San Marino. USOT e OSLA elencano le criticità delle piccole e medie imprese sammarinesi

“A distanza di qualche settimana dallo scoppio del conflitto in Ucraina, con la conseguente escalation di provvedimenti a livello internazionale nei confronti della Federazione russa, USOT e OSLA fanno il punto sulle nuove difficoltà a cui vanno incontro le piccole e medie imprese sammarinesi, del settore turistico e non solo”.

Così si apre una nota congiunta delle due associazioni di categoria che affronta le diverse problematiche emerse, a partire dall’impennata delle materie prime: “seppur consapevoli della drammaticità del momento – spiegano USOT e OSLA -, gli sviluppi del conflitto russo ucraino stanno facendo lievitare ulteriormente i prezzi delle materie prime, tra cui quelli dell’energia, con il rischio di generare ripercussioni disastrose sulle nostre aziende già provate dalla pandemia. Da un lato diventa sempre più difficile e costoso reperire materie prime di ogni genere, dall’altro i rincari energetici (compresi i carburanti) finiranno presto per erodere la marginalità delle imprese e comprometterne la competitività”.

Sul fronte dei flussi turistici le associazioni spiegano: “con la chiusura dello spazio aereo ai voli russi, è stato bloccato l’arrivo dei turisti russi che solo nel 2019 in Italia sono stati 1,7 milioni e sta scoraggiando i viaggi a lunga percorrenza di cinesi e americani. La Riviera romagnola, ad esempio, è per tradizione una meta che non solo attira molti viaggiatori provenienti dalla Russia ma ospita anche una comunità ucraina. L’assenza per la nuova stagione di turisti provenienti dai paesi coinvolti dal conflitto potrebbe portare ad un tracollo del comparto turistico romagnolo che si ripercuote, ovviamente, anche sul nostro Paese. Senza il mercato russo e quello ucraino, il rischio è di una catastrofe dal punto di vista turistico. Il Fellini prevedeva, per questa stagione, dieci voli settimanali dall’Ucraina ed una quarantina dalla Russia per complessivi 300 mila passeggeri”.

Sul tema dell’utilizzo del suolo pubblico aggiungono: “in questo contesto, estremamente complicato per le imprese turistiche del nostro Paese, lascia quantomeno perplessi che sia stato introdotto, per la prima volta da anni, la concessione di suolo pubblico a pagamento (20,00€ al metro quadro). L’utilizzo del suolo pubblico se da un lato aiuta le attività economiche che ne usufruiscono dall’altro rende più attrattivo il nostro Centro Storico con un effetto positivo in termini di presenze, anche di concittadini, a vantaggio non sono di bar e ristoranti ma di tutto il comparto turistico commerciale”.

Green pass: “dopo quasi un mese in cui le ospedalizzazioni per Covid sono sostanzialmente azzerate – scrivono USOT e OSLA -, occorre procedere con il ridimensionamento o eliminazione delle restrizioni. Il mancato superamento di misure ad oggi eccessive sta rallentando la ripresa economica, specialmente nel settore dei bar e ristoranti”.

C’è poi il capitolo che riguarda la mancata liberalizzazione del mercato del lavoro: “lascia perplessi il mantenimento di misure protezionistiche – e ad avviso di OSLA e USOT, addirittura controproducenti – del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione interna è a livelli minimi, praticamente sotto i quali è ben difficile poter scendere, considerando che lo status di disoccupato viene spesso attribuito anche a soggetti non propriamente alla ricerca immediata di una occupazione. Tutto questo si traduce in costi operativi, burocrazia, incertezza e minore appetibilità del nostro sistema economico, laddove non vi sono reali necessità per proteggere l’occupazione interna, già ai massimi livelli”.

“Queste – concludono le due associazioni – solo alcune delle nuove sfide a cui le piccole e medie imprese sammarinesi devono fare fronte, per ovviamente non dimenticare quelle di natura strutturale, come un basso livello di digitalizzazione della PA, una mancata integrazione con l’UE, la mancanza di un complessivo progetto Paese e un bilancio pubblico in strutturale disavanzo”.

A fronte di tutto ciò USOT e OSLA chiedono risposte certe ed immediate all’Esecutivo e alle Istituzioni: non siamo ancora usciti dall’emergenza sanitarie ed economica del COVID e ci stiamo addentrando in una nuova emergenza scaturita dal conflitto in corso, con pesantissime e gravi conseguenze – oltre che umanitarie – su tutta l’economia del nostro Paese.

Vanno quindi messe in campo misure per sostenere gli operatori economici, attrarre nuovi flussi turistici, calmierare i costi dell’energia e rendere più flessibile il mercato del lavoro, proprio in virtù di una imprevedibilità a cui gli imprenditori devono far fronte.

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