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La riforma istituzionale
dell’ISS per gli aspetti organizzativo-istituzionali e l’Authority
per la garanzia della qualità delle prestazioni pubbliche e
private e per la programmazione sanitaria e socio sanitaria,
sono i punti di partenza di un percorso di profondo rinnovamento
che mira a mantenere un sistema universalistico, solidale ed
efficace. Questo percorso verso un nuovo modello organizzativo
ed una governabilità del sistema deve andare avanti attribuendo
le autonomie e le responsabilità previste dalla legge n. 165 del
2004 in coerenza con le riforme della Pubblica Amministrazione.
Le scelte organizzative e
politiche devono essere compatibili con i principi istitutivi
dell’ISS e con l’obiettivo primario di assicurare il
fondamentale diritto alla salute dei cittadini, la qualità,
l’accessibilità e la continuità dell’assistenza a tutti gli
utenti indipendentemente dalle loro condizioni sociali o
economiche. In ragione di ciò la qualità dei servizi sanitari
rappresenta un obiettivo strategico per la nostra comunità.
Le risorse verranno assegnate
in base ad indicatori indiretti in relazione alla variabilità
dei bisogni sulla base di una quota capitaria ponderata per età.
Verranno espressi indirizzi
politici chiari e sostenuti nel tempo, per consentire così
l’orientamento del sistema ai reali bisogni e l’individuazione
dei livelli essenziali di assistenza non intesi come “minimi” ma
come “appropriati”.
L’ISS deve continuare a
garantire risposte di primo livello, per la necessità di
dimensionare la struttura al bacino d’utenza. Accanto al
potenziamento dei servizi di base e le azioni per promuovere la
sanità in rete, andranno verificate le possibilità di realizzare
servizi d’eccellenza, aperti anche a pazienti esterni e quindi
compatibili con le realtà sanitarie limitrofe, sia per
qualificare l’offerta che per i benefici economici conseguenti.
In particolare va data continuità alla realizzazione di accordi
di reciprocità in campo professionale ed economico con altri
servizi sanitari esterni.
In relazione a quanto sopra,
è necessario:
a)
valorizzare e responsabilizzare i ruoli professionali
sanitari, sociosanitari, tecnico-amministrativi, affermando il
criterio della meritocrazia per elevare la qualità delle
prestazioni;
b)
ottimizzare la gestione delle risorse umane per un più
efficace funzionamento dei servizi sanitari e socio sanitari;
c)
ribadire l’importanza strategica degli investimenti nelle
strutture, nei macchinari, nella formazione degli operatori;
d)
verificare periodicamente l’efficacia delle prestazioni
erogate attraverso regole e parametri adottati a livello
internazionale;
e)
regolamentare l’attività libero professionale allo scopo
di ottenere ricadute positive sull’ISS senza penalizzare i
servizi;
f)
attuare la prevenzione primaria e secondaria secondo le
indicazioni del Piano Sanitario e Socio Sanitario nazionale;
g)
organizzare i servizi di base come fulcro del sistema e
filtro reale della domanda sanitaria attraverso percorsi di
Assistenza Domiciliare Integrata e di dimissioni protette;
h)
regolamentare le attività sanitarie “non convenzionali”;
i)
promuovere azioni di educazione sanitaria rivolta alla
affermazione di corretti stili di vita e di appropriatezza
dell’uso dei servizi sanitari e socio sanitari;
j)
migliorare l’accessibilità alla struttura ospedaliera e
ai servizi attraverso l’istituzione di percorsi strutturati per
i disabili e l’implementazione di un servizio di prenotazione
unico e un apposito servizio di accettazione.
k)
attivare la costituzione del Comitato di Bioetica
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