Antonio Fabbri-L’informazione: Passano tetto per gli stipendi, preferenza unica ed eliminazione del quorum. Passa il polo della moda

L’informazione di San Marino

Passano tetto per gli stipendi, preferenza unica ed eliminazione del quorum. passa il polo della moda

Antonio Fabbri

Alla chiusura dei seggi,
alle 20, il primo dato
dell’affluenza ha fornito
un messaggio chiaro:
la gente ha voglia di
partecipazione. Facendo
registrare un più 5,42%
rispetto alle precedenti
consultazioni referendarie
del 2014, già
molto partecipate, la
cittadinanza, in particolare
quella residente,
si è recata alle urne per
quasi il 70%.
Un dato commentato
da tutti membri dei vari
comitati referendari,
pro e contro, e da tutte le forze politiche come
estremamente positivo.
Poi i risultati.
Solo il quesito sulla
variante di Prg non
raggiunge il quorum.
Gli altri passano tutti.
L’indicazione appare
chiara: il polo della
moda si deve fare, ma
il governo, che si era
schierato per quattro no,
non è in sintonia con la
cittadinanza.

Non passa il referendum
sul polo della moda
dopo un testa a testa fino
all’ultimo scrutinio. Non
viene raggiunto il quorum, ma i Sì e i No di )
chi si è recato alle urne,
si equivalgono, con una
leggera prevalenza dei
No.

Passa la preferenza
unica. Passano pure i referendum
per l’abolizione
del quorum e quello
sul tetto degli stipendi.
In sostanza i cittadini
decidono di fare economia.
Una sorta di spending
review da un lato,
fissando il tetto massimo
per i dirigenti della Pa, e
dall’altro decidendo, con
prudenza, di mantenere
un investimento, che
innegabilmente darà un impulso all’economia.
Contenere le spese e
favorire gli investimenti:
sembra essere questa la
decisione che è stata presa
dai cittadini sul piano
economico.

E’ il ragionamento
del buon padre
di famiglia che, quando
deve fare economia, da
un lato contiene le spese,
dall’altro cerca di incrementare
le entrate.
Ma non secondaria è
l’indicazione dal punto
di vista della partecipazione
democratica. Il
quorum sui referendum
viene abolito. Le preferenze passano da tre a
una.

Va tuttavia segnalato
su tale quesito che
la partecipazione degli
esteri è stata scarsa,
nonostante con questo
referendum potevano
riottenere un diritto che
da sempre rivendicano,
quello cioè di esprimere
la preferenza alle
elezioni politiche.

In
sostanza, dunque, il polo
della moda si farà, dato che l’unico referendum
abrogativo proposto non
ha raggiunto il quorum e
i voti espressi denotano
un paese spaccato in due
con un testa a testa tra sì
e no. Passano tutti i referendum
propositivi e,
adesso, sarà necessario
mettere in campo una
attività legislativa per
dare compimento alle
scelte dei cittadini.

 

I commenti a caldo: Batosta per il governo, voleva 4 no
e si ritrova con 3 sì e un polo

A caldo sono stati i più
disparati i commenti
del referendum. Dalla
maggioranza si tira un
sospiro di sollievo per il
polo della moda, ma non
conforta il dato politico,
con un governo che si
era speso per quattro
“no”. Se economicamente,
dunque, ci sarà la
consolazione di vedere
partire un progetto
sul quale si è puntato
tutto, politicamente la
riflessione da compiere
peserà nei prossimi
giorni. Già ieri sera si è
aperta l’agenda per verificare le disponibilità dei
prossimi giorni per fare
il punto sull’accaduto.
Di certo il consiglio
del 18, sarà terreno per
profonde riflessioni.

Matteo Zeppa (Rete):
“Chiunque ha detto
che il referendum è una
spesa per lo stato, vista
l’affluenza, ha ricevuto
una bastonata”.

Elena Tonnini (Rete):
“Assieme a consiglieri
indipendenti abbiamo
indicato quattro sì.
Occorre tenere conto del
parere dei cittadini. Una
metà della popolazione dice che il modello di
sviluppo può essere
anche un altro”.

Alessandro Cardelli
(Pdcs)
: “Non siete solo
voi ad avere spiegato la
convenzione del Polo.
Ora, i cittadini si sono
espressi e si farà. Il
comitato del sì e chi
contrasta questo progetto,
non ha mai dato una
alternativa”.

Augusto Casali (comitato
preferenza unica)
:
“E’ una giornata importante
per la democrazia
del nostro Paese. Questa
presenza alle urne degli elettori sta a significare
che i comitati promotori
avevano ragione
ed erano quesiti sentiti
dalla popolazione e
non dei capricci”.

Luca
Beccari (Pdcs)
: “Con
la preferenza unica si
abbasseranno le soglie
per l’ingresso a Palazzo.
Vedremo che aspetto
avrà il nuovo Consiglio”.

Mimma Zavoli (C10):
“Con la preferenza
unica probabilmente le
donne non entreranno
più in Consiglio. Ne
entreranno pochissime e
soltanto le più famose”.

Nicola Renzi (Ap):
“Avete gettato la maschera.
I sammarinesi
hanno detto che il polo
della moda si farà”.

Erik Casali (comitato
tetto stipendi)
: “Un
gruppo di cittadini,
supportato solo dal
movimento Rete e due
consiglieri indipendenti
si è schierato a favore di
quattro referendum e tre
li ha vinti”.

Fabrizio Perotto (comitato
eliminazione
quorum)
: “Sono molto
emozionato per questo
risultato di democrazia”.

 

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