Adesso si puo’ recuperare

Adesso non ci sono più alibi per non recuperare i soldi dei furbetti della monofase. Ieri da Antonio Fabbri, su questo stesso giornale, si è appreso che il giudice per le esecuzioni  Roberto Battaglino ha stabilito   di procedere alla
confisca “per equivalente” anche attraverso l’autorità italiana 
per mezzo di rogatoria, quando si tratta di recuperare somme frutto di reato.

I politici continuano a bidonarci? In sostanza, sì. Questa è l’impressione. Infatti   si continua ad operare in continuità  con quelli del gruppo criminaleche secondo i giudici hanno gestito le istituzioni negli ultimi decenni.

 

Lo fa pensare la scelta di non perseguire i delinquenti che hanno frodato per oltre 400 milioni lo Stato o direttamente non versando la monofase o indirettamente creando buchi colossali in certe banche, coperti poi  con soldi pubblici, in accordo con quei di Banca Centrale.
Monofase. Si dice che una grossa fetta  non è recuperabile perché ascrivibile  a delinquenti ‘forensi’ che qui non hanno lasciato traccia. Non è così. Comunque, anche quando così fosse, qui ci sono i prestanome  qui ci sono i professionisti che  con loro hanno organizzato il raggiro. E per i ‘forensi’ c’è lo strumento della rogatoria. Se si vuole dimostrare all’esterno che le cose in questo Paese sono cambiate, quale miglior modo dell’uso delle rogatorie su procedimenti avviati dall’Avvocatura dello Stato? Quale miglior modo per far vedere che le frodi carosello hanno danneggiato anche San Marino non meno dell’Italia per cui è interesse di entrambi i Paesi fare fronte comune? Non c’è prescrizione per detti recuperi. Basta volerli recuperare quei soldi, per averli in cassa.

 

Leggi l’elenco completo evasori monofase, crediti inesibili’, o comunque dei furbetti o dei furboni pubblicato successivamente.

 

Ed  anche in caso di reati penali prescritti dato che  (art. 143 del Codice Penale) la prescrizione  “non estingue le obbligazioni civili di risarcimento del danno patrimoniale derivanti dai reati stessi“. 

Per tali azioni di recupero sul piano civile, la prescrizione è trentennale. Ed il colpevole  vi dovrà  far fronte col “proprio patrimonio presente e futuro“.

 

Si può recuperare anche Long Drink.

Debito pubblico colpo di grazia al Paese

Articolo Fabbri

 

Dopo la condanna
definitiva a carico di
Daniela Staiano, accusata
di avere riciclato il
denaro sporco derivante
dal narcotraffico del
marino, lo stato incamera
1.377.832,55 euro
(L’informazione del
4-6-2016).
Diventata definitiva la
decisione sulla confisca,
con la sentenza di appello
del Giudice David
Brunelli dello scorso 3
giugno che ha confermato
quella di primo grado
del giudice Gilberto
Felici, martedì scorso il
giudice delle esecuzioni
Roberto Battaglino
(foto) ha reso effettiva
le decisione. Ha infatti
ordinato al Direttore della
Cassa di Risparmio,
dove su quattro conti
correnti della Staiano si
trovavano sotto sequestro
le somme frutto del
narcotraffico, di trasferire
il denaro su un conto
presso la Banca Centrale.
Lo stato così incamera
definitivamente i soldi
che l’autorità aveva giudiziaria
aveva “congelato”.
Ma il fatto sicuramente
interessante dell’ordinanza
del giudice Battaglino
è che tramite rogatoria,
e in funzione degli
accordi internazionali
vigenti risalenti al 1990
– convenzione firmata a
Strasburgo e ratificata sia
dall’Italia, nel 1994, che
da San Marino nel 2000
– si darà corso anche alla
confisca per equivalente
disposta sempre nella
sentenza. Si tratta in
questo caso di 16.159,17
euro. La somma, rispetto
a quella esorbitante
che era già nella disponibilità
dell’autorità grazie
al sequestro, è contenuta,
ma il principio che viene
applicato è fondamentale.
Soprattutto per gli
sviluppi dei tanti casi
analoghi pendenti presso
il tribunale sammarinese.
San Marino, cioè, in caso
di sentenza definitiva con
condanna alla confisca
dei denari ritenuti provento
di reato, si avvarrà,
per l’esecuzione della
confisca “per equivalente”,
quando cioè non
avrà già la possibilità di
incamerare le somme illecite
già sotto sequestro,
della autorità italiana
formulando precisa
rogatoria, in modo da
recuperare l’equivalente
del monte di denaro
sporco, riciclato attraverso
comportamenti illeciti
a San Marino, emerso
dalle ricostruzioni delle
indagini

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