandazioni di questo organismo internazionale, e solo alcune di queste sono state realizzate.

Stando a quanto affermato dai sostenitori di questo provvedimento, tale possibilità era tra quelle che dovevano essere introdotte da lungo tempo nel nostro ordinamento. È mai possibile che il momento giusto fosse proprio adesso, ovvero in tempo utile per consentire il ricorso in terza istanza agli imputati del Conto Mazzini? “Se dovesse succedere – ha affermato il Segretario Generale CSdL Enzo Merlini – che la terza istanza venisse accolta e fossero restituiti i soldi confiscati, questo Governo dovrebbe andare a casa 5 minuti dopo! Non sarebbe accettabile che la riforma della giustizia, presentata come un provvedimento di cui non si poteva fare a meno, producesse come primo risultato visibile la restituzione delle somme confiscate, riconosciute come frutto di reati, ai loro illegittimi proprietari, ancorché prosciolti per effetto della prescrizione.”

Un commento anche sulla recente archiviazione del procedimento aperto contro i cittadini che hanno pubblicato loro articoli sulla Serenissima: una vicenda sulla quale la CSU aveva espresso una propria posizione.

Siamo soddisfatti per la decisione assunta dal Giudice; si evince che il procedimento non dovesse neppure essere avviato. La polemica politica infuria, perché c’è chi sostiene che sia stato il Dirigente del Tribunale a dare l’input per farlo partire. Per chi non mastica la materia giudiziaria sul piano tecnico, come noi, dagli atti pubblicati sui giornali non sembra una teoria infondata.

Da questa vicenda sorge spontanea una domanda: se l’esposto che ha fatto scattare il procedimento, fosse stata presentato da un comune cittadino, e non da un Segretario di Stato, avrebbe ugualmente provocato l’apertura di quel fascicolo? Se l’opinione pubblica dovesse percepire che la Magistratura agisce in maniera differente a seconda del ruolo sociale dei protagonisti, la riforma della giustizia avrebbe miseramente fallito uno degli scopi principali.

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