Upr: risultato del Referendum

Il risultato del Referendum del 20 ottobre presenta una serie di dati inequivocabili:

1) 14.446 cittadini si sono recati alle urne. Un dato significativo, in aumento dal 2011, che dimostra come questo strumento di democrazia diretta sia apprezzato dalla cittadinanza. L’ Unione Per la Repubblica aveva sostenuto, durante il dibattito consiliare in occasione della riforma della legge sul referendum, che la scelta della maggioranza di mantenere solo per questa tornata il quorum richiedente oltre 10.600 SI per un referendum propositivo fosse mossa dalla volontà’ di invalidare i referendum del 20 ottobre. Obiettivo raggiunto.

2) Ha perso il partito della “scheda bianca”. I sammarinesi si sono pronunciati su i due quesiti dimostrando quanto la cittadinanza abbia voglia di scegliere non accontentandosi delle scorciatoie della politica studiate a tavoli per non scontentare nessuno ed evitare scossoni a una maggioranza malconcia. Sul Referendum UE, dentro la maggioranza, coabitavano quattro diverse posizioni.

3) Il Referendum salva stipendi, nonostante la mobilitazione della CDLS,  in ragione delle vecchie regole valide – mantenute forzatamente in questa tornata – non è valido. Con le regole nuove, avendo ottenuto oltre 8.300 SI, sarebbe stata tutta un’altra storia.

4) Il SI sul Referendum che chiedeva di inviare domanda di adesione all’Unione Europea non ha raggiunto gli obiettivi prefissati. Pur prevalendo di poche centinaia di voti. Così come la coalizione San Marino Bene Comune, un anno fa, ha vinto le elezioni politiche del 2012 per lo stesso scarto. Il Paese diviso a metà alle politiche, continua ad esserlo su temi fondamentali.

L’Unione Per la Repubblica esprime rispetto per le scelte fatte dai cittadini. Anche per chi, legittimamente, ha espresso una posizione di contrarietà. Sarebbe pero’ fortemente negativo se la lettura dell’esito referendario fosse quella di un Paese che se ne infischia dell’Europa.

Nonostante chi, nell’immediato dopo voto, ha dichiarato che battendosi per il NO ha “salvato” il nostro Stato. Archiviato il passaggio referendario, il tema del rapporto con l’UE continuerà a rimanere un argomento prioritario che coinvolge una serie di tematiche che incidenti, nel bene o nel male, sullo sviluppo della Repubblica di San Marino. La parola “integrazione” non potrà essere più usata come alibi per giustificare non scelte. L’Unione Per la Repubblica auspica che con le forze con cui ha condiviso una azione comune – nel corso della tornata referendaria – possa mantenersi un confronto costante svolgendo un’azione di indirizzo politico in Consiglio Grande e Generale e di immediata pressione sulla Segreteria di Stato agli Affari Esteri.  

Unione Per la Repubblica

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