Tripla C. Luca Zavoli, L’Informazione di San Marino

Tripla C. Non è l’ennesimo declassamento di Fitch o Standard &
Poor’s, bensì le iniziali dei tre fattori che contraddistinguono il
particolare momento che il Titano sta attraversando.

Crisi. I dati diffusi dalla Segreteria al Lavoro sono la cartina
tornasole di un’economia bloccata, le cui difficoltà permangono
nonostante il passare del tempo, dei decreti e dei piani di sviluppo.
Tasso di disoccupazione al 5,6%,  546 imprese chiuse nel solo 2011, un
aumento del 14,4% degli iscritti nelle graduatorie dell’Ufficio del
Lavoro sono solo alcuni degli elementi che riflettono la recessione in
cui versa il Paese, e le 223 nuove licenze rilasciate dall’ufficio
industria non riescono ad indorare la pillola. Ieri si è tenuto il primo
incontro tra maggioranza e opposizione sul Piano di Sviluppo
, ma il
timore che la montagna possa partorire un topolino è forte ed i continui
proclami di Ases, Usl, Csu, Anis, Osla (solo per citare alcune sigle)
fanno intuire che è giunto il momento di risposte concrete.

 

Criminalità.
L’ultimo allarme, in ordine di tempo, è arrivato dalla riunione
congiunta dei direttivi della CSdL
. “L’inquinamento malavitoso
dell’economia sammarinese, rappresenta anche un freno allo sviluppo”
scrive il sindacato, ma sono parole che fanno eco ai fiumi di inchiostro
già versati da associazioni, partiti politici e cittadini. Così, mentre
il pacchetto antimafia s’incaglia nella querelle tra Commissione
consiliare Affari di Giustizia e Commissione Antimafia
, risuonano nelle
orecchie le parole del pm antimafia Pennasilico che ammoniva: “Il
problema ora è principalmente il vostro
”. Gli anticorpi interni tardano a
manifestarsi e così il velo di Maya viene costantemente sollevato
dall’esterno, costringendoci a cadere dalle nuvole per ripiombare nel
consueto tourbillon di “faremo, bisogna, si deve” quando già da tempo si
conoscono i passi da compiere, primo fra tutti il procurare più
strumenti e più norme alla magistratura
per renderla pienamente
operativa.

 

Comunità. Il terzo, ed ultimo fattore, viene generato dal
coesistere dei primi due. Vi sono segnali che la comunità, la
collettività sammarinese, spinta dai morsi della crisi e dalle evidenze
di alcune infiltrazioni malavitose, si stia ridestando, manifestando il
desiderio di riprendere in mano le sorti del proprio futuro. I social
network rappresentano la valvola di sfogo di molti mentre il mondo delle
associazioni viene attraversato da un nuovo fervore, che lascia
presagire iniziative concrete per raccogliere un malcontento che,
attualmente, il mondo politico è incapace di interpretare ed incanalare.

 

La partita del Paese si gioca su queste tre C,  a meno che non se
ne voglia inserire una quarta, quella del “fattore C” a cui spesso ci si
è affidati negli ultimi anni.

 

(Editoriale pubblicato anche sul numero di oggi dell’Informazione di San Marino)

 

 

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