Canzio e Tomasetti firmatari della petizione pro Draghi. Informazione di San Marino: “Opinabile contegno istituzionale”

Il Dirigente del tribunale e la Presidente di Banca Centrale hanno siglato l’appello, che ha avuto di fatto valenza politica, a favore del governo di un altro Stato in predicato di sfiducia. Per molto meno esecutivo e maggioranza misero all’indice Guzzetta.

ANTONIO FABBRI – Quando ci fu, nella maggioranza e nel governo, chi si stracciò le vesti per un intervento dell’ex Dirigente del tribunale Giovanni Guzzetta, che da costituzionalista espresse un’opinione circa l’ortodossia costituzionale di alcuni strumenti normativi messi in campo dal governo Conte, probabilmente non poteva immaginare che sarebbe accaduto anche di peggio.

Non poteva immaginare che successivamente ci sarebbe stato chi, nello stesso ruolo, avrebbe addirittura firmato per sostenere un governo in predicato di sfiducia, così evidentemente cercando di influire, siglando apposita petizione, sulla dialettica politico-democratica di un altro Paese, l’Italia. E invece è accaduto. E’ accaduto, anche se non ha portato troppo bene, considerato che la petizione non ha avuto l’effetto sperato e, purtroppo, Mario Draghi ha dovuto cessare l’esperienza di governo. Quindi non un commento tecnico, ma una presa di posizione politica degli esponenti delle istituzioni di un altro Stato che, soprattutto per il ruolo che ricoprono, avrebbero dovuto quanto meno mantenere una certa equidistanza. E invece, tra i firmatari della petizione lanciata dal Sole24Ore a sostegno del Governo Draghi, compaiono prima, alla lettera C, Giovanni Canzio e poi, alla lettera T, Catia Tomasetti.

La firma di Giovanni Canzio è affiancata dall’indicazione della carica: “ex Presidente della Corte di Cassazione”. La carica attuale “Dirigente del tribunale della Repubblica di San Marino”, invece, non viene menzionata. Neppure viene specificato che il Dirigente Canzio è anche consulente del Ministero della Giustizia italiano, retto, nel governo Draghi, da Marta Cartabia. Ci mancherebbe, quindi, che non manifestasse sostegno a un Governo del cui Ministero alla giustizia è consulente.

Più opinabile, almeno stando alle reazioni politiche che si ebbero per il commento di Guzzetta, è che da Dirigente del Tribunale Unico di un altro Stato si spenda firmando la petizione per caldeggiare un governo e prendendo, di fatto, una posizione politica. Il che non può che destare una certa perplessità.

Lo stesso dicasi per chi compare sotto, scorrendo le 250 firme comparse sul Sole: Catia Tomasetti. Accanto al suo nome, tuttavia, non compare la carica “Presidente della Banca Centrale della Repubblica di San Marino”, bensì semplicemente l’indicazione dello studio legale di cui fa parte, “Partner Bonelli Erede”.

A fronte di ciò, chissà se il governo farà finta di niente? Di certo per i commenti di Guzzetta si inalberarono molto il Segretario di Stato alla Giustizia Ugolini e quello alle Finanze Gatti, oltre a diversi consiglieri di maggioranza. Avevano bollato come “inopportune”, qualcuno addirittura come “inaccettabili” le dichiarazioni dell’allora Dirigente del tribunale che erano un commento tecnico-costituzionale su provvedimenti del governo italiano. “Critiche che non si addicono a chi ricopre un ruolo apicale nella giustizia sammarinese e rischiano di danneggiare i rapporti bilaterali”, dissero.

Stavolta, addirittura, c’è l’appoggio politico preventivo a un governo sottoposto a voto di fiducia… che poi è andato come è andato.

 

Articolo tratto da l’informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

 

 

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