Carisp San Marino, da difendere dall’Italia

Francesca Biliotti di Corriere Romagna – San Marino ritiene che dietro la decisione della Fondazione San Marino Cassa di Risparmio – Sums, di varare
un piano di rilancio della Cassa essenzialmente attraverso soggetti sammarinesi (governo nel senso di Stato, Banca di San Marino, cittadini o aziende sammarinesi) ci sia l’obiettivo di sventare il pericolo che la Cassa finisca sotto il controllo di banche italiane, e quindi sotto la vigilanza di Banca d’Italia.

Se Intesa San Paolo, finora unico e solo candidato disposto ad accollarsi Delta (e Carisp è obbligata da Bankitalia a venderla), dovesse fare marcia indietro, Carisp potrebbe essere anche costretta ad aprire le porte ad altri soggetti, non solo a Banca di San Marino com’è stato proposto sabato, che è una banca prettamente sammarinese, ma magari anche altri istituti come Banca Agricola, che è, guarda caso, partecipata da Unicredit, istituto italiano.
A quel punto entrerebbe in gioco anche l’accordo di cooperazione finanziaria stipulato fra Italia e San Marino, e che prevede che Bankitalia possa controllare direttamente con propri funzionari, le banche sammarinesi partecipate da quelle italiane.
Ecco che sarebbe centrato l’obiettivo di penetrare nel cuore del sistema finanziario.
Anche il lungo scontro giudiziario con un azionista di Delta, la Sopaf , potrebbe far parte del piano.

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