Antonio Fabbri – L’informazione di San Marino: Attivita’ della gdf, dall’estero vestizione alle frodi al fisco con flussi verso il Titano

L’informazione di San Marino: Attivita’ della gdf, dall’estero vestizione alle frodi al fisco con flussi verso il Titano

San Marino nei report delle fiamme gialle di Rimini, Forlì e Sondrio

Antonio Fabbri

Nel bilancio annuale della Guardia di finanza di Rimini entra anche l’operazione Magna Fides, quella nata da una costola di Criminal Minds e che ha portato le
fiamme gialle a sequestrare
beni per 10 milioni
di euro, sgominando
un’organizzazione transnazionale
operante in
Italia e nella Repubblica
di San Marino finalizzata
alla truffa, al falso,
al millantato credito e
all’estorsione.
Nell’indagine che ha
portato alla denuncia
di quindici persone, era
rimasto vittima, per la
nota storia del “Caro
Padre”, proprio il patron
di Karnak, Marco Bianchini. Ma nel report di fine anno delle fiamme gialle viene fatto un altro riferimento al Titano.

Ancora l’esterovestizione. “Considerata la contiguità della provincia con la Repubblica di San Marino, nel settore della “Fiscalità internazionale” sono state focalizzate sospette società estere con “stabile organizzazione” in Italia, nonché società cosiddette “esterovestite”, attraverso mirate investigazioni su persone giuridiche e fisiche che hanno gestito “strutture aziendali” con sedi legali nella confinante Repubblica di San Marino, il più delle volte utilizzate fittiziamente come “schermo” giuridico per rilevanti frodi all’IVA commesse nell’intero territorio nazionale, attraverso articolati artifizi (cosiddette “frodi carosello”).

In merito, ai fini dello
sviluppo investigativo e
della ricostruzione dei
flussi finanziari verso
l’estero, va evidenziata
sia la proficuità
dei rapporti, tenuti in
sede centrale, di mutua
assistenza amministrativa
internazionale con
la Repubblica di San
Marino, sia la determinante
collaborazione
fornita dall’Autorità
Giudiziaria sammarinese
a quella Italiana ai fini
della “concatenazione”
delle prove. Proprio per
arginare tale metodologia
di frode, questo
Comando ha elaborato
nell’anno 2014 uno specifico
progetto chiesta
permettendo, sulla base
di una mirata attività di
analisi di contesto e di
rischio, di individuare
settori, attività, imprese
e soggetti prioritari sui
quali indirizzare l’azione
di servizio”.
E San Marino compare
anche nei report delle
fiamme gialle di Forlì e
Sondrio.

Da Forlì considerati
ancora “paradiso”

La Gdf di Forlì nel suo
report individua numerosi
soggetti con soldi a
San Marino e scrive:
“Per quanto concerne
l’evasione fiscale
internazionale sono stati
eseguiti piani di contrasto
ai cosiddetti paradisi
fiscali, proseguendo e
rafforzando le attività di
controllo nei confronti
di soggetti che hanno trasferito
capitali all’estero
in violazione della
disciplina sul monitoraggio
fiscale, delle persone
fisiche e delle società che
hanno fissato fittiziamente
la residenza o la
propria sede in
paesi a fiscalità privilegiata
o che intrattengono
rapporti commerciali
con società controllate
o collegate, nonché nei
confronti di soggetti
economici nazionali
che hanno intrattenuto
rapporti commerciali
con operatori dei paesi
rientranti nelle cosiddette
black list (da cui, va detto,
San Marino è ufficialmente
fuori da gennaio
di quest’anno, ndr.). In
particolare – proseguono
le fiamme gialle di Forlì –
a conclusione dell’analisi
di un vasto patrimonio
informativo e documentale
acquisito nel corso
di pregresse attività
investigative di carattere
nazionale e transnazionale
sono stati individuati
numerosi soggetti che
hanno trasferito ingenti
capitali a San Marino”.

Da Sondrio occhi
puntati su banche
Le fiamme gialle di
Sondrio fanno invece
un riferimento a soldi
della criminalità finiti
in banche sammarinesi.
Nel loro report scrivono:
“Nell’ambito della lotta
alla criminalità economica,
sono stati operati
sequestri per oltre 20 milioni
di euro nei confronti
di un’organizzazione
composta da 31 persone,
denunciate all’Autorità
Giudiziaria 6 delle
quali sono state tratte in
arresto, dedita alla frode
fiscale ed al riciclaggio
di flussi finanziari di
circa 77 milioni di euro
dirottati su banche di
diritto estero di nazionalità
Austriaca, Slovena,
Francese e Sanmarinese”.
Un flusso di denari
ingente, insomma, una
parte dei quali secondo
le fiamme gialle è finito
sul Titano.

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