Teatro Nuovo, Dogana: L’uomo dal fiore in bocca

L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA
chiude il cartellone del Teatro Nuovo
Martedì 5 aprile (alle 21.15), chiude la stagione teatrale  del Teatro Nuovo un classico della drammaturgia Italiana, L’uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello, portato in scena dalla Compagnia di Sandro Lombardi con la regia di Roberto Latini. “Mi piace fare spettacoli che parlano della solitudine dell’uomo”, dice Sandro Lombardi, protagonista e drammaturgo” Anche Pirandello amava raccontare le solitudini. Nei suoi testi disegnava con le parole uomini emarginati, uomini che si sentivano abbandonati. Metteva a nudo gli esseri umani, i loro sogni, i desideri, le sconfitte, i rimorsi, le rivendicazioni impossibili o, come nel caso de L’uomo dal fiore in bocca, il mistero della vita e della morte.”
La storia è storia semplice. Nel caffè di una stazione, l’uomo dal fiore in bocca (Lombardi) si imbatte nel pacifico avventore (Latini). Il primo, affetto da un tumore che lo condanna a una morte imminente, guarda ogni oggetto, azione o espressione con grande cura, riflette su ogni particolare che lo circonda apprezzandone il valore fino in fondo. Il secondo è un uomo comune, vive senza slanci e si preoccupa delle piccolezze quotidiane con la naturalezza, e la distrazione, di chi è convinto di avere davanti a sé tutto il tempo del mondo. Lombardi li impersonifica come due clown: Lombardi in guanti bianchi e scarpe nere, Latini in guanti rossi e scarpe blu: magnifico l’uno, satireggiante l’altro. Due modi di percepire l’esistenza in calando verso la sua, individuale inevitabile conclusione. Un dialogo serratissimo sotto una gabbia di ferro, in cui si può entrare e uscire soltanto fisicamente: questo dialogo sembra possa esistere soltanto qui, dove si dice la verità, dietro la costruzione che ingabbia i due punti di vista; tutto si definisce con la musica, curata dal prezioso Gianluca Misiti, che dischiude la percezione e insieme – per metafora – un poco la gabbia in cui è costretta la stessa esistenza.
La vicenda teatrale di Sandro Lombardi, attore e scrittore, si identifica con quella della compagnia da lui fondata insieme a Federico Tiezzi e Marion D’Amburgo nei primi anni settanta a Firenze. Sempre diretto da Tiezzi, ha interpretato testi di Samuel Beckett, Heiner Müller, Mario Luzi, Alessandro Manzoni, Pier Paolo Pasolini, Bertolt Brecht, Goffredo Parise, Anton Cechov, Thomas Bernhard. Di grande rilievo i suoi spettacoli da Giovanni Testori, che hanno rivoluzionato l’immagine dello scrittore lombardo. Per quattro volte, tra 1988 e 2002, ha ricevuto il Premio Ubu per la migliore interpretazione maschile dell’anno. Si è distinto per un personalissimo modo di recitar poesia e narrativa: da Pascoli a Leopardi, da Dante a Petrarca, da Campana a Palazzeschi, da Pasolini a Gadda, da Tolstoj a Cervantes. Tra le collaborazioni da ricordare, quelle con Giovanni Agosti, Alighiero Boetti, Giancarlo Cobelli, Marisa Fabbri, Roberto Fabbriciani, Peter Hirsch, Fausto Malcovati, Rainer Werner Fassbinder, Giovanni Frangi, Hanif Kureishi, Alessandro Mendini, David Riondino, Paolo Rosa, Mario Schifano, Hanna Schygulla.
E’ possibile acquistare i biglietti dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro Nuovo da sabato 2 aprile fino alla data della rappresentazione, ogni pomeriggio, dalle ore 16,30 alle ore 20,30
Per informazioni : biglietteria Teatro Nuovo tel. 0549 88 5515

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