CDLS critica su fisco e pensioni

SAN MARINO 20 APRILE 2011 – Fisco e pensioni,  sono molte le criticità  emerse durante il  Consiglio Confederale della CDLS sulle proposte di riforma avanzate dal Governo.
In apertura, il  vertice della Confederazione Democratica ha dato il via libera al bilancio consuntivo 2010, passando quindi all’esame dei progetti presentati nei giorni scorsi dall’Esecutivo.
Negativo il giudizio espresso sulle linee di riforma del sistema fiscale. “I pochi elementi – afferma la CDLS – enunciati al tavolo di confronto non sono incoraggianti. Proposte come l’azzeramento delle spese produzione reddito esteso a tutti i lavoratori, sia  frontalieri che residenti, accompagnato  dall’introduzione di una minimun- tax per imprese e società, delineano una filosofia di fondo poco equilibrata con in  principi di trasparenza ed equità fiscale. Così come è ancora tutto da definire un sistema normativo in grado di fare emergere le reali capacità di reddito e quindi di contribuzione dei diversi soggetti fiscali”.
Non mancano perplessità anche sul fronte della riforma pensionistica. Il Confederale CDLS concentra le sue critiche innanzitutto sulla tempistica del processo riformatore: “Prima di avviare l’iter legislativo in Consiglio, il progetto di legge deve essere al centro di un ampio e approfondito confronto che le organizzazioni sindacali devono prima avviare con i lavoratori e poi con il Congresso di Stato”.
Due invece le principali obiezioni di merito. La prima riguarda il “brusco” innalzamento dell’età pensionistica a 67  anni. La seconda è relativa alla previdenza complementare: “E’ stata abbandonata la strada di un secondo pilastro di natura contrattuale – conclude la CDLS – per scegliere una impostazione completamente statalista. Un sistema che non trova nessun riscontro nei paesi europei”.

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