Antonio Fabbri – L’informazione: Bcsm, dipendenti non rinunciano ai premi produzione

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Bcsm, dipendenti non rinunciano ai premi produzione

A inizio giugno, visto il bilancio in rosso di 3,4milioni, il direttivo di Via del Voltone aveva invitato i beneficiari a soprassedere sui 350mila euro di bonus… ma nulla

Antonio Fabbri

Ricordate la storia dei premi produzione di Banca Centrale? Dovevano essere liquidati lo scorso 31 maggio. Il Consiglio Direttivo di Banca Centrale, però, aveva proposto ai beneficiari dei premi di produzione di rinunciarvi, visto il particolare periodo di crisi e la bufera che negli ultimi tempi si era abbattuta sulla vecchia governance di Via del Voltone. Ne era scaturita una presa di posizione della Rappresentanza sindacale aziendale appoggiata dal sindacato (la sola Cdls).

I dipendenti beneficiari dei premi di produzione sono 22 e tutti con stipendi che variano dagli 80 fin sopra i 100mila euro annui. L’erogazione
dei premi produzione
riguarda 12 dirigenti e
una decina di quadri,
per un totale di esborso
che si aggira attorno ai
350mila euro. Somma
che, a fronte di un
bilancio in perdita di 3,4
milioni, si potrebbe pure risparmiare. Tuttavia
l’erogazione viene rivendicata
in quanto, aveva
precisato a suo tempo
il sindacato, prevista
da contratto.

Proprio
per questo il Consiglio
Direttivo di Banca
centrale aveva chiesto
ai beneficiari un atto di
responsabilità, rinunciando
volontariamente
al premio di produzione.
Ebbene, a quanto si sa
al momento in maniera
ufficiosa -ma lo si era
intuito già dall’assemblea
sindacale che si era svolta il 10 giugno
scorso– i dipendenti
avrebbero risposto
picche alla proposta di
rinunciare al surplus di
emolumenti.

Una risposta che, adesso,
dovrà essere esaminata
dal Consiglio Direttivo
di Banca Centrale
cui toccherà la decisione
in merito. Di certo, se
la mancata rinuncia ai
premi produzione verrà
ufficializzata, non è che
i dipendenti ci facciano
una bella figura.

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