San Marino. Vitaliano Esposito sullo spostamento dei fascicoli

Le mani anche sul fascicolo del segretario di stato

L’abuso dello spostamento dei fascicoli, così come inquadrato dal giudice Esposito, ha interessato anche un caso in cui è indagato il ministro

Diventa evidente, grazie anche alle sentenze del giudice per i rimedi straordinari Vitaliano Esposito, perché il Governo e la maggioranza non intendano frenare lo scempio che stanno facendo sulla giustizia. Non che non si sapesse già e non fosse stato già reso noto, quanto meno su queste pagine, ma le sentenze-ordinanze del giudice Esposito lo attestano in maniera inequivocabile. E’ singolare, allora, sentire l’avvocato Gian Nicola Berti, tra l’altro legale dell’ex dirigente Valeria Pierfelici oltre che di Gabriele Gatti e Stefano Ercolani, che in Consiglio, come se niente fosse, afferma con veemenza che la politica non ha interferito su processi in corso. I fatti, e le pronunce del giudice Esposito, però, lo smentiscono.

Nei giorni scorsi proprio su queste pagine è stato fatto l’elenco – seppure non esaustivo perché sono numerosissimi i fascicoli sui quali le decisioni, gli atti e le prese di posizione della maggioranza hanno interferito – dei procedimenti sui quali legislativo ed esecutivo hanno avuto influenza diretta e indiretta.

Adesso l’azione scellerata sulla giustizia viene smascherata anche in provvedimenti giurisprudenziali del Giudice per i rimedi straordinari che non può fare finta di nulla né sulla violazione del principio fondamentale del giudice naturale precostituito per legge, né su quello che definisce un “eccesso di potere”. Infatti solo nelle tre sentenze – ma di certo di casi ce ne sono molti altri – che sono state trasmesse al Consiglio Giudiziario plenario per prendere le decisioni conseguenti e sanare i pastrocchi che ha fatto finora, vengono rilevati tre casi nei quali gli indagati sono il Segretario di Stato alla Sanità, Roberto Ciavatta, e la stessa ex dirigente Valeria Pierfelici, prima reintegrata con un atto politico di aututela – che ha direttamente interferito sul procedimento amministrativo che aveva in piedi – poi nuovamente dimessasi non prima di aver proceduto ad emanare le famigerate disposizioni notturne del 24 luglio con le quali sono stati sottratti fascicoli ai titolari delle indagini e delle decisioni.

Ebbene, è tra questi fascicoli che ci sono quelli oggetto delle ultime tre sentenze del giudice Esposito.

La prima ad essere stata trasmessa al Plenario è la 19 del 2020. In questa figura come indagato il Segretario Ciavatta. E’ evidente che lo spostamento di quel fascicolo dal giudice naturale è una interferenza su un caso aperto che, guarda caso, riguarda non un ministro. Dice il giudice Esposito che quella redistribuzione dei fascicoli espone “questa Serenissima Repubblica per violazione di principi generali dell’Ordinamento, salvaguardati dalla Dichiarazione dei diritti .dei cittadini e dei principi Fondamentali di questa Serenissima Repubblica, nonché dal Patto internazionale sui diritti civili e politici e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo sotto il duplice profilo della violazione del canone dell’imparzialità del giudice e della violazione del principio del· giudice naturale precostituito per legge”.

Risulta singolare come la stessa Pierfelici abbia evidentemente cambiato idea, considerato che figura nelle relazioni di quando era magistrato dirigente che avesse ben presente il principio del giudice naturale, laddove, disponendo la redistribuzione di competenze e carichi di lavoro, sottolineava che “le cause ed i procedimenti pendenti, per il principio del giudice naturale, sono conservati dai giudici ai quali erano in precedenza assegnate”.

Invece, le disposizioni che ha adottato nottetempo il 24 luglio sono indicate dalle sentenze di Esposito come “gravemente lesive dei principi costituzionali che informano l’attività giurisdizionale, primo fra tutti quello del giudice naturale”.

Nelle altre due pronunce di Esposito c’è di più, perché il Giudice per i rimedi straordinari rileva che lo spostamento dei fascicolo ha riguardato anche casi nei quali la stessa Pierfelici è indagata. Fasicoli nei quali la stessa Dirigente, su mandato del Plenario a maggioranza politica, ha messo mano spostandoli dal magistrato titolare ad altro giudice, così segnando un abuso che il giudice Esposito indica come “un potere ultra vires, inquadrabile nel vizio di sviamento di potere, quale figura sintomatica dell’eccesso di potere, caratterizzata dal perseguimento dell’atto di una finalità diversa da quella che gli assegna l’ordinamento”.

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