Upr. Dichiarazione di voto di Pier Marino Mularoni in Commissione Finanze

DICHIARAZIONE DI VOTO SULL’ORDINE DEL GIORNO FMI DEL COMMISSARIO PIER MARINO MULARONI (UPR)”
 
Presidente, commissari,
 
l’Unione Per la Repubblica (UPR) condivide questo dispositivo finale nonostante la maldestra gestione – dal punto di vista del metodo di confronto – esercitata dalla maggioranza. Metodo che, per motivi su cui non intendo ulteriormente polemizzare, è stato poi in extremis accantonato. Nell’ultima seduta del Consiglio Grande e Generale avevamo ascoltato il riferimento del Governo sulla dichiarazione conclusiva del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Un riferimento doveroso che metteva, e mette, in evidenza un quadro “realisticamente preoccupante”. Nella stessa seduta – Governo e maggioranza – avevano poi illustrato il percorso che si sarebbe dovuto compiere per presentarsi con le carte in regola di fronte al meeting di primavera del Fondo Monetario a Washington. In meno di un mese si sarebbero dovuti raggiungere tre distinti punti: stabilità di bilancio, riforma tributaria e il consolidamento del patrimonio CARISP. L’UPR aveva messo sin da quel momento in evidenza il fatto che – in meno di un mese – il Governo sarebbe stato chiamato a fare quello che non e’ riuscito a realizzare nell’arco di un anno. Dall’ultimo Consiglio Grande e Generale – ad esempio – per dare senso ad una generica stabilità di bilancio attendiamo di vedere elencata una serie di tagli alla spesa corrente che fino ad oggi sono stati tenuti lontani dall’agenda di governo. In Consiglio Grande e Generale ci siamo ritrovati con la posizione di chi ha equiparato il report FMI a ciò che nella vicina Italia ha rappresentato la lettera della Banca Centrale Europea. Si tratta di una lettura pertinente. Noi però osiamo andare un passo più avanti con l’analisi. Tenendo conto del fatto che in Italia, come in altri Stati dell’area euro, sono state poi intraprese scelte all’insegna della responsabilità nazionale attraverso governi di emergenza sostenuti da un ampio spettro di forze politiche che hanno fatto un passo indietro per l’interesse delle rispettive comunità in favore della solidarietà nazionale. E oggi, in un momento di grande difficoltà del Paese, noi riteniamo si debba esattamente andare ancora una volta sulla strada della responsabilità e della solidarietà tra partiti diversi per salvare il nostro Stato. Riteniamo sia questo il vero ed unico punto di partenza della via sammarinese verso Washington. Ci siamo riusciti? In parte. Sicuramente questo dispositivo supera quella mediazione al ribasso che andava profilandosi. L’introduzione del sistema IVA. L’attuazione di un programma di “spending review” che permetterà un’analisi approfondita e dettagliata delle voci che compongono il bilancio per poter ottenere risparmi senza compromettere la qualità dei servizi. Il programma dovrà prevedere, oltre agli obiettivi contabili, anche obiettivi di riorganizzazione operativa. La definizione di un tetto massimo alla spesa corrente, che per noi passa anche attraverso una seria e scrupolosa attenzione a certe voci di spesa come convenzioni/consulenze e alla definizione di un limite agli importi degli emolumenti annuali così come la complessiva  revisione delle indennità per amministratori/dipendenti della Pubblica Amministrazione, Enti Pubblici, Enti a partecipazione pubblica. La ridefinizione della normativa in materia di appalti pubblici, attivando maggiori controlli, garantendo la necessaria trasparenza ed incentivando gli operatori economici sammarinesi. L’attuazione di best standards internazionali in materia di trasparenza del sistema istituzionale, bancario, economico, realizzando tutti i provvedimenti necessari per rendere trasparente il sistema economico sammarinese. La pubblicità negli assetti proprietari delle banche và in questo senso. Lo sviluppo di un piano di rilancio del sistema bancario, implementando le missioni di assistenza del Fondo Monetario Internazionale e attuando la riforma di Banca Centrale secondo le indicazioni espresse dall’FMI. L’introduzione di precise forme di tutela e di garanzia – nei confronti del Consiglio Grande e Generale – rispetto a scelte nevralgiche per il sistema bancario a partire da CARISP. L’Unione Per la Repubblica da oltre un anno invita tutta la politica a fare un passo indietro sostenendo una soluzione seria: quella di un esecutivo di unità nazionale aperto al contributo delle forze economiche e sociali. Stiamo vivendo un momento drammatico per il Paese. Occorre un armistizio fra tutti i partiti, che apra la strada ad un governo di emergenza. Questo nuovo percorso potrebbe rappresentare il riscatto della politica. Il Patto non vuole accettare questa proposta? Allora almeno governi, pensi alla crisi e la smetta di perdere quel poco tempo che rimane in divisioni all’insegna di un “tutti contro tutti” che prefigura ormai uno scollamento interno irrimediabile. L’Unione Per la Repubblica – insieme al contributo di PSRS e SU – ha evitato in questi giorni che la Repubblica di San Marino andasse a Washington di fronte al Fondo Monetario (FMI) con una mediazione al ribasso. Ma le toppe – per le continue carenze del Governo – non si possono mettere all’infinito.
 
Pier Marino Mularoni – UPR
 
(Membro Commissione Consigliare Permanente Finanze)
 

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