Tokyo 2020. Alessandra Perilli scrive la storia, Berti fuori dalla finale per un paio di piattelli

TOKYO – La storia dello sport di San Marino la scrive una Campionessa di 33 anni a 9500km da casa e dopo 61 anni di tentativi.

Alessandra Perilli è bronzo nel tiro a volo ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 e insieme al suo sorriso, alle sue lacrime, ai suoi occhi di due colori differenti, porta sul podio più importante di sempre l’intera Repubblica di San Marino.

Da Roma 1960 a Tokyo 2020 (che poi, ovviamente, è 2021) nessuno come lei, nessuno lassù in alto. Ci aveva provato lei stessa 9 anni fa a Londra ma il destino le si era accanito contro, nel 2016 a Rio de Janeiro andò tutto storto ma oggi, 29 luglio 2021, all’Asaka Shooting Range di Tokyo non c’era nessuna possibilità che l’impresa non riuscisse, non c’era nessuna avversaria in grado di vanificare anni di lavoro, sacrifici e sogni, non c’era niente che si potesse mettere fra Alessandra Perilli e il sogno di una vita.

 

Ore 14.30, dopo le ultime due serie di qualificazione che l’hanno vista chiudere al secondo posto con 122 piattelli infranti su 125, si apre la finale fra le sei atlete più forti del mondo. Il meccanismo del tiro a volo è infame: ogni 5 piattelli una atleta viene eliminata. È una bomba ad orologeria che va gestita con sangue freddo e mente lucida. 

L’australiana Smith esce dai giochi per prima dopo un approccio disastroso. L’italiana Silvana Stanco è la seconda eliminata e lascia la squadra tricolore del trap senza successi dopo anni di allori. Quando c’è da decidere chi sia l’unica delle quattro rimaste a restare fuori dal podio la portacolori sammarinese è nella posizione peggiore. Ha sbagliato qualche piattello di troppo e si trova a fare i conti con l’altra australiana, Laetisha Scandal che però sul più bello fallisce una volta, poi due e anche tre. Alessandra è un cecchino, decide di non sbagliare più e quando il giudice decreta l’eliminazione della quarta concorrente la festa in tribuna è già cominciata. Le prime due, Suzana Rehak Stefecekova che chiuderà con l’oro e il record olimpico e l’americanina Kayle Browning sono ormai irraggiungibili e viaggiano verso i gradini più alti. Alessandra Perilli è terza, è medaglia di bronzo, la storia è scritta e la festa può cominciare, a Tokyo e a San Marino.

 

Nulla da fare per Gian Marco Berti che nonostante una gara strepitosa si trova fuori dalla finale per un paio di piattelli (ma ne sarebbe bastato anche uno solo per garantirsi lo shoot off). Il sammarinese, alla prima Olimpiade, ha sparato allo stesso livello dei big ma una quinta serie più complicata delle altre lo ha costretto ad un dodicesimo posto finale.

 

Alessandra Perilli e Gian Marco Berti, insieme, torneranno a sparare sabato nella gara a coppie miste. Sarà un’altra lunga battaglia ma sognare, ora, non costa più nulla. Nemmeno il peso della scaramanzia.

 

Dal nostro corrispondente Alan Gasperoni

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