martedì 24 giugno 2014 23:00

Antonio Fabbri - L'Informazione di San Marino: Arrestati Claudio Podeschi e la compagna. Sequestro per 14 milioni

Antonio Fabbri - L'Informazione di San Marino: Arrestati Claudio Podeschi e la compagna. Sequestro per 14 milioni

 L'Informazione di San Marino

Tangentopoli sammarinese

 Sviluppi eclatanti nelle indagini. Milioni passati per la fondazione dell’ex segretario di Stato

 Arrestati Claudio Podeschi e la compagna. Sequestro per 14 milioni

Antonio Fabbri 

Associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. Questa l’accusa che pende sul capo di Claudio Podeschi, ex segretario di Stato alla Sanità nel governo del Patto, prima capogruppo consiliare della Democrazia cristiana e già, in passato, Segretario di Stato al turismo oltre che uomo forte di Via delle Scalette. Podeschi è stato condotto in carcere ai Cappuccini. E’ un arresto pesante quello disposto ieri dalla magistratura sammarinese che sta indagando sugli sviluppi del conto Mazzini in quella che è ormai a tutti gli effetti la tangentopoli sammarinese. Oltre a Podeschi è stata sottoposta a custodia cautelare in carcere anche la sua compagna, Biljana Baruca che figura tra gli indagati di questo filone.

Ed è proprio legato alla Fondazione riconducibile a Podeschi, già emersa in parte nell’ambito delle movimentazioni del conto Mazzini, che rientra il mandato di arresto spiccato ieri. I magistrati hanno ravvisato in particolare alla base dell’esigenza cautelare, un elevatissimo rischio di reiterazione del reato.
Il filone di indagine.Il filone di indagine è quello che riguarda l’attività della Fondazione per la Promozione Economica e Finanziaria Sammarinese riconducibile a Claudio Podeschi e amministrata da Pietro Silva. Proprio lo scorso 31 maggio era emerso che anche Podeschi e Silva figuravano tra gli indagati negli sviluppi dell’indagine sul conto Mazzini ed anche nei loro confronti erano state disposte verifiche bancarie e patrimoniali.
L’arresto.L’arresto è stato eseguito attorno alle 16 di ieri nell’abitazione di Claudio Podeschi dove il politico è stato prelevato dagli agenti della polizia civile appartenenti al nucleo anti frode della polizia giudiziaria. L’ex ministro è stato quindi condotto in carcere ai Cappuccini dove si trova tutt’ora. Ma non è l’unica misura cautelare disposta dai magistrati. Oltre alla restrizione della libertà personale, infatti sono stati disposti sequestri per somme ingentissime.
I sequestri I commissari della legge che si stanno occupando del caso, Alberto Buriani, Simon Luca Morsiani e Antonella Volpinari, con ordinanza hanno disposto oltre alle verifiche bancarie anche il conseguente sequestro di denaro, fondi, disponibilità e proprietà riconducibili agli indagati per un ammontare complessivo pari a 14milioni di euro. Tanto è l’ammontare calcolato dai magistrati del denaro di provenienza illecita oggetto dl riciclaggio di cui gli indagati sono accusati.
Gli indagati. Oltre a Podeschi, in questo filone di indagine la contestazione di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio riguarda, oltre allo stesso ex Segretario di Stato, anche Giuseppe Roberti, Gilberto Canuti e Pietro Silva. Per riciclaggio, invece, sono indagati la compagna di Podeschi, Bljana Baruca, e due soggetti di nazionalità greca, Stefanos Balafoutis e Stefanos Papadopoulos.
I fatti.I fatti contestati sono numerosi e parlano di un giro di denaro impressionante attraverso la fondazione riconducibile a Podeschi. L’associazione a delinquere che viene contestata anche in questo caso, come era già successo nelle vicende legate alla Penta che hanno fatto esplodere la tangentopoli sammarinese, ha avuto le stesse finalità oltre che di gestione dei proventi dell’attività illecita corruttiva, anche di orientamento dell’attività amministrativa, politica e di governo. Viene ancora una volta indicato dai magistrati il ruolo determinante di Giuseppe Roberti che con la sua posizione interna alla banca, Bcs, ha potuto mettere in piedi un sistema parallelo di gestione e smistamento dei denari da fare confluire a favore di quelli che la magistratura ritiene affiliati all’associazione, cioè politici, faccendieri e affini. Questi soggetti beneficiavano delle mazzette pagate da imprenditori per l’ottenimento di concessioni pubbliche, di autorizzazioni, di agevolazioni, permessi da parte di uffici amministrativi o anche dal Congresso di Stato, sviando anche l’attività di indirizzo politico. E in questo caso, secondo la magistratura, il ruolo di Podeschi era determinante.
La disponibilità a pagare le mazzette. Le valutazioni dei giudici sono ancor più pesanti, se possibile, dell’ordinanza con la quale veniva disposta la verifica bancaria e patrimoniale per il filone della Penta Immobiliare. Nel caso di Podeschi e della fondazione, infatti, i giudici dicono chiaramente che il potere veniva gestito in maniera discrezionale e che l’associazione teneva sotto controllo anche il sistema burocratico e questo spiegherebbe come mai gli investitori procacciati da Pietro Silva per conto della fondazione fossero disposti a versare, a favore di quest’ultima, mazzette milionarie per interventi immobiliari da effettuare anche in aree che non sarebbero state edificabili. Ma chi riceveva la mazzetta, secondo gli inquirenti, appariva capace di condizionare il via libera ai progetti che potevano essere realizzati solo con violazioni o deroghe alla legge in vigore.
I progetti della fondazione I progetti della fondazione I progetti che avrebbero dovuto, stando al nome della fondazione, creare sviluppo per il paese, in realtà non rilanciarono mai nulla. Lo rilevano i magistrati sottolineando che di questi progetti non risulta alcun contratto alla fondazione, né risultano fatture o giustificazioni contabili di tali incarichi che possano giustificare flussi finanziari a favore di un ente senza scopo di lucro. Ma altra anomalia è che i bonifici esteri, prima di essere accreditati alla fondazione, transitavano su conti di società appositamente costituite. Un passaggio che gli inquirenti ritengono fosse una schermatura per nascondere l’origine reale dei fondi.
Le operazioni passate per l’ente Sono innumerevoli le operazioni di trasferimento di denaro passate per la fondazione riconducibile a Podeschi e l’ammontare complessivo di queste operazioni è milionario. Movimentazioni in buona parte transitate per i libretti del conto Mazzini e per altra parte smistate in una serie di società riconducibili all’ex segretario di stato, o a suoi prestanome o passati per conti situati fino alle Isole Marshall. Attività che vanno dal settore immobiliare, a quello, apparente, del commercio dei metalli, fino alle telecomunicazioni. Tutti ambiti che hanno avuto a che fare con l’attività della fondazione e di Podeschi, al quale gli inquirenti attribuiscono una certa abilità nel riciclare denaro. Denaro riciclato per un ammontare complessivo di 14 milioni di euro, provento, secondo i magistrati, di corruzione anziché di consulenze come la Fondazione per la promozione economica e finanziaria sammarinese prometteva.