San Marino. Voglio lottare per il mio paese. Alfredo Manzaroli intervistato da Libertas.sm

Intervistato dalla redazione di Libertas.sm, Alfredo Manzaroli (ex PSRS), va a ruota libera sulla controversa questione legata alla sua uscita dal partito.

La scelta di lasciare il Partito Socialista Riformista Sammarinese ha suscitato non poco clamore nel panorama politico sammarinese. Quali sono i motivi alla base di tale decisione?

Alfredo: Sono in primo luogo la chiarezza, la coerenza e la voglia di trovare l’entusiasmo per lottare per il mio paese. Quando sono sceso in politica in pochi mesi sono passato da neofita a parlamentare, è stato un passaggio traumatico che mi ha fatto capire che mi trovavo in un contesto non conforme al mio modo di vedere le cose, altri la pensavano come me ed allora è nato il PSRS, credevo che fosse il traghetto per andare definitivamente nel centrodestra, le premesse e rassicurazioni erano quelle. Poi diciamo che qualcuno ha cambiato i suoi piani e l’azione politica si è appiattita senza approdare al risultato prefissato, prima di andarmene ho provato in mille modi a far cambiare idee e obiettivi ma evidentemente gli obiettivi erano proprio diversi; con il mio gesto nel rendermi indipendente ho semplicemente detto con coerenza che d’ora in avanti e per il resto della mia carriera politica starò nell’area liberale di centro destra. Questa collocazione mi dà la forza, voglia ed entusiasmo di ricostruire il paese assieme a chi la pensa come me.

Si è parlato di “opportunismo” e di “rampantismo politico”. Cosa ti senti di rispondere a queste accuse?

Sono accuse di chi non ha argomenti veri e soprattutto politici. Si fa fatica a dire che io sia un’ opportunista, non ho mai rivendicato un ruolo né nel vecchio partito né ora, non ho mai rivendicato uno stipendio, non ho mai fatto un compromesso che mi facilitasse un cammino, la mia è una presa di posizione ideologica, se il PSRS vuole rimanere nel centrosinistra è una scelta legittima che rispetto ma non condivido. Poi ragioniamo un attimo, il PSRS è nato proprio per fare in grande quello che oggi io ho fatto da solo se ci fossimo presi la responsabilità di appoggiare il governo nelle riforme strutturali già dal 2009 forse adesso il paese sarebbe già salvo; il fatto che il PSRS sia uscito da un partito di sinistra e poi non si sia distinto nella politica è un tradimento verso i nostri elettori liberali che volevano un nostro approdo verso le forze  di quell’area. Sono una persona corretta e potrei ribaltare le accuse di rampantismo verso qualcun’altro, ma non lo farò poiché se è vero che vogliamo cambiare il metodo è meglio parlare più di soluzioni pratiche e meno di polemiche personali.

Ora quale sarà il tuo futuro politico? Resterai indipendente o sai già di avere un partito di riferimento?

Resterò indipendente al servizio del paese e ovviamente cercherò una collocazione consona e definitiva, ma dato che sono giovane e ho già sbagliato collocazione preferisco prendermi qualche mese in più e ponderare con calma. Nel frattempo continuerà il dialogo con gli amici e le persone che stimo all’interno della maggioranza e non. Se vi saranno iniziative valide darò senz’altro il mio contributo ma non aiuterò il governo a prescindere. Ad ogni modo adesso l’obiettivo è far ripartire l’economia e per farlo è obbligatorio firmare gli accordi con l’Italia.

“Un sistema e’ finito e insieme i suoi interpreti, i simboli non contano piu’, contano le persone”. Queste le parole usate per annunciare l’uscita dal Psrs. Come dovrebbe essere il nuovo sistema che hai in mente?

Ogni ondata generazionale parte da forti legami personali che trascendono le appartenenza politiche e cementano un’attività condivisa. Si deve ripartire da questo, dai valori e progetti condivisi e dalla voglia di metterli in pratica senza troppi fronzoli e perdite di tempo. La politica è diventata marcia e tutta improntata ad infangare le persone piuttosto che  a proporre e confutare idee e proposte. E’ un metodo da perdenti, è una gara a chi ce l’ha più piccolo. Non bisogna avere paura di fare, innovare e prendere posizioni forti. Le giustificazioni della politica e i teatrini sono dannosi ed anacronistici, è il momento del fare, bisogna gestire San Marino in modo coraggioso e lungimirante. La nuova classe dirigente deve prendere delle posizioni e difenderle pensando che il consenso non si conquista con i favori bensì con i risultati.  Nella mi esperienza di vita ho sempre portato risultati e saputo coinvolgere chi mi stava vicino a dare il massimo per giungere ad un obiettivo, non sarà diverso questa volta, sono pronto a prendermi questa responsabilità.

Alfredo Manzaroli

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