Upr: ‘Se non ora, quando?’

“SE NON ORA, QUANDO?”
Puo’ accadere che in determinati momenti, di crisi della politica e della società’, venga naturale dubitare delle nostre istituzioni.
Le ultime “pagine” di storia sammarinese possono indurre, anche i più stoici, a nutrire forti dubbi sull’autorevolezza del nostro Stato e sulla sua stessa capacità’ di riscatto.
La carrellata di eventi correlati all’inchiesta “Criminal Minds” ha aperto un nuovo squarcio sulla dignità’ della nostra statualita’.
Non solo per le persone, per gli addebiti e per le attività’ economiche coinvolte ma anche per il fatto che riporta la memoria indietro, a due anni fa, quando Banca Centrale tento’ di svolgere controlli su una società’ finanziaria.
Controlli che avevano destato preoccupazioni al “manovratore governativo”  che blocco’ le ispezioni costringendo – di fatto – l’allora vertice di Banca Centrale a dare le dimissioni.
Forse, a due anni di distanza, si potrà’ iniziare – anche attraverso questa indagine – a dare una lettura maggiormente corretta di quei tumultuosi eventi avvenuti nei primi mesi del 2010.
Eventi che crearono forti distorsioni nel rapporto con Roma.
Cosi’ come si potrà’ chiarire il quadro di “relazioni pericolose’ emerso dove si allineano presenze legate alla camorra e con quelle del terrorismo islamico.
In questo frastuono domina pero’ incontrastata la distanza del “Palazzo”, incapace di alzare lo sguardo sull’emergenza, ripiegato su stesso.
Occorre una brusca sterzata.
Altrove – attraverso meccanismi innovativi come le primarie – sono state introdotte forme di coinvolgimento diretto degli elettori, scompaginando la prassi tradizionale.
Anche a San Marino occorre imboccare una strada di rottura.
Soprattutto se oggi, più che in passato, e’ necessario “metterci la faccia”.
Deve essere consentita all’intera società’ sammarinese di potersi ritrovare oltre le attuali sigle politiche all’interno di una fase che – in linea con la legge elettorale – possa permettere una condivisione programmatica per costruire alleanze solide e coese.
L’utilizzo delle Primarie puo’ quindi essere realisticamente una strada da seguire.
Solo cosi’, infatti, si potrà’ avviare un percorso nuovo verso un reale ricambio della classe dirigente e per chiudere una fase politica fatta di piccoli giochini,  e piccoli scambi.
Se non ora, quando?
Unione Per la Repubblica (UPR)

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