Upr a scuola di ripetizione. Ns

L’U.P.R. A SCUOLA DI RIPETIZIONE
Sono le 11 di sabato 8 aprile 2011. Tralascio i lavori del fine settimana attorno casa e dato il ruolo  politico da un lato e la voglia di intravvedere sbocchi per questo Paese in gravi difficoltà dall’altro, mi trovo all’appuntamento organizzato dal neonato partito NPR (fusione fra DDC ed EPS) che al di là del tema accattivante, ha come ospite d’eccezione il Senatore Mario Baldassarri.
La manifestazione parte con l’introduzione del Presidente dell’UPR, il vecchio amico ed ex collega Gian Marco Marcucci, che tra l’altro, ma forse ho capito male, sento lamentare che i problemi di inadeguatezza in tema di politica estera di questo governo, loro li avevano notati fin dal novembre 2008 (cioè nel periodo delle elezioni politiche e prima ancora che il governo entrasse in carica, ovvero il 13 dicembre successivo. Quello stesso governo di cui Marcucci e gli EPS hanno fatto parte fino a poco fa). Credo proprio di aver capito male e allora cerco di concentrarmi meglio. Segue un breve intervento di un candidato sindaco di Rimini alle imminenti elezioni amministrative. Poi finalmente inizia l’interessantissimo l’intervento dell’On.le Baldassarri, che tra l’altro richiama, come in realtà aveva fatto anche Marcucci poco prima, il libro “Visti da Lontano” di Sergio Barducci in cui a pag. 109 e seguenti è contenuta una sua intervista.  Da ottimo Professore di Economia qual è, oltre che da uomo politico d’esperienza,  Baldassarri ha tracciato un profilo dei rapporti Italia-San Marino, delle potenzialità di San Marino e del problema fontalieri. Il centro di tutto si è però concentrato nel primo tema, ovvero quello dei rapporti fra i due Stati, la cui sostanza è il rilevare ancora una volta il gravissimo errore di San Marino nel bloccare e nel non firmare nel febbraio 2006 il famoso accordo contro le doppie imposizioni fiscali. Tutti i sammarinesi ricorderanno quella fase storica, soprattutto per lo scalpore che suscitò il bloccare il Ministro degli Esteri Italiano Gianfranco Fini, mentre stava salendo sull’aereo per venire su questo territorio per la firma. Quindi, al di là di alcuni dotti consigli come solo un politico di quella stazza poteva dare, tutti i nostri problemi con l’Italia, compreso quello dei frontalieri, non li avremmo mai conosciuti se solo all’epoca avessimo firmato. Sono rimasto basito. Alla destra del Senatore Baldassarri sedeva l’allora Segretario di Stato alle Finanze Mularoni che aveva collaborato alla stesura di quell’atto. Davanti a loro, in prima fila, sedeva Pier Marino Menicucci, allora Segretario del PDCS, ovvero colui che ha di fatto fermato quell’accordo. Ma non solo. Ho provato a contare mentalmente quanti componenti dell’attuale UPR fossero all’epoca Segretari di Stato nel famoso e indimenticato Governo Straordinario, e anche coloro che sempre all’epoca facevano parte del partito di Menicucci che aveva bloccato all’ultimo minuto quella firma che ci avrebbe evitato tutto questo. Mi sono detto. Ma allora perché siamo qui, fra gli invitati, noi che non facciamo parte dell’UPR, visto che la domanda e la risposta sta all’interno di quel partito, e visto altresì che come è noto a tutti, i panni sporchi è meglio lavarseli in casa propria? Ho capito! Forse, ricordando cosa hanno fatto alcuni di loro a questo Paese, ammesso che la diagnosi e la cura suggerita dal loro illustre ed autorevole ospite sia quella giusta (certamente non l’avrebbero chiamato se non fosse così),  si sono pentiti e per penitenza hanno deciso di andare a scuola di ripetizione, invitando tutti noi e la cittadinanza a questo loro grande atto di dolore.
Gabriele Gattei, Noi Sammarinesi

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