San Marino. Una condanna e una assoluzione per infortunio alla Centrale Latte

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Infortunio Centrale Latte: una condanna e una assoluzione 

Sanzionato con una multa il presidente della Cooperativa Condanna al risarcimento del danno a favore della vittima che perse la vista da un occhio

Antonio Fabbri

Infortunio alla Centrale del Latte, condanna ad una multa per il presidente della cooperativa e legale rappresentante, Ugo Bonifazi. Assolto per non aver commesso il fatto, invece, Francesco Pedini Amati della Cpsa. E’ emerso infatti in aula che alla società che si occupa di sicurezza non era stata richiesta una consulenza sulla attività specifica del laboratorio. Di qui l’assoluzione richiesta, oltre che dal difensore, l’avvocato Pier Luigi Bacciocchi, anche dal Procuratore del Fisco Roberto Cesarini condanna ad una multa di 200 euro, sospesa, e di altri 500 euro di multa a giorni, non sospendibile, al pagamento degli onorari di parte civile e al risarcimento del danno da quantificare in sede civile, salvo una provvisionale già fissata dal Giudice Roberto Battaglino in 15mila euro. Di certo una vicenda spiacevole per tutti nella quale, un accadimento apparentemente banale, ha avuto conseguenze gravissime.

Era il 22 novembre del 2016 un infortunio a causa del quale la vittima ha perso quasi completamente la vista da un occhio. Un infortunio per il quale la ragazza ha dovuto subire fino ad oggi quattro interventi chirurgici, ha subito disturbi del sonno, guida con una patente speciale e ha dovuto smettere di praticare sport, per non rischiare il distaccamento della retina e perdere completamente la vista dall’occhio ferito. Nella precedente udienza era stata proprio la ragazza vittima dell’infortunio, che lavorava presso la Centrale del Latte, a raccontare che cosa è accaduto quel giorno. “Quella mattina dovevo esaminare le colture batteriche, un esame che serve per verificare la pulizia della macchina che sterilizza il latte. Ho preso la bottiglietta e messa nel microonde senza tappo. Tolta dal microonde ho appoggiato il tappo per evitare che la coltura venisse contaminata, ma la bottiglietta mi è scoppiata in faccia e il tappo mi ha colpito l’occhio. Pensavo di avere qualcosa davanti, mi sono toccata il volto e mi sono ritrovata la mano sporca di sangue che mi colava addosso. Ho iniziato a urlare”. Così la ragazza aveva ripercorso l’accaduto.

Fatti ieri ripercorsi dall’avvocato di parte civile che aveva a sua volta chiesto la condanna e il risarcimento del danno. Di diverso avviso le difese, che hanno tuttavia espresso la propria solidarietà e vicinanza alla veterinaria rimasta vittima dell’infortunio.

Sul piano giudiziario, tuttavia, “questa difesa ritiene che non ci siano sufficienti elementi per acclarare la responsabilità del mio assistito”, ha detto l’avvocato Rossano Fabbri difensore di Bonifazi, chiedendo l’assoluzione. Alla fine il giudice Battaglino ha stabilito la condanna ad una multa e al risarcimento del danno.  

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