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Legge sulle imprese e sui servizi bancari, finanziari e assicurativi (L.17 novembre 2005 n.165)  

 

REGOLAMENTO IN MATERIA DI SERVIZI DI INVESTIMENTO COLLETTIVO

DISCIPLINA FISCALE E SOCIETA’ DI GESTIONE DI DIRITTO SAMMARINESE

 

Parti del regolamento

PARTE I

DEFINIZIONI E DISPOSIZIONI GENERALI SUI PROCEDIMENTI AUTORIZZATIVI

Articolo 1 — Definizioni

Articolo 2 — Disposizioni generali sui procedimenti autorizzativi della BANCA CENTRALE
 

PARTE II

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SG  

TITOLO I ATTIVITÀ’ ESERCITABILI (artt. 3-4)

TITOLO II AUTORIZZAZIONE DELLE SG (artt.5-16)

TITOLO III PARTECIPANTI AL CAPITALE DELLE SG (artt.17-24)

TITOLO IV ESPONENTI AZIENDALI DELLE SG (artt.25-34)

TITOLO V PARTECIPAZIONI DETENIBILI E LIMITI  ALLA RACCOLTA DEL RISPARMIO  (artt. 35- 38)

TITOLO VI ADEGUATEZZA PATRIMONIALE E CONTENIMENTO DEL RISCHIO (artt. 39-44 )

TITOLO VII BILANCIO DI ESERCIZIO (art. 45)

TITOLO VIII ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA E CONTABILE E CONTROLLI INTERNI (artt. 46-58 )

TITOLO IX OPERAZIONI DI FUSIONE E SCISSIONE DI SG  (artt. 59- 62)

TITOLO X VIGILANZA INFORMATI VA (artt. 63-69)

TITOLO XI VIGILANZA ISPETTIVA (artt. 70- 71)

 

Regolamento in materia di servizi di investimento collettivo emanato dalla Banca Centrale della Repubblica di San Marino In vigore dal 15 novembre 2006

________________________

parte III

DISPOSIZIONI RELATIVE AI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO 

Titolo Ii

Caratteristiche delle singole tipologie di fondi comuni di investimento

Artt. 79 - 119

 

capo I

disposizioni generali

 

Articolo 79 Divieti di carattere generale.

1. Salvo quanto previsto per i FONDI alternativi, nella gestione del FONDO COMUNE DI INVESTIMENTO è vietato:
a) vendere allo scoperto strumenti finanziari;
b) concedere prestiti in forme diverse da quelle previste nel presente regolamento in materia di operazioni a termine su strumenti finanziari;
c) investire in strumenti finanziari emessi dalla SG che ha istituito o che gestisce il FONDO;
d) acquistare, direttamente o indirettamente, strumenti finanziari non quotati da un socio, amministratore, direttore generale o sindaco della SG, o da una società del gruppo cui la SG appartiene;
e) cedere, direttamente o indirettamente, strumenti finanziari non quotati ai soggetti indicati alla lettera precedente;
l) investire in strumenti finanziari rappresentativi di operazioni di cartolarizzazione aventi a oggetto crediti ceduti da soci della SG, o da soggetti appartenenti al loro gruppo, in misura superiore al 3 per cento del VALORE COMPLESSIVO NETTO del FONDO.
 

Articolo 80Rispetto dei divieti e dei limiti all’attività di investimento.

1. Il rispetto dei divieti e dei limiti all’attività di investimento dei FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO e delle regole previste nelle presenti disposizioni deve essere assicurato in via continuativa. Tuttavia, ferma restando l’esigenza di assicurare una adeguata ripartizione dei rischi, i FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO possono derogare per un periodo massimo di sei mesi dalla data di inizio di operatività ai limiti quantitativi di frazionamento e contenimento del rischio.

2. I limiti posti all’investimento dei FONDI non pregiudicano l’esercizio, da parte della SG, dei diritti di sottoscrizione derivanti da strumenti finanziari in portafoglio (ad es. diritti di opzione, obbligazioni convertibili). Nelle ipotesi in cui l’esercizio di tali diritti comporti il superamento dei limiti di investimento, la posizione deve essere riportata nei limiti stabiliti nel più breve tempo possibile, tenendo conto dell’interesse dei partecipanti del FONDO. Analogo criterio andrà seguito per i casi di superamento dei limiti determinati da mutamenti del valore dei titoli in portafoglio in epoca successiva all’investimento ovvero da altri fatti non dipendenti dalla SG.

3. Ove non sia diversamente specificato, le disposizioni concernenti i limiti e i divieti che fanno riferimento a rapporti di qualunque natura esistenti tra il FONDO e la SG si applicano sia alla SG che lo ha istituito, sia a quella, se diversa dalla prima, che lo gestisce.
 

capo iI

FONDI DEL TIPO UCITS III

 

Articolo 81 Modalità di sottoscrizione e rimborso.
1. I FONDI DI TIPO UCITS III devono essere FONDI aperti.
 

Articolo 82 Potenziali partecipanti.
1. I regolamenti di gestione dei FONDI DI TIPO UCITS III devono prevedere la possibilità per chiunque di sottoscriverne le quote.
 

Articolo 83 Oggetto dell’investimento e composizione complessiva del portafoglio.

1. I beni nei quali può essere investito il patrimonio dei FONDI DI TIPO UCITS III, nel rispetto delle altre condizioni previste dal presente regolamento, sono i seguenti:
a) STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI di cui all’Allegato 2, lettere a, b), d) ed e), della LIsF;
h) strumenti finanziari di cui all’ Allegato 2, lettere a), h), d) ed e), della LISF non quotati entro il limite complessivo del 10 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del FONDO;
c) strumenti finanziari derivati quotati che abbiano ad oggetto attività in cui il FONDO può investire, indici finanziari, tassi d’interesse, tassi di cambio o valute;
d) strumenti finanziari derivati non quotati (“strumenti derivati OTC”), a condizione che:

1) abbiano ad oggetto attività in cui il FONDO può investire, indici finanziari, tassi d’interesse, tassi di cambio o valute;

2) le controparti di tali contratti siano intermediari di elevato standing sottoposti a vigilanza prudenziale di uno Stato membro dell’Unione europea o di un paese del “Gruppo dei 10” (Gi-10);

3) siano oggetto quotidianamente di valutazioni affidabili e verificabili;

4) le relative posizioni possano essere chiuse in qualsiasi momento per iniziativa del
FONDO;


e) PARTI DI OIC UCITS III;
f) PARTI DI OIC NON UCITS III aperti entro il limite complessivo del 30 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del FONDO:

1) il cui patrimonio è investito nelle attività di cui al presente articolo;

2) per i quali è prevista la redazione di un rendiconto annuale e di una relazione semestrale relativi alla situazione patrimoniale e reddituale;

3) i cui regolamenti di gestione non prevedano deroghe al rispetto dei divieti di carattere generale di cui ‘all’articolo 79 o ai limiti ‘all’indebitamento di cui ‘all’articolo 94, comma 5;         

          g) depositi bancari presso banche sammarinesi o aventi sede in uno Stato membro dell’Unione europea o appartenente al “Gruppo dei dieci” (G-10), a condizione che:
1) non abbiano una scadenza superiore a dodici mesi;
2) siano rimborsabili a vista o con un preavviso inferiore a quindici giorni.

2. I FONDI DI TIPO UCITS III possono detenere liquidità per esigenze di tesoreria.
 

Articolo 84 Divieti di carattere generale.
1. Si applicano i divieti previsti dall’articolo 79.
 

Articolo 85 Regole di frazionamento e contenimento dei rischi per l’investimento in strumenti finanziari di cui all’articolo 83, comma 1, lettere a) e b).
1. L’investimento in strumenti finanziari indicati nelle lettere a) e b) del comma i dell’articolo 83 emessi da uno stesso soggetto è consentito entro il limite del 5 per cento del TOTALE DELLE AtTIVITÀ del FONDO. Tale limite è elevato:
a) al 10 per cento, a condizione che si tratti di strumenti finanziari indicati nella lettera a) del comma i dell’articolo 83 e il totale degli strumenti finanziari degli emittenti in cui il FONDO investe più del 5 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ non superi il 40 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ stesse. Non si tiene conto degli investimenti superiori al 5 per cento di cui alle successive lettere b) e c);
b) al 35 per cento, quando gli strumenti finanziari sono emessi o garantiti da uno stato dell’Unione europea, dai suoi enti locali, da uno stato aderente ‘all’OCSE o da organismi internazionali di carattere pubblico di cui fanno parte uno o più Stati membri dell’Unione europea;
c) al 100 per cento, nel caso di strumenti finanziari di cui alla precedente lettera b), a condizione che:
1) il FONDO detenga strumenti finanziari di almeno sei emissioni differenti;
2) il valore di ciascuna emissione non superi il 30 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ
del FONDO;
3) tale facoltà di investimento sia prevista nel regolamento.
 

Articolo 86 Regole di frazionamento e di contenimento del rischio per gli investimenti in strumenti finanziari derivati.

1. L’esposizione complessiva in strumenti finanziari derivati non può essere superiore al VALORE COMPLESSIVO NETTO del FONDO. L’esposizione complessiva in strumenti finanziari derivati è pan alla somma:
a) degli impegni assunti dal FONDO in relazione a transazioni in strumenti finanziari derivati, determinati secondo quanto indicato nell’Allegato F;
b) del rischio di controparte relativo a strumenti fmanziari derivati OTC, determinato secondo quanto indicato nell’Allegato F.
Non sono consentite operazioni in derivati equivalenti a vendite allo scoperto che configurano per il FONDO un obbligo di consegnare a scadenza le attività sottostanti il contratto derivato (es. non rientra tra le vendite allo scoperto l’acquisto di un opzione call o put, mentre è da considerarsi equivalente ad una vendita allo scoperto la vendita di un’opzione call tranne il caso in cui i titoli sottostanti il contratto derivato siano presenti nel portafoglio del FONDO per tutta la durata dell’operazione).
Le operazioni in strumenti finanziari su titoli nozionali di natura obbligazionaria non sono considerate operazioni di vendita allo scoperto se il FONDO detiene strumenti finanziari che abbiano una stretta correlazione (sulla base di parametri quali la valuta di denominazione, la vita residua o indicatori sintetici quali la duration) con quelli consegnabili.
Non configurano vendite allo scoperto le operazioni in strumenti derivati che sono regolate in contanti (es. future su indici), a condizione che il FONDO detenga disponibilità liquide o TITOLI DI RAPIDA E SICURA LIQUIDABILITÀ il cui valore corrente sia almeno equivalente a quello degli impegni assunti.

2. Ai fini della disciplina del presente articolo, i warrant e i diritti di opzione connessi ad operazioni sul capitale delle società emittenti non sono considerati strumenti finanziari derivati. Il loro valore va a incrementare la posizione nel titolo cui danno diritto.
 

Articolo 87 Regole di frazionamento e contenimento del rischio per l’investimento in strumenti finanziari derivati OTC.
1. L’esposizione determinata da transazioni su strumenti finanziari derivati OTC verso una stessa controparte — calcolata sulla base dei criteri indicati nell’Allegato F - deve essere inferiore:
a) al 10 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del FONDO, se la controparte è una banca;
b) al 5 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del FONDO, negli altri casi.
 

Articolo 88 Regole di frazionamento e contenimento del rischio per gli investimenti in parti di altri OIC.

1. Non è consentito l’investimento in parti di altri OIC la cui politica di investimento prevede la possibilità di investire in misura superiore al 10 per cento delle attività in parti di altri OIC.

2. L’investimento in parti di uno stesso OIC UCITS III non può essere superiore al 20 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ.

3. L’investimento in parti di uno stesso OIC NON UCITS III aperto non può essere superiore al 10 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del FONDO.

4. In ogni caso, la composizione del portafoglio degli OIC acquisiti definita dai rispettivi regolamenti di gestione deve essere compatibile con la politica di investimento e con il profilo di rischio del FONDO acquirente.
 

Articolo 89 Regole di frazionamento e contenimento del rischio per l’investimento in depositi bancari.

1. L’investimento in depositi presso un’unica banca, esclusa la liquidit’à detenuta per esigenze di tesoreria, è consentito entro il limite del 20 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del FONDO. Tale limite è ridotto al 10 per cento nel caso di investimenti in depositi presso la banca depositaria del FONDO.

2. Nel caso di depositi presso la banca depositaria o presso banche del GRUPPO DI APPARTENENZA DELLA SG le condizioni praticate al FONDO devono essere almeno equivalenti a quelle applicate dalla banca medesima alla propria clientela primaria.
 

Articolo 90 Limite all’esposizione verso un unico soggetto derivante dal complesso degli investimenti di cui agli articoli 85, 87, 89.

1. Fermo restando quanto stabilito nei precedenti articoli 85, 87 e 89, il totale delle esposizioni di un FONDO DI TIPO UCITS III nei confronti di uno stesso emittente o dei soggetti appartenenti al medesimo gruppo rivenienti da investimenti nei beni indicati nei medesimi articoli non può essere superiore al 20 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del FONDO.

2. Attraverso l’investimento negli strumenti finanziari indicati nell’articolo 85, comma 1, lettere b) e c), tale limite complessivo agli investimenti può essere superato e portato rispettivamente al 35 per cento e al 100
per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del FONDO.
 

Articolo 91 Regole di frazionamento e contenimento del rischio per i “FONDI-indice”.

1. I FONDI DI TIPO UCITS III la cui politica di investimento consiste nel riprodurre la composizione di un determinato indice finanziario, azionario od obbligazionario, possono derogare a quanto previsto dall’articolo 85, comma 1, lettera a), a condizione che:
a) il FONDO investa non più del 20 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ in strumenti finanziari di uno stesso emittente;
b) l’indice sia:
1) sufficientemente diversificato;
2) rappresentativo del mercato al quale si riferisce, di comune utilizzo, gestito e calcolato da soggetti di elevato standing e terzi rispetto alla SG;
3) regolarmente pubblicato su una fonte di informazione facilmente accessibile al pubblico.

2. Qualora l’indice sia riferito a mercati regolamentati nei quali prevalgono strumenti finanziari di singoli emittenti o gruppi di emittenti, il limite di cui alla lettera a) del precedente comma e quello di cui all’articolo 90, comma i sono elevati ‘il 35 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ.
 

Articolo 92Regole per il calcolo dei limiti in presenza di investimenti in strumenti finanziari derivati.
1. Nel calcolo dei limiti di investimento:
a) le operazioni in strumenti finanziari derivati su tassi e valute non si riflettono sulla posizione in titoli riferita a ciascun emittente. Sono assimilati ai derivati su tassi i future su titoli nozionali negoziati su mercati regolamentati;
b) gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di singoli emittenti (es.future o equity swap relativi a titoli specificamente individuati) sono equiparati ad operazioni a termine sui titoli sottostanti e pertanto determinano, alternativamente, un incremento o una riduzione della posizione assunta dal FONDO su tali titoli. Nel caso di opzioni si fa riferimento al valore corrente del titolo sottostante moltiplicato per il fattore delta dell’opzione;
c) nel caso di strumenti derivati aventi ad oggetto indici finanziari con le caratteristiche di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b), in cui vi sia una presenza significativa di alcuni titoli, la posizione complessiva riferita ai singoli emittenti tali titoli, tenuto anche conto degli altri strumenti finanziari dell’emittente detenuti dal FONDO, deve essere coerente con i limiti indicati all’articolo 85 o all’articolo 91. Tale verifica va effettuata per tutti i titoli sottostanti l’indice qualora questo non abbia le caratteristiche di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b), e, in ogni caso, quando si tratta di indici costruiti appositamente per i FONDI aperti.
 

Articolo 93Regole per il calcolo dei limiti in presenza di investimenti in titoli strutturati.
1. Nel caso in cui i FONDI acquistino titoli strutturati:
a) qualora i titoli presentino il profilo di rischio di altri strumenti finanziari sottostanti (ad es. titoli di debito il cui valore e le cui modalità di rimborso sono legati all’andamento di uno o più titoli di capitale), ai fini dell’applicazione dei limiti di frazionamento e contenimento del rischio si deve fare riferimento alle posizioni assunte sui predetti strumenti finanziari sottostanti;
b) gli impegni per il FONDO rivenienti dalla componente derivata eventualmente incorporata in tali titoli devono essere computati ai fini dei limiti stabiliti nel presente regolamento per le operazioni in strumenti finanziari derivati.
 

Articolo 94Altre regole prudenziali.

1. Una SG non può detenere, attraverso l’insieme dei FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO aperti che essa gestisce, diritti di voto di una stessa società per un ammontare - rapportato al totale dei diritto di voto della società medesima - pari o superiore al:
a) 10 per cento se la società è quotata;
b) 20 per cento se la società non è quotata.
In ogni caso una SG non può, tramite i FONDI aperti che gestisce, esercitare il controllo sulla società emittente. Ai soli tini dei presenti limiti, non rileva la sospensione dalla quotazione degli strumenti fmanziari che attribuiscono i diritti di voto.

2. Ai fini dei limiti stabiliti di cui al comma 1, ciascuna SG deve computare i diritti di voto concernenti:
a) i FONDI aperti che essa gestisce, salvo che i diritti di voto siano attribuiti alle SG promotrici;
b) i FONDI aperti che essa promuove, nel solo caso in cui L’esercizio dei diritti di voto non spetti al gestore.

3. Un FONDO non può detenere, con riferimento al totale delle singole categorie di strumenti finanziari di un unico emittente, un ammontare superiore al:
a) 10 per cento del totale delle azioni senza diritto di voto;
b) 10 per cento del totale delle obbligazioni;
c) 25 per cento del totale delle parti di uno stesso OIC;
ci) 10 per cento del totale degli strumenti del mercato monetario.
Tali limiti non si applicano agli strumenti finanziari di cui all’articolo 85, comma 1, lettere b) e c).
I limiti di cui alle lettere b), c) e d) possono non essere rispettati all’atto dell’acquisto se in quel momento non è possibile calcolare l’importo lordo delle obbligazioni o degli strumenti del mercato monetario o l’importo netto dei titoli emessi.

4. Per ciascuna operazione di collocamento di strumenti finanziari operata da società del GRUPPO DI APPARTENENZA DELLA SG, quest’ultima non può acquistare, in fase di collocamento, strumenti finanziari in misura complessivamente superiore al 25 per cento dell’ammontare dell’impegno di collocamento assunto da ciascuna società in questione.

5. Nell’esercizio dell’attività di gestione, la SG può - entro il limite massimo del 10 per cento del VALORE COMPLESSIVO NETTO del FONDO - assumere prestiti finalizzati a fronteggiare, in relazione ad esigenze di investimento o disinvestimento dei beni del FONDO, sfasamenti temporanei nella gestione della tesoreria. La durata dei prestiti assunti deve essere correlata alla finalità dell’indebitamento e comunque non può essere superiore a sei mesi. Nel caso di indebitamento a vista, il relativo utilizzo deve caratterizzarsi per un elevato grado di elasticità. Nei limiti di cui sopra non si computano i prestiti in valuta estera con deposito presso il mutuante di un corrispondente importo di valuta nazionale (cc.dd. prestiti “back to back”).

6. Ai fini di una più efficiente gestione del portafoglio del FONDO, è consentito effettuare operazioni di compravendita di titoli con patto di riacquisto (pronti contro termine), riporto, prestito di titoli ed altre assimilabili, a condizione che le operazioni siano effettuate all’interno di un sistema standardizzato, organizzato da un organismo riconosciuto di compensazione e garanzia ovvero concluse con intermediari di elevato standing e sottoposti alla vigilanza di un’autorità pubblica. Alle operazioni in questione si applicano le disposizioni seguenti:
a) le operazioni vanno concluse su strumenti finanziari nei quali il FONDO può essere investito;
b) i titoli acquisiti a pronti e da consegnare a termine non possono essere utilizzati per altre operazioni;
c) nelle operazioni di pronti contro termine e di riporto devono essere rispettati, nella fase di acquisto a pronti, i limiti posti all’attività del FONDO;
d) i pronti contro termine in cui i titoli del fondo sono ceduti a pronti e i riporti passivi danno luogo a forme di indebitamento da contenere entro il limite generalmente previsto per l’assunzione di prestiti;
e) nel caso di pronti contro termine in cui i titoli del fondo sono acquistati a pronti e di riporti attivi stipulati con intermediari del gruppo di appartenenza della SG il valore corrente complessivo di tali operazioni non può essere superiore al 20 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del
FONDO;
f) il FONDO può concedere in prestito i propri titoli a condizione che:
1) sia costituita a favore del FONDO una garanzia sotto forma di liquidità o di titoli emessi o garantiti da Stati aderenti all’OCSE. I valori ricevuti in garanzia, la cui custodia rientra nei compiti della banca depositaria, non possono essere utilizzati per altre operazioni. Il valore della garanzia deve essere in ogni momento almeno pari al valore corrente dei titoli prestati;
2) la durata del prestito non sia superiore a novanta giorni. Tale disposizione non si applica ai prestiti che prevedono una clausola che riconosce al FONDO il diritto di ottenere incondizionatamente in ogni momento la restituzione dei titoli dati in prestito;
3) il valore corrente dei titoli prestati non ecceda il 50 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del FONDO.

7. Le disposizioni di cui al comma 6, lettera e) non si applicano ai FONDI specializzati in investimenti in depositi bancari limitatamente alle operazioni poste in essere con controparti bancarie.
8. I limiti indicati nel comma 6 lettere c) e d) devono essere rispettati durante l’intero intervallo di tempo per cui i contratti sono posti in essere; nel caso di coincidenza temporale tra la scadenza del primo contratto e l’avvio di quello successivo di rinnovo (cd. “mli ove?’), le SG nella verifica dei richiamati limiti possono non computare i titoli o le disponibilità rivenienti dal “rinnovo”, rispettivamente, di PCT attivi e PCT passivi - nel periodo intercorrente tra la stipula e il regolamento - ove sia accertata l’esistenza delle seguenti condizioni:
a) i contratti siano stipulati con la medesima controparte o siano regolati nella medesima stanza di compensazione;
b) le procedure amministrative adottate dal FONDO o i termini contrattuali adottati consentano di verificare la corrispondenza tra il regolamento del nuovo contratto di PCT e la conclusione dell’operazione oggetto di rinnovo.
 

capo III

fondi comuni di investimento aperti non di tipo ucits iii destinati alla generalità del pubblico

 

Articolo 95 Modalità di sottoscrizione e rimborso.
1. Il regolamento di gestione dei FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO disciplinati nel presente Capo deve prevedere la forma aperta.
 

Articolo 96 Potenziali partecipanti.
1. Il regolamento di gestione dei FONDI APERTI NON DI TIPO UCITS III deve prevedere la possibilità per chiunque di sottoscriverne le quote.
 

Articolo 97 Oggetto dell’investimento e composizione complessiva del portafoglio.

1. Oltre a quanto previsto dall’articolo 83, il patrimonio di un FONDO APERTO NON DI TIPO UCITS III destinato alla generalità del pubblico può essere investito in:
a) PARTI DI OIC chiusi quotati, inclusi i FONDI di cui alla successiva lettera c), entro il limite del 50 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ;
b) PARTI DI OIC chiusi non quotati, inclusi i FONDI di cui alla successiva lettera c), entro il limite del 10 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ;
c FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO alternativi o PARTI DI OIC esteri aventi caratteristiche equivalenti (quali, a titolo indicativo, fondi speculativi di diritto italiano, hedgefund), entro il limite complessivo del 20 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ, fermi restando i limiti di cui alle precedenti lettere a) e b). Devono inoltre essere soddisfatte le seguenti condizioni:
1) il valore delle quote deve essere pubblicato almeno una volta al mese;
2) il regolamento di gestione dell’OIC acquistato deve prevedere limiti agli investimenti che assicurino una sufficiente diversificazione del portafoglio e un profilo di rischio e una politica di investimento compatibili con quelli del FONDO acquirente;
3) in caso di OIC esteri, il depositano deve essere sottoposto a forme di vigilanza prudenziale da parte di una autorità pubblica.

2. Non si applica il limite di cui all’articolo 83, comma 1, lettera f).
 

Articolo 98 Divieti di carattere generale.
1. Si applicano i divieti previsti dall’articolo 79.
 

Articolo 99 Regole di frazionamento e contenimento del rischio.
1. Ai FONDI APERTI NON DI TIPO UC1TS III destinati alla generalità del pubblico si applicano gli articoli da
85 a 93, salvo quanto di seguito indicato:
a) il limite previsto dall’articolo 85, comma 1, lettera a) è elevato dal 10 per cento al 20 per cento. Non si applica quanto previsto nell’articolo 85, comma 1, lettera c), punto 1);
b) i limiti previsti dall’articolo 87, comma 1, sono elevati rispettivamente al 15 e al 10 per cento;
c) non si applica l’articolo 88, comma 1 e il limite di cui al comma 3 del medesimo articolo è elevato al 20 per cento;
d i limiti previsti dall’articolo 89, comma 1, sono elevati rispettivamente al 30 per cento e al 20 per cento;
e) il limite previsto dall’articolo 90, comma i, è elevato al 25 per cento;
f, l’investimento in un singolo OIc chiuso o alternativo non può essere superiore al 10 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ; nel caso di OIc alternativi che investono in altri OIc, il limite è elevato al 20 per cento.
 

Articolo 100 Altre regole prudenziali.
1. Si applicano le altre regole prudenziali stabilite nell’articolo 94, salvo che:
a) non si applica l’articolo 94, comma 3;
b) il limite di durata dei prestiti previsto dall’articolo 94, comma 5, è elevato a 12 mesi.
 

capo IV

fondi comuni di investimento chiusi destinati alla generalità del pubblico

 

Articolo 101 Modalità di sottoscrizione e rimborso.
1. Il regolamento di gestione dei FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO disciplinati nel presente Capo deve prevedere la forma chiusa.
 

Articolo 102 Potenziali partecipanti.
1. Il regolamento di gestione dei FONDI disciplinati nel presente Capo deve prevedere la possibilità per chiunque di sottoscriverne le quote.

Articolo 103Oggetto dell’investimento e composizione complessiva del portafoglio.

1. Oltre a quanto stabilito nell’articolo 97, il patrimonio del FONDO COMUNE DI INVESTIMENTO chiuso destinato alla generalità del pubblico può essere investito in:
a) crediti e titoli rappresentativi di crediti;
b) beni immobili e diritti reali immobiliari.

2. Non si applicano i limiti ‘all’investimento complessivo in strumenti finanziari, inclusi gli OIC, non quotati e il limite di cui ‘all’articolo 97, comma 1, lettera a). Non si applica il limite di scadenza per i depositi bancari.
 

Articolo 104 Divieti di carattere generale.
1. Si applicano i divieti previsti dall’articolo 79.
 

Articolo 105 Regole di frazionamento e contenimento del rischio per gli investimenti in strumenti finanziari e depositi bancari.

1. Ai FONDI chiusi destinati alla generalità del pubblico si applica l’articolo 99, salvo quanto indicato nei successivi commi.

2. Nel computo del limite del 20 per cento previsto ‘all’articolo 99, comma 1, lettera a) relativamente agli investimenti in strumenti finanziari emessi da uno stesso soggetto possono rientrare anche strumenti finanziari non quotati.

3. Il FONDO chiuso destinato alla generalità del pubblico non può essere investito in parti di uno stesso OIC per un valore superiore al 20 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ.
 

Articolo 106 Regole di frazionamento e contenimento del rischio per gli investimenti in crediti.

1. Nel caso di FONDI che investono in crediti e titoli rappresentativi di crediti, l’investimento in crediti verso una stessa controparte non può eccedere il 20 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del FONDO. Gli investimenti in crediti verso controparti appartenenti al medesimo gruppo non può eccedere il 30 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del FONDO. Tale ultimo limite è ridotto al 20 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del FONDO se il gruppo è quello della SG.
 

Articolo 107 Regole di frazionamento e contenimento del rischio per gli investimenti in beni immobili.

1. L’investimento, diretto o attraverso società controllate, in un unico bene immobile avente caratteristiche urbanistiche e funzionali unitarie non può essere superiore al 33 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ del FONDO.

2. Qualora il regolamento di gestione preveda la possibilità di investire in beni immobili, l’investimento, diretto o attraverso società controllate, in partecipazioni in società immobiliari il cui oggetto sociale preveda l’attività diretta di costruzione non può essere superiore al 10 per cento del TOTALE DELLE
ATTIVITÀ.
 

Articolo 108 Altre regole prudenziali.

1. Si applicano le altre regole prudenziali stabilite nell’articolo 94, salvo quanto specificato nei successivi commi.

2. L’articolo Q4, comma 1, si applica soltanto per la parte relativa ai diritti di voto in società quotate. Tali limiti possono essere superati solo in via temporanea nei casi di operazioni finalizzate alla liquidazione dell’investimento nell’interesse dei partecipanti.

3. Non si applica l’articolo 94, comma 3.

4. Nella gestione dei FONDI chiusi le SG possono assumere prestiti, anche per effettuare rimborsi anticipati delle quote, entro il limite massimo del 10 per cento del VALORE COMPLESSIVO NETTO del FONDO. Qualora il regolamento di gestione del FONDO preveda che l’investimento in beni di cui all’articolo 103, lettera b) deve essere almeno pari a due terzi del TOTALE DELLE ATTIVITÀ, il limite all’indebitamento è pari al 60 per cento del VALORE COMPLESSIVO NETTO del FONDO. Non si applica il limite di durata dei prestiti stabilito all’articolo 94, comma 5.

5. Nella gestione del FONDO è consentito concedere prestiti unicamente:
a) attraverso operazioni a termine su strumenti finanziari (pronti contro termine, riporti, prestito titoli e operazioni assimilabili, secondo le disposizioni dell’articolo 96, comma 6;
b) funzionali o complementari all’acquisto o alla detenzione da parte del FONDO di partecipazioni, entro il limite complessivo del 20 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ. Ai fini del calcolo del limite indicato al precedente articolo 106 si tiene conto anche dei prestiti concessi.
6. L’investimento in strumenti finanziari non negoziati in mercati regolamentati di imprese che hanno ricevuto finanziamenti da società del gruppo della SG per importi superiori al 50 per cento del proprio patrimonio devono essere deliberati dal consiglio di amministrazione della SG con il parere favorevole di tutti i membri del collegio sindacale.

 

capo V

fondi riservati a clienti professionisti


Articolo 109 Modalità di sottoscrizione e rimborso.
1. Il regolamento di gestione dei FONDI disciplinati nel presente Capo può prevedere sia la forma aperta che la forma chiusa, coerentemente con le caratteristiche di liquidabilità dei beni oggetto di investimento. Qualora sia prevista la forma aperta, il regolamento di gestione deve prevedere che il valore delle quote sia reso noto con periodicità almeno mensile.
 

Articolo 110 - Potenziali partecipanti.
1. Il regolamento di gestione dei FONDI disciplinati nel presente Capo deve prevedere che le quote possono essere sottoscritte esclusivamente da soggetti appartenenti a una o più categorie, specificate nel regolamento stesso, di CLIENTI PROFESSIONALI e che anche in caso di successivi trasferimenti i cessionari delle quote devono appartenere ad una delle categorie alle quali il FONDO è riservato.
 

Articolo 111 Oggetto dell’investimento e composizione complessiva del portafoglio.

1. Il patrimonio di un FONDO riservato istituito in forma aperta può essere investito nei beni indicati nell’articolo 97 con i limiti ivi previsti, salvo che:
a) non si applica il limite di cui all’articolo 97, comma 1, lettera a);
b) il limite di cui all’articolo 97, comma 1, lettera b) è elevato al 20 per cento;
c il limite di cui all’articolo 97, comma 1, lettera c) è elevato al 50 per cento;
d) non si applica il limite di scadenza per i depositi bancari.

2. Il patrimonio di un FONDO riservato istituito in forma chiusa può essere investito:
a) nei beni indicati nell’articolo 103, con i limiti ivi previsti, salvo che il limite all’investimento in FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO alternativi o PARTI DI OIC esteri aventi caratteristiche equivalenti è elevato al 50 per cento;
b) in altri beni, diversi dai beni di consumo, per i quali esiste un mercato e che hanno un valore determinabile con certezza con periodicità almeno semestrale, fermo restando il rispetto delle disposizioni legislative, amministrative e fiscali in materia di importazione nel territorio della Repubblica di San Marino.
 

Articolo 112 Divieti di carattere generale.
1. Si applicano i divieti previsti nell’articolo 79.
 

Articolo 113Regole di frazionamento e contenimento del rischio.

1.      Il regolamento di gestione di un FONDO aperto riservato può stabilire regole di frazionamento e
contenimento del rischio in deroga a quelle previste all’articolo 99 per i FONDI APERTI NON DI TIPO
UCITS III destinati alla generalità del pubblico.

2.      Il regolamento di gestione di un FONDO chiuso riservato può stabilire regole di frazionamento e contenimento del rischio in deroga a quelle previste agli articoli 105, 106, 107 per i FONDI chiusi destinati alla generalità del pubblico.
 

Articolo 114 Altre regole prudenziali.
1. Ai FONDI aperti riservati a CLIENTI PROFESSIONALI si applicano le disposizioni di cui all’articolo 100.
Ai FONDI chiusi riservati a CLIENTI PROFESSIONALI si applicano le disposizioni dell’articolo 108.
 

capo VI

fondi alternativi

 

Articolo 115 Modalità di sottoscrizione e rimborso.
1. Il regolamento di gestione dei FONDI disciplinati nel presente Capo può prevedere sia la forma aperta che la forma chiusa, coerentemente con le caratteristiche di liquidabilità dei beni oggetto di investimento, che il regolamento medesimo individua, nel rispetto delle condizioni di cui al presente Capo. Qualora sia prevista la forma aperta, il regolamento di gestione deve prevedere che il valore delle quote sia reso noto con periodicità almeno mensile.
 

Articolo 116 Potenziali partecipanti.
1. Il regolamento di gestione stabilisce, nel rispetto delle condizioni di cui agli articoli 118 e 119, se il
FONDO alternativo è destinato alla generalità del pubblico ovvero riservato a CLIENTI PROFESSIONALI.
 

Articolo 117 Garanzie rilasciate.
1. A fronte dei fmanziamenti ricevuti nella gestione del FONDO alternativo, le SG possono concedere in garanzia beni del FONDO, anche trasferendone la titolarità al soggetto finanziatore. In tali casi le SG devono assicurarsi attraverso opportuni meccanismi contrattuali che:
a) il valore dei beni costituiti in garanzia - determinato facendo riferimento ai prezzi di mercato — sia proporzionale all’importo del finanziamento ricevuto;
b) la SG abbia la facoltà incondizionata di chiudere la posizione - ottenendo quindi la restituzione immediata delle garanzie dietro estinzione anticipata del prestito, anche prima della scadenza - al verificarsi di eventi, riguardanti il finanziatore, che pongano in pericolo la restituzione delle garanzie al FONDO (cd. clausola di “set off’ del contratto).
 

Articolo 118 FONDI alternativi destinati alla generalità del pubblico.

1. Possono essere destinati alla generalità del pubblico, nel rispetto delle disposizioni in materia di sollecitazione all’investimento, i FONDI alternativi che:
a) investano almeno l’85 per cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ in altri OIC e la restante parte in strumenti finanziari o depositi bancari, salva la possibilità di detenere liquidità per esigenze di tesoreria. Inoltre, gli investimenti in PARTI DI OIC devono perseguire una adeguata diversificazione: a tal fine, l’investimento in uno stesso OIC non può essere superiore al 10 per
cento del TOTALE DELLE ATTIVITÀ;
b) presentino un profilo di rischio non elevato, in base ai parametri (quali, a titolo indicativo, volatilità, leva finanziaria, VaR, utilizzo di strumenti finanziari derivati, diversificazione delle strategie di investimento degli OIC target) esplicitati nel regolamento di gestione, tenuto conto dell’oggetto e delle strategie di investimento.

2. L’importo minimo della sottoscrizione iniziale di quote non può essere inferiore a diecimila euro.

3. Nella gestione di un FONDO alternativo destinato alla generalità del pubblico è consentito derogare al divieto di cui all’articolo 79, comma 1, lettera a). Le regole di frazionamento e contenimento del rischio e le altre regole prudenziali, fatto salvo quanto previsto al comma 1, sono stabilite dal regolamento di gestione del FONDO.
 

Articolo 119 FONDI alternativi riservati a CLIENTI PROFESSIONALI.

1. Il regolamento di gestione di un FONDO alternativo riservato a CLIENTI PROFESSIONALI stabilisce:
a) l’importo minimo della sottoscrizione iniziale;
b) il numero massimo dei partecipanti al FONDO dei soggetti ovvero il limite di ammontare del TOTALE DELLE ATTIVITÀ superato il quale non saranno accettate ulteriori sottoscrizioni.

2. Nella gestione di un FONDO alternativo riservato a CLIENTI PROFESSIONALI è consentito derogare ai divieti di cui all’articolo 79. Le regole di frazionamento e contenimento del rischio e le altre regole prudenziali sono stabilite dal regolamento di gestione del FONDO.

Parti del regolamento

PARTE III

DISPOSIZIONI RELATIVE AI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO

TITOLO I CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DEI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO (artt. 72-78)

TITOLO II CARATTERISTICHE DELLE SINGOLE TIPOLOGIE DI FONDI COMUNI DI
INVESTIMENTO
(artt. 79-119)

TITOLO III CRITERI GENERALI E CONTENUTO MINIMO DEL REGOLAMENTO DI GESTIONE
DEI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO
(artt.120-124)

TITOLO IV PROCEDIMENTO DI APPROVAZIONE DEI REGOLAMENTI DEI FONDI COMUNI DI
INVESTIMENTO 
(artt. 125-131)

TITOLO V CRITERI DI VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO DEL FONDO E CALCOLO DEL
VALORE DELLA QUOTA
(artt.132-135)

TITOLO VI PROCEDURE DI FUSIONE TRA FONDI COMUNI (artt. 136-142 )

TITOLO VII CARATTERISTICHE DEI CERTIFICATI DI PARTECIPAZIONE AI FONDI COMUNI (artt. 143-145 )

TITOLO VIII CONDIZIONI PER L’ASSUNZIONE DELL’INCARICO DI BANCA DEPOSITARIA E
MODALITA' DI SUB-DEPOSITO DEI BENI DEL FONDO
  (artt. 146-153)

TITOLO IX PROSPETTI CONTABILI DEI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO (artt. 154-155)

TITOLO X REGOLE DI COMPORTAMENTO  (artt. 156-160)

 

PARTE IV

OPERATIVITÀ TRANSFRONTALIERA


TITOLO I OPERATIVITÀ ALL’ESTERO DELLE SG SAMMARINESI (artt. 161-162)

TITOLO II OFFERTA NELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO DI PARTI DI OIC ESTERI (artt. 163-168)

 

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