Accusa di riciclaggio di quasi 1,2 milioni di euro, proseguono i processi in Italia e a San Marino

Accusa di riciclaggio di quasi 1,2 mln, proseguono il processo sul Titano e quello parallelo in Italia. Il denaro movimentato sul Titano è ritenuto frutto di associazione mafiosa, truffa ai danni dello Stato, frode informatica, estorsione

ANTONIO FABBRI –Il caso ha già visto diverse udienze del processo in corso davanti al Commissario della Legge Simon Luca Morsiani. Ieri una ulteriore udienza nella quale è stato ascoltato nuovamente il Direttore dell’Agenzia di Informazione finanziaria, Nicola Muccioli, su richiesta del Procuratore del Fisco, Roberto Cesarini, che ha chiesto una ulteriore audizione tecnica per valutare i contenuti della perizia di parte presentata dal consulente degli imputati. Consulente che è stato a sua volta nuovamente ascoltato ieri. Intanto il difensore Rossano Fabbri, ha chiesto di poter procedere alle conclusioni nell’anno nuovo, in particolare perché a dicembre dovrebbe arrivare a sentenza in Italia il processo nel quale si discute del reato presupposto del riciclaggio a San Marino.

L’imputato Massimiliano Marra – 49enne originario di Galatina in provincia di Lecce che a San Marino è a processo assieme alla moglie Ganna Styopina, 39enne originaria dell’Ucraina, e alla suocera, Nadya Styopina, di 63 anni – oltre confine deve rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa, accusa scaturita dall’indagine denominata “Dirty slot”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce.

In sostanza oltre confine, Massimiliano Marra deve rispondere assieme al fratello Alberto di rapporti con esponenti della criminalità organizzata nell’ambito della gestione di apparecchiature elettroniche da gioco in esercizi commerciali, di qui il nome dell’indagine “Dirty Slot”.

In attesa dell’esito del processo italiano, comunque, sul Titano si procederà con le udienze nelle quali verranno ascoltati gli ultimi testimoni (prossima udienza fissata per il 21 novembre) e degli imputati qualora vogliano rendere dichiarazioni spontanee o sottoporti a interrogatorio. L’udienza per le conclusioni, e presumibilmente per la sentenza, è stata invece fissata per il 22 febbraio 2023.

Sul Titano, secondo le ricostruzioni dell’accusa, Massimiliano Marra cominciò a portare denaro nel periodo tra il 2006 e il 2009. Su un proprio conto acceso in Asset Banca versò complessivamente 1.169.194 euro, in parte attraverso assegno bancari, per una somma superiore a 780mila euro, e in parte in contanti, per una somma complessiva di 327.700 euro. Dopo questi versamenti, attraverso varie operazioni, il denaro è stato in parte trasferito all’estero negli anni successivi, tra il 2006 e il 2013, con bonifici disposti a favore della moglie e della suocera. I trasferimenti continuarono anche successivamente, nel 2015, su conti intestati sempre a moglie e suocera all’interno di Asset Banca.

I rapporti bancari, poi, vennero trasferiti in Cassa di Risparmio, in funzione della nota operazione straordinaria di assorbimento di Asset da parte di Carisp. Emersero quindi le anomalie di quelle movimentazioni, scattarono le segnalazioni e nel 2018 venne disposto il sequestro delle somme presenti su due conti correnti per la somma complessiva di oltre 140mila euro. Somme che, quindi, ad oggi si trovano sotto sequestro. Dunque secondo l’accusa i tre imputati hanno, a vario titolo, movimentato, trasferito e occultato denaro su conti correnti e anche tramite l’ausilio di un rapporto fiduciario presso la Finstar, finanziaria oggi liquidata.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

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