Sono i sindacati a rifiutare il confronto sui referendum sul lavoro

Sono i sindacati a rifiutare il confronto sui referendum sul lavoro

Desideriamo segnalare che il sindacato pare stia attuando una campagna di disinformazione per convincere i lavoratori a non andare a votare i referendum contro il lavoro precariato ed anche risulta che vengono riferite molte inesattezze ed imprecisioni sui quesiti da noi promossi e quindi non solo cercando di ingannarli, ma addirittura sta svolgendo diverse assemblee in ditte private nelle quali affermerebbe che i comitati referendari non sarebbero disponibili ad accettare il confronto con il sindacato su questi temi.

Se così fosse saremmo di fonte ad una palese falsità e si tratterebbe di una delle pagine più vergognose della storia sindacale di questo paese. Addirittura poi, si sosterrebbe che i nostri referendum siano una questione di ripicca volendo così cercare uno spazio di fuga per sfuggire alle questioni poste dai quesiti.

Al contrario, anche la stampa ha ricevuto in più occasioni copia delle raccomandate con cui abbiamo chiesto confronti pubblici e televisivi con i dirigenti sindacali che non si sono mai resi disponibili.


L’ultima nostra richiesta risale a 2 settimane fa, occasione in cui chiedevamo di poter partecipare all’attivo dei quadri della CSU, lettera a cui nemmeno hanno risposto e qualche giornale l’aveva pubblicata.

Questi referendum non sono contro nessuno, ma sono per dare più dignità a chi lavora ed interessano ogni cittadino. Non è colpa nostra se il sindacato si sente superato su questi temi affermando addirittura che si è sconfinato in tematiche che apparterrebbero solo a loro. Non è colpa nostra se in questi ultimi anni non risulta nulla pubblicamente circa le loro iniziative per contrastare queste ingiuste forme di lavoro e addirittura il sindacato di fatto tende a difendere le posizioni della classe imprenditoriale e dell’ ex-Governo straordinario!

A noi il confronto non spaventa, siamo sempre disponibili, lo ribadiamo pubblicamente e ufficialmente oggi e intendiamo questo comunicato come un ennesimo invito al confronto pubblico.

Abbiamo una certezza: se la gente venisse a conoscenza di cosa veramente significhi accettare questa legge, ognuno voterebbe senz’altro sì, perché è una legge con alcuni contenuti indegni per questo paese!

Forse i quesiti sono molto temuti dal sindacato: forse si ha paura che la gente capisca di cosa veramente si tratta. Perché è questa l’operazione che stanno conducendo: diffondere inesattezze per per arrivare a conclusioni comunque a loro favorevoli. Secondo noi è estremamente sbagliato mantenere questa legge non abrogandone gli articoli più scandalosi, aprire la strada a nuove legalizzazioni di contratti precarizzanti, come ha già preannunciato in trasmissione televisiva il Capogruppo del partito di maggioranza relativa che si è epresso per legalizzare l’appalto dei servizi anziché contrastarlo. Tutto ciò è molto grave perché preclude il futuro delle giovani generazioni.

Chiedete tutti assieme che il sindacato si confronti con noi! Noi, per l’ennesima volta, ci dichiariamo pubblicamente disponibili.

I legali rappesentanti dei comitati per i 3 SI’ sui referendum del lavoro


Gian Luigi Macina

Marino A. Zanotti

Roberto Ciavatta

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