UNA NUOVA SHOAH ? O QUESTIONE DI “GENDER”

Un carissimo amico, l’altra sera, ha stimolato la mia riflessione sui mezzi della ‘disinformazione’ di massa, che di recente hanno avuto due buoni spunti per rilanciare l’immagine della Chiesa chiusa, retrograda e moralista.

1) La Proposta europea di ‘decriminalizzazione’ dell’omosessualita’.

2) La Convenzione per i diritti degli handicappati.

La Santa Sede ha espresso forti preoccupazioni per la prima ed ha rifiutato di firmare la seconda.

Ma perche’? Il fatto è che, in temi del tutto condivisibili, la mentalità dominante deve, per forza, inserire il suo concetto materialista della vita.

La proposta di garanzie legali per gli omosessuali diventa allora la scusa per imporre a tutti la ‘strampalata’ teoria del ‘genere’ (imporre: perché chi osasse scrivere qualcosa in contrario sarebbe passibile di conseguenze penali).

Col “gender” piuttosto che partire dal sesso, per differenziare l’uomo dalla donna, si riclassificherebbero gli uomini e le donne in 5 o più generi, chi più ne ha più ne metta, a seconda dei diversi impulsi sessuali.

Una classificazione innaturale che non viene nemmeno pensata per il mondo animale, dove qualcuno vorrebbe relegare la dimensione umana; la realtà è che nel mondo animale certe idee non vengono a nessuna bestia, e per fortuna.

D’altra parte è importante richiamare la posizione, aderente alla realtà, della Chiesa Cattolica rispetto all’omosessualità: accoglienza, rispetto e delicatezza per ogni persona, rifiuto di ogni ingiusta discriminazione a fronte di un orientamento omosessuale, talvolta profondamente radicato, ma non innato proprio perché modificabile.

La seconda questione, cioè la tutela dei diritti degli handicappati diventa un modo per far passare come normale l’uso della ‘salute riproduttiva’, cioé contraccezione, sterilizzazione, aborto ed eutanasia.

Selezione eugenetica era il nome che 70 anni fa si dava al progetto di una razza ariana pura, che prima della ‘Shoah’, ha toccato la carne stessa del popolo tedesco, nei suoi ‘dementi’, nei suoi ‘portatori di handicap’ improduttivi, nei cristiani impegnati a resistere al nazismo, come nella vicenda dei ‘Giovani della Rosa Bianca’, negli zingari e in coloro che erano considerati parassiti della società.

La Chiesa ci propone ancora la sua concezione di umanità, che richiede l’affermazione della dignità di ogni essere umano, a prescindere dalla sua prestanza fisica o dal suo sesso, e non ne affida la dignità alla soddisfazione di ogni noioso capriccio.

Gli esiti della concezione mondana, che fanno stracciare le vesti ai soloni della politica nostrana, (violenza sui minori, sulle donne, sui diversi, sugli improduttivi) li abbiamo davanti agli occhi, fa bene la Chiesa a tenere le posizioni a dispetto dell’arroganza altrui.

Consigliere Comunale Eraldo Giudici

POPOLARI LIBERALI – PDL

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