martedì 10 luglio 2018 14:30
RIFORMA DELLA SCUOLA

San Marino. Gli insegnanti: "Non si è tenuto conto delle nostre osservazioni"

San Marino. Gli insegnanti:

SAN MARINO. "Con rammarico, dobbiamo constatare che il Segretario ha proceduto senza tenere conto di nessuna delle nostre osservazioni e rivendicazioni". Gli insegnanti delle scuole elementari di San Marino prendono posizione in merito al nuovo decreto sulla riorganizzazione del sistema scolastica, non risparmiando critiche all'indirizzo del Congresso di Stato. 

[C.S.] Siamo gli insegnanti della Scuole Elementari, vorremmo precisare alcune cose in merito al decreto denominato” Interventi nell’Organizzazione del Sistema Scolastico e nell’Offerta Formativa”, presentato ieri in Congresso di Stato dal Segretario per la Pubblica Istruzione. Relativamente alle scuole denominate “piccole”, non c’è nessuna novità dal momento che il Segretario di Stato per la Pubblica Istruzione ha detto già, dalla scorsa Primavera, che non le avrebbe chiuse. Le novità riguardano il taglio degli insegnanti, che in realtà avverrà più diffusamente, poiché in tutti i plessi della nostra Repubblica, saranno sufficienti due classi con meno di tredici elementi per perderne uno, e quattro classi analoghe per perderne due. Il Decreto, nei numeri, è stato proposto esattamente come presentato alle parti sindacali, quindi affermare che la Nostra Protesta abbia sortito degli effetti NON corrisponde a verità! Dall’anno scolastico 2019/2020 il tempo pieno diverrà una forma oraria, cioè i bambini potranno restare a scuola come ora ma, alcune classi, vedranno il succedersi di svariati insegnanti che tamponeranno le assenze stabilite dal decreto. Con rammarico, dobbiamo constatare che il Segretario ha proceduto senza tenere conto di nessuna delle nostre osservazioni e rivendicazioni. Purtroppo noi insegnanti abbiamo capito benissimo che le poche unità che mancheranno alle iscrizioni del 2019/2020 toglieranno insegnanti ad alcune classi dei nostri plessi, anche se basterebbe proporre, già da quest’anno, la mobilità dei bambini dai Castelli limitrofi per evitarlo e migliorare la formazione numerica delle classi, ma abbiamo compreso inoltre che per attuare ciò servirebbe una volontà diversa, che non metta al primo posto il risparmio, anche se esiguo, a discapito della stabilità e delle pari opportunità. Pertanto dovremo confidare ancora nel “buon senso”, questa volta dei cittadini di rimettere le cose a posto con la loro intelligenza ed iniziativa. Non dovrà essere un calo demografico temporaneo a compromettere i valori e i principi democratici di uguaglianza, giustizia e libertà che nel tempo la nostra collettività ha salvaguardato.

Fonte: Varie